Sicurezza nelle scuole: oggi assemblee in tutti gli istituti. Dai verbali il focus sulle situazioni a rischio

Molte scuole chiuse, aule deserte, i bambini e i ragazzi entreranno in gran parte dopo le 10:30 quando finiranno le assemblee del personale incentrate sulla sicurezza degli edifici. Intanto la presidente Chiassai ha incontrato il Ministro Fioramonti

Adesione altissima dei maestre e insegnati alle assemblee sindacali del mondo della scuola aretina. Sono state indette per riportare il tema della sicurezza degli edifici scolastici al centro del dibattito e delle scelte politiche. Un problema vissuto da sempre da chi lavora e cresce fisicamente e culturalmente in questi luoghi. Talvolta, come accaduto recentemente a Milano, il problema si trasforma in tragedia. Ed è proprio sulla scia della morte del piccolo Leonardo, che i sindacati della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Gilda hanno organizzato assemblee di tutto il personale.

Le assemblee nelle scuole aretine

Oggi gli incontri si tengono in ogni istituto comprensivo e in ogni scuola superiore, tutti nella stessa fascia oraria dalle 8:30 alle 10:30. Scuole quindi in gran parte chiuse, aule vuote e insegnanti a confronto sulla sicurezza delle strutture dove lavorano. L'unica che non ha indetto l'assemblea è il Liceo San Giovanni di San Giovanni Valdarno, mentre ci sono adesioni totali da vari istituti della provincia, da Monte San Savino ad Anghiari per esempio.

I segretari provinciali dei sindacati sono in gruppo presenti a Rassina, nel paese, probabilmente più colpito negli ultimi anni da problemi di sicurezza inerenti la scuola, con la morte di Mario Salvatore, il bambino di 11 anni investito da un autobus all'uscita dalla scuola media. Era l'11 novembre del 2002.

I problemi di sicurezza nelle scuole

I sindacati puntano l'attenzione su un duplice problema. Il primo è quello degli organici dei collaboratori scolastici, meglio conosciuti come bidelli. Il loro numero si sta riducendo: nel solo anno scolastico 2019-20 sono state tagliate 6 unità. “Non sono soltanto posti di lavoro che vengono perduti ma sono condizioni di sicurezza per gli alunni e gli studenti vengono cancellate”.

Il secondo problema è quella della sicurezza degli edifici scolastici.

“Questa volta non ci limiteremo ad una protesta – annunciano i sindacati. Al termine di ogni assemblea, verrà redatto un verbale con le indicazioni delle situazioni a rischio. Il documento sarà trasmesso ai dirigenti scolastici e alle organizzazioni sindacali. Noi provvederemo a inoltrarlo ai Dirigenti dell’Ufficio scolastico provinciale e di quello regionale nonché ai sindaci e al presidente della provincia, cioè agli enti proprietari degli immobili. Infine informeremo anche il prefetto. Il nostro obiettivo è che tutti non abbiano solo una generica consapevolezza del problema ma abbiano sotto mano una dettagliata rendicontazione delle singole realtà. Affinché ognuno si assuma le sue responsabilità e nessuno possa dire che non sapeva”.

L'incontro della presidente della Provincia Chiassai, con il ministro dell'Istruzione Fioramonti

Che la sicurezza nelle scuole diventi una priorità è il messaggio che hanno condiviso dal Presidente di UPI Michele de Pascale, e dalla responsabile istruzione UPI Silvia Chiassai Martini, Presidente della Provincia di Arezzo, con il Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti,

chiassai-fioramonti-istruzione-2“Non vorremmo mai arrivare a dovere chiudere le scuole – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma vogliamo che tutti abbiano chiaro che se non si torna ad investire per la manutenzione e la sicurezza degli edifici scolastici delle superiori, che sono stati penalizzati per anni, c’è il rischio concreto che questo avvenga.  Abbiamo due grandi emergenze che vanno risolte: da una parte, pochissime risorse, insufficienti a coprire il reale fabbisogno in termini di investimenti in messa in sicurezza e manutenzione. Basta guardare alla Legge di  bilancio appena varata dal Governo, che riserva alle scuole superiori solo 450 milioni a fronte dei 2,5 miliardi di fabbisogno accertato. Dall’altra, procedure burocratiche talmente complesse che fanno passare anche 3 anni da quando i soldi sono stanziati a quando arrivano agli enti. Su questi fronti abbiamo ricevuto dal Ministro Fioramonti piena condivisione e la disponibilità a lavorare insieme, anche attraverso la creazione di una Cabina di regia ristretta tra MIUR, UPI e ANCI.  E per accendere un gande faro su questi temi, abbiamo proposto al Ministro di realizzare entro la fine dell’anno gli Stati Generali delle scuole superiori, una giornata in cui, in tutta Italia, istituzioni, studenti, docenti personale e famiglie si troveranno  per raccontare insieme al Paese la scuola italiana, non solo nelle criticità ma anche in quelle poche ma significative eccellenze che con fatica sono state realizzare nelle Province italiane”.

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