"Forza Ragazzi!". Un laboratorio per la resistenza culturale degli studenti

"Forza Ragazzi!" il laboratorio, organizzato da Marcella Manco e Ilaria Gradassi con le classi 3E e 3F della scuola secondaria di primo grado “Francesco Severi” di Arezzo

Un laboratorio creativo per riflettere sui cambiamenti di questo momento e per apprezzare ancora di più la bellezza. Sono questi gli obiettivi del progetto "Forza Ragazzi!" promosso da Marcella Manco e Ilaria Gradassi con le classi 3E e 3F della scuola secondaria di primo grado “Francesco Severi” di Arezzo. Di seguito riportiamo le parole e le immagini degli organizzatori e autori dell'iniziativa.

Nel corso delle ultime settimane, ci è sembrato di vedere i nostri alunni stanchi, tristi e particolarmente demotivati. Non ci è parso troppo strano, dato che è già passato un anno da quando la pandemia ha cambiato non solo il modo di fare scuola, ma ogni aspetto delle nostre vite. In particolare, bambini e ragazzi - dai più piccoli ai più grandi - entrano ed escono dalle classi, vedono di rado nonni e parenti e hanno davvero poche occasioni di fare sport e giocare insieme. Carlo Emilio Gadda parlava di “primevoltità” riferendosi a quelle tappe che, nell’esperienza personale, avvengono una sola prima volta e che nel nostro personale universo hanno una risonanza spettacolare: la prima festa, il primo batticuore, la prima volta sul motorino e mille altri eventi irripetibili. La maggior parte di queste esperienze è legata all’adolescenza, l’età dei nostri studenti, e quindi ne abbiamo parlato con loro, per non dimenticare che quello che ci è chiesto ancora adesso -portare la mascherina, rispettare il distanziamento - è faticoso ma importantissimo. Non soltanto per difendere noi stessi dal virus, ma anche per irrobustire quello che verrà dopo, dando più forza e valore a una nuova solidarietà: perché di sicuro – lo sappiamo tutti – gli effetti della pandemia saranno profondi anche quando saremo tutti vaccinati e il virus sarà debellato.

Per incoraggiarli a resistere ancora, abbiamo proposto un laboratorio creativo che ci aiutasse a riflettere su come è cambiata la nostra vita e ci permettesse di apprezzarne ancora di più la bellezza. Il lavoro si è sviluppato a partire dallo studio di due autori lontani nel tempo, nello spazio e quindi anche nello stile delle loro opere. Giuseppe Pellizza da Volpedo è conosciuto soprattutto per aver dipinto Il Quarto Stato, l’opera che è diventata un’icona della lotta sociale del proletariato; Saul Steinberg fu uno “scrittore di immagini” che si mise a disegnare maschere sulle buste di carta per il pane. Diceva: “Questa è la maschera che mi protegge dagli altri; infatti con questa maschera io potrei parlare nella maniera più libera e divento in un modo completamente diverso”.

Il nostro laboratorio ha messo insieme parole, emozioni e maschere e da questo mash-up è nato un emozionante tableau vivant che i ragazzi hanno chiamato Il Quarto Stato Nascosto.

“Resistiamo - ci siamo detti - e rimaniamo uniti, per prepararci a riprenderci tutto il bello delle nostre vite, appena sarà possibile”.

Marcella Manco e Ilaria Gradassi con le classi 3E e 3F della scuola secondaria di primo grado “Francesco Severi” di Arezzo

#ResistenzaCulturaledeiRagazzi

2-5-9

3-3-11

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