Giovedì, 24 Giugno 2021
Scuola

Il cuore grande di Arezzo, più forte di lockdown e restrizioni

Le testimonianze di chi, ad Arezzo e in provincia, ha dedicato tempo e risorse al prossimo, nel momento di maggior bisogno. Quinto e ultimo appuntamento con l'inchiesta condotta dai ragazzi della 4^A dell'istituto Vittoria Colonna

Di seguito riportiamo il quinto e ultimo paragrafo dell'inchiesta condotta dai ragazzi della 4^ dell'istituto Vittoria Colonna dal titolo "Arezzo e il nuovo abitante", un progetto alla cui stesura finale ha contribuito anche ArezzoNotizie.

La gioia per l'attenzione ricevuta: la riconoscenza negli occhi del beneficiario, nonostante la distanza fisica imposta dalle regole anti-contagio. La ricerca si è infine concentrata sul versante del volontariato locale, particolarmente attivo durante il primo lockdown e nei mesi successivi dell'emergenza. Una serie di iniziative e di testimonianze raccontano una spaccato della società che ha saputo donare tempo e risorse agli altri, quando più ce n'è stato bisogno.

Come possiamo dare il nostro contributo?

Nella ricerca è stata portata avanti un'indagine sulle iniziative di solidarietà collettiva del nostro territorio. Le informazioni sono state tratte da siti internet e conoscenti dei ricercatori nella città di Arezzo e dintorni.

Le testimonianze qui riportate sono state raccolte mediante intervista in presenza o online. I soggetti dell’inchiesta sono stati una ragazza che si è occupata della distribuzione delle mascherine durante il primo lockdown, una impiegata in un supermercato di Arezzo e un componente della Misericordia del comune di Subbiano.

Intervista a una dipendente del supermercato

In cosa/consisteva la vostra iniziativa di aiuto?

La nostra iniziativa ha permesso a tutti i clienti di effettuare la propria spesa in modo sicuro. Ad esempio, durante il lockdown tutti noi dipendenti ci siamo messi a disposizione, attraverso entrate anticipate e uscite posticipate, in modo tale che l’azienda potesse prolungare il proprio orario di apertura e dando così la possibilità ai clienti di far spesa in orari scaglionati per evitare assembramenti. Il nostro compito è stato anche quello di far capire alle persone di doversi igienizzare le mani all’entrata del negozio, muniti di mascherina adeguatamente indossata e di mantenere le dovute distanze di sicurezza. Durante il primo lockdown ci sono state altre iniziative, come quella di consegnare a domicilio la spesa per coloro che l’avessero richiesta, come anziani o persone in quarantena; in presenza di lunghe file fuori dal supermercato abbiamo deciso di agevolare gli infermieri, i medici e le associazioni di volontariato, in modo tale da dare loro la possibilità di entrare senza dover attendere.”

Quali cambiamenti ha notato all’interno della società? Le è sembrata più coesa? Se sì perché?

All’inizio della pandemia, in pieno lockdown, ho notato questo aspetto, tant’è che fu anche coniato il modo di dire “Andrà tutto bene”, usato per indicare che stando uniti, anche se lontani, saremmo riusciti a superare questo periodo difficile e nuovo. Continuando a lavorare ho notato che c’è stata più solidarietà fra le persone, poiché molti iniziarono ad aiutare coloro che erano in difficoltà. Ad esempio, ho visto molti nipoti fare la spesa per i propri nonni, o vicini di casa, e anche per persone anziane e sole che non potevano uscire di casa.”

Che ruolo hanno avuto i giovani in questa iniziativa?

Ho notato che molti giovani si sono messi a disposizione di associazioni di volontariato, come la Misericordia, per poter portare la spesa effettuata online a persone anziane o sole, anche solo per portare loro le medicine che avevano richiesto.”

Ha notato un riscontro positivo nei confronti di quest’attività in maniera più pronunciata da parte di adolescenti o adulti?

Secondo me, gli adulti hanno contribuito maggiormente alle iniziative da noi proposte, ma ho anche notato che hanno coinvolto i propri figli facendo sì che i giovani partecipassero attivamente.”

È possibile aggiungersi a questa iniziativa? Se sì come?

In questo momento, visto che la situazione è migliorata leggermente e che le persone hanno la possibilità di uscire, è possibile aderire e sostenere la ricerca anti Covid-19, proposta da Coop in tutta Italia, in collaborazione con dei giovani ricercatori e ricercatrici toscani. Questa nuova iniziativa è chiamata “Curiamo la ricerca insieme a Coop”, in cui ognuno può donare quello che può. Ogni euro donato, la Coop raddoppierà la donazione stessa. Per poter partecipare basta recarsi nei supermercati Coop e comunicarlo alla cassa. Noi dipendenti, invece abbiamo contribuito donando ore di permessi o giorni di ferie che verranno convertiti in denaro.”

Attività di consegna mascherine

In cosa è consistita la sua iniziativa di aiuto?

La mia iniziativa di aiuto è stata quella di portare le mascherine della Croce Bianca agli anziani della zona di Olmo verso metà aprile dell’anno 2020.”

Come si è unito a questa iniziativa?

Quando il governo ha deciso di consegnare le mascherine alla popolazione ha affidato questo compito alle associazioni di volontariato, tra cui la Csi. Io faccio parte della “Giostra dei Rioni di Olmo” che è patrocinata alla Csi, quindi le mascherine sono state consegnate alla Giostra che, attraverso il volontariato di molte persone, ha consegnato le mascherine alle case.”

Ha svolto questa attività da sola o con altre persone? Se l’ha svolta con altre persone erano ragazzi o adulti?

Io ho svolto questa attività con altri ragazzi della mia età, ma oltre a noi c'erano anche molti adulti che ci aiutavano nella consegna.”

Che ruolo hanno avuto i ragazzi e che ruolo hanno avuto gli adulti? Ha trovato delle differenze?

Per quanto riguarda i volontari non ho trovato differenza tra i due gruppi, entrambi hanno svolto il lavoro con molta serietà. Ho notato una maggiore differenza nelle reazioni che avevano le persone quando a consegnare le mascherine era un ragazzo o un adulto. Quando era il turno di un ragazzo le persone erano più distaccate e avevano un sospetto che in qualche modo volessimo beffarli. Quando toccava ad un adulto invece si rendevano più gentili e sereni.”

Occupandosi direttamente di queste attività? la società? le e? sembrata più? coesa? Quali cambiamenti ha potuto notare?

Dal mio punto di vista la società è risultata molto coesa, l’ho potuto notare anche dall’aiuto che ci davamo tra noi volontari. Anche se molte persone ci guardavano con un occhio di riguardo, ce ne erano molte altre che ci vedevano come un punto di speranza, soprattutto gli anziani, che data l’alta percentuale di rischio in più erano in condizioni peggiori, limitando le uscite. In un mondo in cui le persone anziane criticano spesso i giovani per i loro comportamenti è stato bello vedere invece che contavano su di noi e ammiravano il nostro lavoro.”

Come le sono sembrate le famiglie?

Le famiglie in generale erano sconvolte, impaurite. Alcune persone si facevano lasciare le mascherine al cancello per paura di un minimo contatto. Era una situazione nuova, si conosceva poco del virus, molto meno di adesso. In questo momento non è possibile aggiungersi dato che è un'attività che dipende dalle decisioni del governo di spedire di nuovo altre mascherine per essere consegnate. Nel caso in cui vengano consegnate altre mascherine per essere poi distribuite è possibile unirsi, sia maggiorenni che minorenni, andando presso il centro della Croce Bianca.”

Volontario della MIsericordia di Subbiano

In cosa è consistita la sua iniziativa di aiuto?

Io in realtà faccio volontariato da più di tre anni qui nell’associazione del paese, la misericordia di Subbiano. Il mio contributo è stato principalmente quello di aiutare le famiglie più bisognose nei periodi di lockdown, siamo stati un punto d’appoggio per queste famiglie, per loro siamo stati degli “eroi”, molto più che delle semplici persone, anche sotto il punto di vista psicologico. Ogni giorno noi, per chi non poteva permetterselo, abbiamo provveduto all'acquisto di beni di prima necessità partendo dalla spesa nei supermercati.”

Eravate voi a raccogliere i fondi per le spese?

I fondi in parte provenivano dal Comune oppure da altre persone esterne alla nostra associazione che si offrivano di fare la spesa per le famiglie più bisognose ed inoltre dalle varie donazioni degli abitanti del paese.”

Quindi si occupava lei di portare la spesa?

Si, portavo la spesa alle famiglie che non potevano permettersela o non potevano muoversi. Con l’aiuto della Misericordia e di tutti noi volontari ogni giorno rispettavamo turni ben precisi sia per le consegne di spese che per la consegna di mascherine nelle case. Anche durante le feste natalizie abbiamo consegnato pacchi alimentari regalo e panettoni alle famiglie impossibilitate.”

Occupandosi direttamente di queste attività la società le è sembrata più coesa? Quali cambiamenti ha potuto notare?

Da un punto di vista possiamo dire di sì, ovviamente all’inizio essendo una cosa nuova nessuno sapeva come muoversi, ma con l’aiuto di tutta la popolazione siamo riusciti a far fronte abbastanza bene all’ emergenza. Anche noi volontari della Misericordia ci siamo organizzati per far sì che tutte le famiglie potessero avere il minimo indispensabile per vivere. Poi chiaramente c’è sempre chi non rispetta le decisioni deliberate e non collabora, noi comunque una mano nel nostro piccolo l’abbiamo data e la daremo sempre. Ho inoltre notato che per quanto possibile i cittadini si sono aiutati tra loro, nonostante il periodo di sofferenza causato dal coronavirus i cittadini stessi sono migliorati, hanno avuto la maturità di aiutare gli altri, una maggiore coscienza collettiva.”

Che ruolo hanno avuto i giovani all’interno di questa pandemia?

A parer mio i giovani si sono comportati, contro ogni aspettativa, meglio che gli adulti. Facendoti dei paragoni anche all’interno della Misericordia, soprattutto da quando è entrato in vigore il coprifuoco, effettuando i servizi di emergenza dopo l’orario prestabilito in cui non si poteva uscire non abbiamo mai trovato nessun ragazzo per le strade al contrario di molti adulti che pur di uscire facevano qualsiasi cosa. Ho quindi notato una maturità maggiore da parte dei ragazzi e dei bambini rispetto agli adulti. Questo in realtà mi fa piacere poiché abbatte gli stereotipi dei “ragazzi che non rispettano mai le regole” e non si attengono a quanto viene stabilito.”

Voi della misericordia siete stati maggiormente aiutati da giovani o da adulti?

Noi all'interno dell’associazione siamo sia giovani che adulti e abbiamo ricevuto una mano da tutti in egual modo. Inoltre io facendo anche parte del gruppo Caritas in tale ambito ho notato che molti ragazzi hanno trovato il modo e il tempo di aiutare, anche attraverso la beneficenza famiglie che non avrebbero nemmeno potuto fare la spesa senza il nostro aiuto.”

Cosa l’ha spinta ad entrare nella Misericordia e a dare il suo aiuto?

Di entrare nella Misericordia ho deciso durante le superiori perché una volta vidi un episodio dove il 118 intervenne in soccorso di una persona e mi dissi “Anche io voglio poter fare come loro, voglio diventare uno di loro”. Man mano mi sono informato di come potevo farlo, alla fine sono entrato a far parte di questa Associazione di cui ormai faccio parte da più di tre anni. È bello poter aiutare, anche attraverso la Caritas, le persone che non riuscirebbero ad arrivare a fine giornata distribuendo beni di prima necessità.”

Che rapporto ha instaurato con queste famiglie?

Loro anche con un semplice “Grazie” ti risollevano, ti danno una spinta per continuare, ti migliorano la giornata. È evidente dalle loro espressioni, dai loro comportamenti che dietro quel ‘grazie’ c’è molto di più, ti fanno capire l’importanza che hai. Un gesto, come ad esempio portare il pane fresco, che ad una persona che non ha problemi economici può risultare banale, a loro salva la vita.”

E’ possibile aggiungersi a questa iniziativa? Se sì, come?

Certo, basta avere la buona volontà di aiutare gli altri. Le principali cose da fare potrebbero essere entrare nel nostro gruppo che poi man mano ti dà compiti insieme a chi ha più esperienza per aiutare concretamente gli altri.”

Iniziative di solidarietà collettiva

Ecco alcune iniziative di solidarietà collettiva avviate durante il lockdown e tutt’ora attive:

- Croce Rossa Italiana

Servizio: consegne a domicilio di spesa e farmaci per anziani e immunodepressi, i giorni martedì, giovedì e sabato dalle 09:00 alle 18:00.

Numero: 800 065510

- Avis Regionale Toscana

Data la situazione di emergenza sanitaria Avis cerca sia donatori volontari per la donazione di sangue e/o plasma, sia soci volontari disponibili a partecipare con continuità alla vita associativa per supportare e/o gestire le varie attività

Numero: 055 2398624

E-mail: toscana@avis.it

- A.V.A.D. (Associazione Volontari Assistenza Domiciliare)

Cerca volontari per attività di supporto organizzativo e assistenza domiciliare.

Le attività comprendono: assistenza domiciliare a persone malate e alle loro famiglie. I volontari parteciperanno a lavori di gruppo su tematiche inerenti alle aree di intervento, formazione e aggiornamento sulla relazione d’aiuto, elaborazione del lutto.

Requisiti: corso di formazione di base presso sede Avad

Numero: (328 3562110) oppure (334 3262975)

sito web: www.avadarezzo.org

- Associazione Donne Insieme

Cerchiamo volontarie per tenere la sede aperta tutti i giorni, in modo che ci sia sempre l'accoglienza

Numero: 3343262975

E-mail: assodonneinsieme@libero.it

- Fondazione Ant

Volontari per l'aiuto nel confezionamento dei prodotti necessari per la raccolta fondi, per altre mansioni da ufficio, per l'accoglienza e la registrazione dei pazienti delle visite di prevenzione oncologica gratuita.

Numero: 055 5000210 - 348 6563274

E-mail: livia.seravalli@ant.it

Sito web: www.ant.it/toscana

Facebook: @FondazioneANT.Toscana

- Associazione La Racchetta

Attività di volontariato numerose e di vario tipo su tutto il territorio regionale. Antincendi boschivi, protezione civile, pubblica utilità sociale, assistenza alla cittadinanza.

Numero: 320 8962180

E-mail: e13@laracchetta.it

- Oxfam

Attività di sensibilizzazione e raccolta fondi, contribuendo a diffondere le campagne di pressione dell’associazione verso governi e multinazionali e a sostenerci nel nostro lavoro quotidiano di lotta alla povertà.

Numero: 800 99 13 99

E-mail: volontari@oxfam.it

Ringraziamenti

I nostri ringraziamenti in particolare vanno:

  • Al counselor dello sportello di ascolto della scuola per la guida nella stesura del questionario rivolto agli alunni.
  • Ai ragazzi/e del nostro Liceo per aver partecipato e dato la loro disponibilità nel raccontare la loro esperienza, in particolare a tutti coloro che hanno condiviso con noi le proprie difficoltà.
  • Agli operatori sanitari della casa di riposo per averci aiutato nella somministrazione dei questionari riguardo all’indagine sugli anziani.
  • All'associazione ACB Social Inclusion per le traduzioni dei questionari in lingua urdu e bengalese.
  • Alle maestre della scuola dell’infanzia per averci fornito un nuovo punto di vista sul covid mostrandocelo attraverso i loro occhi e quelli dei bambini. In particolare a loro va il nostro ringraziamento perché con l’entusiasmo e l’attenzione dimostrate verso i bambini e le rispettive famiglie, raccontandoci le proprie esperienze, condividendo con noi pensieri ed emozioni ci hanno trascinato in una nuova visione della scuola e del lavoro di insegnante.
  • A Marco Salvini, segretario della Cisl, per il suo contributo.
  • Ai gestori dei locali intervistati per la loro disponibilità nonostante il difficile momento.
  • A Mattia Cialini per averci indirizzato nella stesura del giornale.

Infine un grazie speciale a tutti coloro che si sono impegnati e che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro forze in un lavoro spesso silenzioso per aiutare chi in difficoltà in questa emergenza.

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