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Convocazioni precari scuola, caos al Praticino poi la soluzione: chi rifiuta non viene depennato

Nuova giornata convulsa per il mondo della scuola aretina. Le nomine dei precari procedono a rilento e con grossi problemi

 

Ore di attesa e di caos al Praticino. Di scena le convocazioni dei docenti precari e del sostegno per la scuola dell'infanzia, la primari, le medie e le superiori. La tensione è sfociata anche in urla e nell'intervento della Polizia. Poi tutto è tornato alla ragionevolezza e una nuova rilettura della norma ha portato ad una soluzione annunciata dai sindacati della scuola e accolta con gli applausi da parte dei docenti precari in attesa di entrare nell'ufficio allestito all'interno del Liceo Classico.

Ma andiamo con ordine. Questa mattina i docenti precari sono stati convocati dal provveditorato per l'assegnazione delle cattedre. La chiamata, nome per nome in base alla graduatoria è partita con lentezza. Le nuove procedure stabilite dal Ministero e calate con molto ritardo sul territorio hanno prodotto forte rallentamento all'interno dell'Ufficio Scolastico provinciale di Arezzo.

Solo 8 le cattedre assegnate per la primaria nella prima parte della mattinata, poi quando una precaria è entrata nell'ufficio e le hanno detto che in caso di rifiuto della primaria non avrebbe potuto scegliere altro, ma sarebbe stata depennata, è salita la tensione tanto che è stata chiamata la polizia. Sul posto oltre a decine e decine di precari in attesa, ci sono stati i sindacati con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Gilda che alla fine hanno spuntato la soluzione citata prima. Nessun depennamento, ma la possibilità di scegliere. 

Il problema riguarda un po' tutti i docenti precari, ma in particolar modo coloro che sono dedicati al sostegno di alunni con disabilità, più fragili e per i quali la continuità didattica è un aspetto fondamentale. La soluzione trovata intorno alle 15 di oggi permetterà anche questo e quella famiglia che attende la sua insegnante di riferimento in classe insieme al figlio potrà averla di nuovo.

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