1,2 milioni per gli asili nido della provincia: ecco dove e come saranno investiti

I fondi potranno essere usati per l'ampliamento dell'offerta o per l'acquisto di posti presso strutture private convenzionate

Sono 1,2 milioni gli euro che la Regione Toscana ha stanziato per gli enti locali della provincia di Arezzo a sostegno della domanda e l'offerta di servizi per gli asili nido rivolti ai bambini da 0 a 3 anni per l'anno 2019/2020. 

Nella nostra provincia i fondi maggiori sono stati assegnati al comune di Arezzo per una cifra pari a 323mila euro e 288mila all'Unione dei Comuni Montani del Casentino.

L'elenco completo delle assegnazioni

Arezzo (312.710,80), Anghiari (12.350,14), Badia Tedalda (11.372,23), Bibbiena (32.151,10), Capolona (13.616,83), Caprese Michelangelo (12.744,48), Castelfranco Piandiscò (25.861,41), Castiglion Fiorentino (53.870,18), Cavriglia (19.950,23), Civitella in Valdichiana (23.694,29), Cortona (46.761,66), Foiano della Chiana (28.003,47), Laterina Pergine Valdarno (15.622,40), Loro Ciuffenna (12.561,26), Lucignano (6.966,75), Marciano della Chiana (8.233,43), Monte San Savino (34.671,65), Montevarchi (62.384,06), Pieve Santo Stefano (16.333,41), Pratovecchio Stia (14.119,54), San Giovanni Valdarno (37.770,67), Sansepolcro (47.835,34), Sestino (13.166,70), Subbiano (14.777,95), Terranuova Bracciolini (29.028,12), Unione Comuni Montani del Casentino (288.441,61).

E' la vicepresidente del consiglio regionale, Lucia De Robertis a comunicarlo.

In questi giorni – spiega l’esponente aretina del Partito democratico in regione – è stato approvato il decreto che assegna, ai comuni toscani, oltre tredici milioni di euro di risorse regionali e comunitarie destinate a dare risposta alla domanda di servizi per la prima infanzia diffusa nel territorio.

I comuni dovranno presentare alla Regione i progetti definitivi per i quali hanno fatto richiesta di contributo entro il 19 ottobre, rispondendo al bando attivato nei mesi scorsi. I progetti in questione dovranno riguardare il consolidamento e l'ampliamento dell’offerta gestita direttamente o tramite servizio in appalto, ma anche l’acquisto di posti presso strutture private convenzionate.

Con questo intervento – conclude De Robertis – la Regione offre una concreta risposta alle esigenze di tantissime famiglie, soprattutto di quelle che vino nelle zone marginali montane e delle isole, favorendo la conciliazione della vita familiare con la vita lavorativa ed offrendo ai bambini, fin dai primi mesi,  un’importante occasione di socializzazione e di educazione.

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