"Per fare una video-lezione ci vuole mooooolta fiducia nei tuoi allievi". I pensieri dei bambini sulla Dad

Un piccolo sondaggio molto significativo. I bambini hanno fatto dei pensieri su questo periodo di Dad e le famiglie hanno deciso di condividerli con noi: riflessioni utili per tutti

Ormai il rientro a scuola è deciso per una fascia di studenti più piccoli, fino ai 12 anni. Finite le vacanze pasquali, anche in zona rossa, l'infanzia, le primarie e le prime medie tornano in classe. Ma questi sono stati giorni di riflessioni sul vissuto di questo periodo. La didattica a distanza e la voglia di tornare a scuola, pregi e difetti, difficoltà e impressioni, sentimenti e speranze. Un gruppo di bambini di circa 10 anni ha deciso insieme alle loro famiglie di condividere i loro pensieri:

Della serie quando l'audio non funziona oppure arriva in ritardo: "Quando sono in Dad e voglio dire qualcosa alla maestra spesso non mi sentono, io la chiamo ma lei non mi ascolta e io penso che non mi vede e non gli interessa ascoltarmi, mi rende triste" ha scritto uno di loro.

Ma una bambina ha visto anche altri aspetti immedesimandosi nelle stesse maestre: “La Dad non è giusta nei confronti delle maestre perché se vuoi fare una video lezione devi avere mooooooolta fiducia nei tuoi alunni. Non mi piace perché non è come a scuola: non ti si collega, non senti bene, non vedi bene etc. Infine, in Dad non hai la stessa attenzione dalle maestre che hai a scuola”.

E' arrivato anche un pensiero in coro di due bambini che dicono: "Non vediamo l'ora di tornare a scuola per rivedere i nostri amici e le nostre maestre che ci mancano, e vogliamo andare sul pratone". Un messaggio chiaro per le maestre, quando saranno a scuola vorranno andare in giardino.

Quel computer che si pone davanti.
"Davanti al computer ci si stanca di più. Durante la pausa non hai gli amici come a scuola, quindi devi passare la pausa da solo per poi ricollegarsi e se li vuoi vedere e parlare in privato devi per forza videochiamarli alla fine delle lezioni. Per questo la Dad è una 'tortura'!! La scuola è a scuola e io voglio tornarci."

Dopo un confronto in famiglia c'è chi nei giorni scorsi ha fatto lo sciopero della Dad e ha cercato di capirne il significato:

"Caro diario oggi insieme ad altri miei compagni abbiamo fatto sciopero e non ci siamo collegati alla videolezione per dire che vogliamo tornare a scuola, io voglio tornarci per rivedere i miei amici e le maestre. Non mi piace la Dad perché a volte non si sentono bene le maestre e si perde la connessione quindi è brutto, mentre stare a scuola è anche molto divertente soprattutto nell'intervallo perché con i miei amici si scherza sempre. Mi piace anche l'ultimo giorno della settimana, il venerdì, perché ci sono due giorni che si sta a casa. Per tutto questo che ho scritto spero di ritornare dopo la Pasqua a scuola."

Lezioni troppo corte, lezioni troppo lunghe: così non va.

"A me la Dad non piace perché è vero che posso vedere i miei compagni ma non ci posso giocare visto che il tempo dell'intervallo non è previsto in Dad. Alcuni bambini non li vedo neanche perché spengono la telecamera. Poi in Dad non imparo bene perché il tempo è più limitato di quello a scuola e non c'è molto tempo per fare le domande. W la scuola, abbasso la Dad."

"Della Dad non va che le lezioni sono così lunghe, per me dorvebbero essere di 30 minuti l'una. Poi non tutte le connessioni sono perfette, a me mi andava a scatti il volume, è un po' tutto difficile. Vorrei andare in presenza perché in Dad non si capisce niente. Delle maestre mi manca l'umorismo e la gioia, dei miei amici mi manda l'affetto, il poter parlare insieme tutti i giorni, del pratone mi manca la natura e la pazza gioia di correre."

Ma la saggezza e la capacità di adattamento dei bambini è comunque sorprendente e non poteva mancare chi nella Dad ci vede solo lati positivi: "Ci si sveglia alle 8, si fa poche ore, ho pochi compiti e alle 12 possono inziare a giocare con i miei amici".

Della serie... Io Speriamo che me la cavo... con o senza Dad.

P.s. grazie ai bambini e alle loro famiglie per la collaborazione.

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