Riparte la scuola, Autismo Arezzo attacca: "Pochi docenti di sostegno. Alcuni precari e senza specializzazione"

La nota dell'associazione: "Da anni ci impegniamo per migliorare la permanenza nella scuola dei nostri figli. Collaboriamo con vari istituti scolastici per la formazione e l’aggiornamento del corpo insegnanti"

Tra pochi giorni prenderà il via l’anno scolastico 2019/20 tra vecchi e nuovi problemi e soprattutto con ancora la cronica mancanza di insegnanti di sostegno qualificati.

Docenti senza specializzazione, precari, insufficienti. Anche quest’anno garantire l’inclusione scolastica sarà problematico.

Come associazione da anni ci impegniamo per migliorare la permanenza nella scuola dei nostri figli - dice una nota di Autismo Arezzo - Noi collaboriamo con vari istituti scolastici per la formazione e l’aggiornamento del corpo insegnanti, sosteniamo progetti innovativi, affianchiamo le famiglie nella loro quotidiana battaglia per un pieno diritto alla studio per i loro figli disabili.

Ritorno a scuola: la nota di Autismo Arezzo

Ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico desideriamo lanciare un appello al mondo della scuola e alle amministrazioni che a vario titolo hanno competenze e responsabilità nella scuola, affinché tutti operino per limitare al massimo i problemi, che ascoltino con rispetto e sensibilità le istanze delle famiglie, e non ci vedano solo come antagonisti, e che  soprattutto abbiamo sempre al centro del loro agire i ragazzi.

Mancano ormai pochi giorni al suono della prima campanella e gli Uffici Scolastici stanno completando le procedure di assunzione, sono questi i momenti nei quali il ruolo degli uffici è ancora più delicato ed importante.

Non di rado, quando si tratta del sostegno, le convocazioni vanno deserte o si riesce a procedere alle immissioni in ruolo per pochi posti, rispetto a quelli autorizzati, per mancanza di candidati nelle graduatorie utili all’assunzione, altre volte ci sono decisioni di uffici regionali che vanno in contrasto con le normative ministeriali e viceversa e questi ritardi e incongruenze vengono pagati dagli studenti disabili e dalle loro famiglie.

Il ministero dell'istruzione ha da poco avviato il quarto ciclo di specializzazione e dovrebbero seguire altri due cicli nei prossimi anni, fino a portare nelle scuole circa altri 40 mila docenti specializzati.

Non si tratta tuttavia di un percorso celere: rispondono innanzi tutto a circa la metà del fabbisogno, conseguiranno il titolo almeno in tre anni accademici diversi e saranno comunque almeno inizialmente precari, soprattutto se le procedure concorsuali, come talvolta accade, saranno autorizzate in tempi non utili per chi sta ultimando il percorso.

Nel frattempo sono numerosi gli idonei che hanno superato le procedure di selezione e che, consapevoli della costante emergenza nel sostegno, chiedono di avviare corsi in deroga per consentire anche a loro di conseguire il titolo, dal momento che, pur avendo superato tutte le prove, non sono però rientrati nei numeri previsti dal ministero per i corsi di quest’anno.

L’inclusione, insomma, ancora una volta parte in salita, tra tanti ostacoli e molte preoccupazioni da parte delle famiglie.

Il nuovo decreto inclusione è stato ormai approvato in via definitiva e prevede la possibilità di confermare i docenti di sostegno precari per dare continuità didattica agli alunni con disabilità almeno per quanto riguarda il sostegno.

Tuttavia ciò si potrà concretizzare solo per i docenti specializzati e, quindi, chiaramente, non per chi sta conseguendo il titolo o lo conseguirà, mentre si resta in attesa di decreti attuativi anche per tutte le altre innovazioni previste.

Iniziamo questo anno un po’ al buio, e affidandosi, come sempre alla buona volontà dei singoli, ai dirigenti illuminati, ai posti in deroga, sempre più spesso affidandosi a un avvocato, a un tribunale, alla giustizia.

Ecco noi vorremmo sinceramente che ciò non accadesse, e comunque la nostra associazione sarà al fianco delle famiglie in ogni caso.

I ragazzi delle scuole aretine che usufruiscono della Legge 104 che da diritto al sostegno sono tanti (varie centinaia) e sono in aumento.  E’ fondamentale che i dirigenti scolastici e le Amministrazioni Pubbliche tengano presente questa dimensione e soprattutto informino correttamente le famiglie.

Autismo Arezzo è pronta a dialogare, ascoltare e ad aiutare, ove necessario, per trovare le soluzioni ad ogni singolo caso.

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