Scuole aretine tra emergenza e digitalizzazione. "Video-lezioni? Non ci tiriamo indietro”

Sul tema della didattica a distanza intervengono dirigenti e genitori di studenti di alcuni istituti scolastici della città sottolineando come ai disagi lamentati da alcune famiglie si contrappongano esempi virtuosi

Nessuno era preparato contrattualmente, didatticamente e tecnicamente ad affrontare un’emergenza così. Ma nonostante questo la scuola - costretta a digitalizzarsi - continua a fare il suo lavoro, cercando di adattarsi alla nuova condizione. Malgrado le contraddizioni emerse proprio in questi giorni, c’è chi la mattina si alza per fare il proprio lavoro.

“Anzi - raccontano alcuni professori - ci facciamo il mazzo più di prima”. La “zona grigia” è quella che parte con la sospensione dell’attività didattica e continua con il gap normativo riguardante i contratti dei docenti. Questi ultimi infatti nono sono obbligati al lavoro a distanza. Ciascuno può scegliere la forma di insegnamento che ritiene più opportuna. E dunque, da una parte i dirigenti scolastici sono obbligati ad attivare la didattica a distanza, dall’altra i docenti possono scegliere, in autonomia, diversamente. Una questione controversa che più di una volta è stata sollevata dai rappresentanti sindacali degli insegnanti. Detto questo, è innegabile che a muovere la quasi totalità della comunità educante in questi giorni è soprattutto il senso di responsabilità. Nonostante l’assenza di normative decine di migliaia di insegnanti hanno deciso di rimboccarsi le maniche e fare lezione. Tra questi ci sono sicuramente i 120 dell’istituto comprensivo Piero della Francesca di Arezzo.

“La nostra realtà - precisa la preside Rossella Esposito insieme al direttore amministrativo Maria Matilde Frappi - conta 9 scuole, dall’infanzia fino alle medie, e 1.120 studenti. Fin dai primi giorni dell’emergenza Coronavirus il nostro istituto si è adoperato per trovare nuove forme di contatto con gli iscritti e fornire tutta l’assistenza necessaria per la didattica. Un indirizzo che è stato appoggiato da tutto il nostro personale docente. Le video lezioni sono state attivate quasi da subito grazie al supporto di specifiche piattaforme digitali. Grazie al registro elettronico si riescono ad inviare e ricevere i compiti dei ragazzi e, attraverso il supporto di altri mezzi di comunicazione, teniamo costantemente i contatti con le famiglie per comprendere eventuali criticità”. 

Tra i problemi maggiori, sul fronte dei genitori, ci sono quelli riguardanti gli strumenti e la concomitanza di altri impegni lavorativi e di studio.

“Molti ci hanno detto di non avere computer o tablet a disposizione - spiegano ancora dalla Piero della Francesca - Per quello che ci è stato possibile abbiamo provveduto alla consegna, in comodato d’uso, di dispositivi di proprietà della scuola. Presto avremo a disposizione circa 9.000 euro per investimenti riguardanti questo ambito. Non esiteremo a spenderli per acquistare pc e altro materiale utile. L’altro elemento di difficoltà riscontrato dai genitori è quello riguardante la concomitanza di orari. Molto spesso nelle case c’è un solo pc e, tra le esigenze di studio di fratelli/sorelle e quelle di lavoro dei genitori, l’accesso alle piattaforme digitali è farraginoso se non impossibile. E’ per questo che abbiamo previsto dei piani di studio e lavoro nella tarda serata così da evitare sovrapposizioni con altre esigenze. Siamo fieri di dire che la campanella nelle nostre scuole, seppur con e dovute modifiche, ha continuato a suonare ogni singolo giorno. Le scuole per l’infanzia possono contare su materiale inviato dai nostri educatori ai bambini. Nelle classi delle elementari addirittura, festeggiamo online anche i compleanni. E’ l’aspetto sociale che cerchiamo di valorizzare con ogni nostro mezzo. Perché in questo momento così duro abbiamo tutti un estremo bisogno di sentirci nuovamente parte di un insieme. Quando con i docenti abbiamo testato per la prima volta il sistema di video chat ci siamo commossi. E’ stato bellissimo vederci nuovamente tutti insieme. Per questa ragione abbiamo ritenuto doveroso spendere tempo ed energia sull’incentivo di questi strumenti. Così non dobbiamo rinunciare al piacere e alla gioia di vedere anche i nostri studenti tutti i giorni. Prossimamente ci adopereremo per creare un’aula virtuale”. 

Il provveditore: "Dovere civico garantire le video lezioni"

Convitto Nazionale

Scenario simile quello del Convitto Nazionale e licei annessi dove hanno già preso il via le video lezioni dallo scorso 23 marzo e alle quali ha aderito tutto il corpo docente.
A darne comunicazione alle famiglie è stato proprio il rettore Luciano Tagliaferri che ha inviato a tutti i genitori una comunicazione sottolineando come "da lunedì 23 marzo dalle 9 alle 13, in media tre lezioni di 60 minuti ogni mattina si svolgeranno le lezioni". Raccomandazioni anche per gli alunni che "devono sistematicamente controllare il loro quaderno elettronico e i messaggi su messenger dove eventualmente vengono inviate comunicazioni, tutto ciò che viene inviato dal docente può essere rinviato allo stesso modo, dal registro dei genitori è stata attivata la possibilità di rispondere su messenger ai docenti del figlio/a".

Inoltre, la scuola si è attivata con dirette sui social, dedicate al proprio personale docente e ai genitori, per spiegare come utilizzare le varie piattaforme a disposizione. Sempre nello stesso canale sono stati inseriti messaggi video, indicazioni, letture e istruzioni utili. 
Didattica a distanza pronta anche per i bambini delle elementari. "Già subito - si legge in un'altra nota del rettore - dopo la sospensione delle attività didattiche, le maestre ed i maestri hanno lavorato rimanedo in contatto con i bambini, creando le condizioni perché il lavoro scolastico non si interrompesse del tutto. Ogni docente si è organizzato per conto proprio, sperando che l’interruzione fosse breve. Oramai sappiamo, lo ha confermato ieri il ministro all’istruzione, che la data del rientro sarà prorogata non si sa di quanto. Per questo motivo dovremo iniziare un lavoro più articolato e comune a tutte le classi".

Per ragazzi con disabilità invece è stato aperto un canale diretto con le famiglie e lezioni, personalizzate, si svolgono nel pomeriggio seppure i docenti di sostegno sono in compresenza anche nelle lezioni online.

Qui Cesalpino

Riceviamo e pubblichiamo, inoltre, il contributo di un genitore.

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"Sono la mamma di una ragazza che frequenta la scuola secondaria di primo grado alla Cesalpino. Ho letto l'articolo relativo alle lamentele di 3 famiglie (e sottolineo tre) riguardo la mancata attivazione della didattica a distanza. Contrariamente a quello che è stato scritto posso affermare che tutti i professori, fin dai primi giorni di sospensione delle attività didattiche, sono rimasti in contatto con mia figlia (e col resto della classe) attraverso la piattaforma Edmodo che lei utilizzava già. Mia figlia non si sente e non si è mai sentita in vacanza. Riceve materiale, ha delle scadenze da rispettare e i compiti che consegna vengono corretti. Studia e si impegna come prima. La didattica a distanza non è la video lezione e gli insegnanti non hanno nessun obbligo di apparire in video. Nonostante ciò, le videolezioni inizieranno oggi (ieri per chi legge ndr) e proseguiranno per 2 ore al giorno, dal lunedì al sabato. La scuola e i professori hanno avuto bisogno di tempo per organizzarsi. Non tutte le scuole erano pronte ad affrontare questa novità e non tutte le famiglie hanno computer e connessioni internet. Ho letto nell'articolo che dovrebbe essere la scuola a fornirli agli studenti, ma con quali soldi se in alcune scuole manca anche il sapone? Io ringrazio la scuola e tutti i docenti per tutto quello che hanno fatto finora e per tutto quello che continueranno a fare".

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