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"La mancanza di contatto ci ha messo in crisi". Il lockdown dei liceali tra isolamento e didattica a distanza

Ha preso il via l'iniziativa Scuole sicure che prevede l'esecuzione di test antigenici rapidi agli studenti delle scuole superiori aretine rientrati in classe

 

La scuola per alcuni di loro è ricominciata da meno di una settimana anche se in classe per ora ci sono solo metà degli iscritti. Gli altri attendono il proprio turno a casa continuando a seguire la didattica a distanza (dad). Un primo timido passo in avanti che ha il sapore di quel tanto agognato ritorno alla normalità della pre emergenza sanitaria anche se, nonostante gli sforzi, il secondo rientro a scuola dell'era Covid per le migliaia di studenti delle scuole superiori dell'Aretino è stato tutt'altro che ordinario. Non solo le presenze sono state dimezzate ma ciascuno degli iscritti deve mantenere un corretto comportamento fatto di mascherine, gel igienizzanti, banchi singoli, ingressi scaglionati e divieto di assembramento ovunque e test rapidi eseguiti su campioni di studenti con cadenza settimanale. "E lo facciamo volentieri - racconta Emma, studentessa del Petrarca - se questo può essere di aiuto a contenere la diffusione del virus e ritornare alla normalità siamo disposti a ripetere il test ogni volta che ce ne sarà bisogno".

Salutato dai più come un evento di grande significato al momento, non è sicuro se l'anno scolastico proseguirà con queste modalità o se sarà necessario un ritorno alla didattica a distanza. "La dad - spiega la dirigente scolastica del liceo Petrarca Mariella Ristori - è stata una grande risorsa fino ad oggi. Noi ci siamo attivati da subito per renderla fruibile a tutti gli studenti. Non possiamo nascondere che il rientro a scuola per noi è una grande gioia. In ogni caso, a seconda di quello che stabilirà il governo, siamo pronti a non interrompere le lezioni". Di questi giorni le tesi, come sostenuto dal dirigente scolastico provinciale Roberto Curtolo, secondo le quali la scuola è un luogo così sicuro contro il Covid che potrebbe rimanere aperta anche se la Toscana dovesse passare nuovamente alla zona rossa o arancione. "Teoricamente sì siamo in grado di proseguire con l'attività in presenza - sottolinea la preside Ristori - ma non sappiamo quanto questo possa avere delle conseguenze sulla diffusione dei contagi. Per questo seguiremo sempre alla lettera quello che verrà indicato dagli esperti e dal governo". 

Fatto sta che le scuole hanno ripreso vita. Sì perché sebbene non abbiano mai chiuso e gli studenti diversamente abili abbiano potuto accedere alle strutture - e in qualche caso anche con la presenza di altri compagni - è evidente che degli istituti così silenziosi non hanno precedenti ed hanno provocato sensazioni di malinconia e solitudine sia alle famiglie che ai ragazzi. "I mesi passati - aggiunge Valentina, studentessa del Petrarca - sono stati davvero molto difficili sia a livello fisico che psicologico. Se possiamo fare qualcosa per evitare che si ripetano siamo pronti a farla". Uno scenario da dimenticare per il quale gli aggettivi più frequenti sono difficile, solitario, faticoso. "Il non poter stare in classe insieme ai propri compagni - spiega ancora Giulia, altra studentessa del Classico - è qualcosa che non avremo mai immaginato. Tutto il giorno davanti al pc sforzandosi di comprendere al meglio le lezioni da soli. Bè no, non è per niente la stessa cosa di quello che facciamo in classe quando magari ci scambiamo uno sguardo d'intesa o una battuta". "L'assenza di contatto umano - spiega Costanza - mi ha messo in crisi. Non poter vedere i miei nonni è stato difficile da sopportare. Dobbiamo attenerci alle regole solo così finirà tutto".

Scuole Sicure: il piano organizzativo per Arezzo

In provincia di Arezzo sono nove gli istituti coinvolti: nel capoluogo Margaritone (servizi socio-sanitari), Buonarroti-Fossombrone (amministrazione, finanza e marketing), Buonarroti-Fossombrone (tecnologico), Petrarca (liceo classico), Vittoria Colonna (liceo linguistico), Redi (liceo scientifico), Liceo artistico annesso al convitto, Galileo Galilei (Itis); a Montevarchi Benedetto Varchi (liceo classico).

Non saranno screening a tappeto, ma ogni settimana saranno effettuati test su circa 950 studenti in tutta l'area vasta di Arezzo, Siena e Grosseto. Le scuole secondarie superiori coinvolte sono state individuate dall’Agenzia regionale di sanità (Ars). I test saranno eseguiti utilizzando tamponi antigenici rapidi. In caso di una sospetta positività, cioè con esito positivo del test rapido, verrà effettuato il tampone di verifica. Nel caso di contagio verificato, si attiverà subito l’attività di tracciamento per il resto della classe e per gli insegnanti.

L'Asl Toscana sud est nella tarda serata di ieri ha comunicato che i dieci test antigenici svolti sono risultati tutti negativi.

In copertina: video interviste di Mattia Cialini

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