Verso il rientro in classe. Ingressi scaglionati, bus e mezzi: quale riorganizzazione?

Le istituzioni stanno seguendo un calendario di incontri volto a comprendere in quali modalità sarà possibile, per gli studenti delle superiori, tornare di nuovo a scuola

Come torneranno gli studenti in classe il prossimo 7 gennaio? Ammesso e concesso che la data stabilità dal governo non cambi, le incognite sul rientro sono numerose e il dibattito continua a tenere sulle spine istituzioni e famiglie. Tra i nodi da sciogliere, come ampiamente noto, c'è quello che riguarda il sistema di trasporto. In quale modo i mezzi potranno effettuare un servizio utile e garantiere il rispetto delle direttive anti contagio? La questione si pone soprattutto per gli studenti delle scuole superiori che, stando ai piani, rientreranno in aula subito dopo la Befana. Come indicato dal governo, il 75 per cento degli iscritti potrà frequentare lezioni in classe attraverso un sistema di rotazione delle presenze ormai conosciuto. Ciò implica che una buona parte di essi dovrà raggiungere la propria scuola con bus e treni. Da qui la necessità di un piano dove la collaborazione di amministrazioni, prefettura, azienda dei trasporti e scuole si è resa imprescindibile. I primi a presentare un piano operativo sono stati i manager di Tiemme, azienda titolare del servizio di trasporto pubblico locale. Da qualche settimana la società ha presentato un prospetto di riorganizzazione della flotta, con tanto di rendiconto econonico, sottolineando allo stesso tempo come, affinché il sistema non si inceppi necessiti di supporto organizzativo soprattutto sugli orari di ingresso e uscite delle scuole.

L'assessore comunale Lucia Tanti soltanto ieri, in risposta all'interrogazione presentata dal consigliere Francesco Romizi, ha fatto sapere che: "“il 17 dicembre si è tenuta con il prefetto una riunione online a cui ho partecipato per il Comune di Arezzo. Erano presenti anche amministrazione provinciale e  l’assessore regionale. Partiamo dal tema specifico della flotta di autobus: grazie a un lavoro certosino è stato calcolato il numero di mezzi che possono essere utili per garantire le linee guida del dpcm e quindi da parte di regione e provincia ci è stato rappresentato una situazione che è volta a garantire il giusto rapporto spazi/utenti e quindi il servizio. L’aspetto problematico emerge nei quattro momenti: la discesa e la salita dai mezzi e l’entrata e uscita dalle scuole. Per quanto riguarda la fascia 0-14 non sono emerse criticità: possiamo dirlo con cognizione di causa perché quelle non sono state chiuse. Valutazioni specifiche vanno fatte per le scuole superiori che riapriranno il 7 gennaio: tutte hanno collaborato e sono state invitate a mandare le note circa i piani di entrata/uscita per spacchettare numeri e affluenze dei rispettivi studenti. Ci sarà una nuova riunione con il prefetto affinché sia valutato e ottenga il via libera. Resto dell’avviso politico che la soluzione migliore per la sicurezza sanitaria era quella di estendere le lezioni tra la mattina e il pomeriggio”.

La risposta è dunque uno scaglionamento degli ingressi? "Il sistema - ha aggiunto l'assessore Tanti - ha davvero lavorato molto bene. Tutte le istituzioni coinvolte hanno dato la propria disponibilità e contributo per trovare un piano. Resta adesso da comprendere se sarà possibile adottare un'alternanza delle lezioni, uno scaglionamento delle classi e forse anche un'estenzione delle lezioni alla fascia pomeridiana. Non ultimo da sciogliere c'è anche il nodo riguardante gli investimenti che la Regione Toscana dovrà e potrà mettere in campo e richiedere al Governo."

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