Didattica a distanza. I prof: "Contro di noi giudizi sterili", i genitori: "Nessuno è stato abbandonato"

A prendere parola sono i professori dell'istituto Cesalpino e alcuni genitori della Severi che replicano alle accuse mosse nei loro confronti da altre famiglie

"Chi di noi si tira indietro? Se c'è bisogno di supporto, qualsiasi tipo di supporto, ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci".
E' ancora il tema della didattica a distanza a animare il dibattito nella scuola aretina. Ad intervenire, dopo le critiche mosse da parte di alcuni genitori, sono i professori della scuola Cesalpino. L'istituto conta 600 iscritti suddivisi in 24 classi, 9 sezioni e decine di insegnanti che "fin da subito si sono messi al lavoro per dare risposte alle esigenze di una situazione che non ha precedenti".

"Bastava soltanto una verifica per rendersi conto che nella settimana appena trascorsa solo dalla scuola media Cesalpino sono state effettuate più di 200 videolezioni - spiegano i prof - detto questo, i genitori che lamentano una completa assenza di comunicazione da parte nostra sapranno bene che sul sito istituzionale della scuola vengono pubblicate note e informative riguardanti ogni singolo aspetto della nuova organizzazione. Nelle settimane passate alcuni dei nostri colleghi hanno lavorato senza posa per mettere a regime la piattaforma dove effettuare le video-lezioni. Contestualmente abbiamo inviato a tutte le famiglie le liberatorie in modo che non ci fossero problemi per la frequenza. Molti di questi ci sono stati consegnati non troppo celermente. Ma fin da subito ci siamo resi disponibili a correggere compiti, inviare video e tenerci in contatto con i nostri studenti. Addirittura c'è chi da subito si è attivato per fare lezione via Skype". 

Dunque, parola degli insegnanti che non si sono tirati indietro nello svolgere regolarmente il proprio compito.
"Dispiace molto che si parli della nostra categoria con i toni che sono stati usati - proseguono - comprendiamo che per i genitori far fronte a questa situazione sia molto impegnativo ma lo è anche per noi". Da lunedì scorso la scuola ha avviato a pieno regime il programma di video lezioni e proseguiranno fino a data da destinarsi perchè, come è noto, non esiste al momento un termine certo entro il quale le scuole potranno riaprire le porte. 

"Abbiamo avuto bisogno di tempo per organizzarci - proseguono - è stata data priorità alle materie principali e poi successivamente, non appena abbiamo preso tutti confidenza con gli strumenti digitali, sono state scalettate tutte le altre lezioni. Nessuno, e ripetiamo nessuno, si è minimamente tirato indietro. Anzi. Alcuni di noi quando ricevono messaggi nella chat del sistema operativo da parte di studenti che non hanno capito qualche passaggio o qualche spiegazione e ci attiviamo immediatamente per dargli riscontro. Questa è una situazione molto delicata dove tutti noi siamo chiamati ad assolvere un importante ruolo. Lo facciamo al massimo delle nostre possibilità e con grande senso di responsabilità anche se contrattualmente la didattica a distanza non è prevista. Ma questo poco conta, noi ci siamo. Non possiamo fisicamente timbrare il cartellino ma continuiamo a darci da fare". 

Alle difficoltà del lavoro a distanza si sommano anche quelle riguardanti le possibilità di interazione con gli studenti. "Non è un aspetto da sottovalutare - spiega un altro educatore - personalmente cerco di adoperarmi anche per caricare dei video più giocosi che esulino dalla lezione semplice perché, e questo lo sappiamo tutti, fare lezione online è molto più faticoso che farla in classe. L'attenzione davanti ad uno schermo cala vertiginosamente in pochissimo tempo. La nostra premura dunque, non è soltanto quella di creare un contenuto didattico ma anche facile da consultare". 

Il provveditore: "Dovere civico garantire le video lezioni"

I docenti: "Approccio distruttivo". Lettera aperta

In riferimento all'articolo uscito, vorremmo esprimere un nostro pensiero a titolo, ci teniamo a precisare, del tutto personale. Siamo alcuni docenti di strumento dell'indirizzo musicale dell'I.C. "Cesalpino" di Arezzo. Dal 6 marzo primo giorno della sospensione delle lezioni a causa della necessità di contenere la diffusione del contagio da Covid-19, noi e i nostri colleghi di strumento musicale abbiamo attivato video-lezioni di strumento, tanto che i nostri alunni finora non hanno perso neanche una lezione. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla disponibilità dei loro genitori che, evidentemente a differenza di altri, si sono attivati insieme a noi per non interrompere il percorso didattico dei figli nei limiti che una didattica a distanza può consentire. Famiglie che, nonostante le molteplici problematiche che sono state chiamate ad affrontare, hanno preferito essere collaborative, anziché mettersi alla finestra ad osservare ed emettere giudizi sterili e distruttivi. Le lamentele giunte da tre famiglie, delle quali si tutela la privacy, non sono state verificate prima della loro pubblicazione e gli è stato dato pieno credito e sulla base di questo, senza alcuna esitazione, sia stato screditato l'intero corpo docenti di ben due istituzioni scolastiche. Siamo costernati dalla superficialità, dall'atteggiamento dilagante del semplificare la complessità, dal parlare a ruota libera di ciò che non si conosce, dall'approccio distruttivo che prevale sulla collaborazione; anche adesso, anche in questo momento devastante per le nostre vite in cui tutti dovremmo fare squadra e procedere uno al fianco dell'altro.

Fabiana Barbini, Michela Caldesi, Volfango Dami, Enzo Del Dottore, Massimo Melani, Paola Stendardi, Silvia Turtura

I genitori della Severi

In questo articolo si riferiscono le lamentele di alcuni genitori nei confronti delle scuole medie Cesalpino e F. Severi, ritenute colpevoli di non avere (non ancora) organizzato la didattica a distanza per gli alunni "confinati" a casa dal 4 marzo.
Essendo genitori di studenti frequentanti l’istituto F. Severi possiamo confermare che sì, in effetti, per la gioia dei ragazzi, due-tre giorni di vacanza sono intercorsi prima che venisse delineato un piano di prosecuzione studi, che comunque al momento mi sembra avviato, consolidato ed adeguato alla attuale situazione. Sicuramente l’imprevedibilità della situazione ha trovato tutti impreparati, genitori compresi, molti dei quali hanno dovuto confrontarsi con una tecnologia talvolta ostica (personal computer, app, piani telefonici, gigabytes, "saponette" wi-fi, fibre ottiche, segnali 3G-4G-LTE-...) e non sempre prontamente idonea alla inaspettata situazione di disagio, specialmente per le famiglie residenti in aree decentrate.
I nostri figli, come risposta da parte della scuola a questa drammatica situazione si sono trovati ad essere supportati, guidati e incoraggiati dai loro insegnanti che hanno con tutti i mezzi a loro disposizione cercato di far sentire costantemente la loro presenza sia da un punto di vista didattico che umano. Per cui non crediamo che sarebbe stato possibile per tutte le scuole "...fornire gli strumenti necessari per la continuità didattica...". Quale magia avrebbero dovuto e potuto fornirci? Un tecnico audio-video personalizzato? Una parabola familiare per il wi-fi? Un canale tv dedicato? Crediamo che il motivo principale per il quale siamo tutti sigillati in casa sia la preservazione della nostra ed altrui incolumità. Tutto il resto, seppur necessario ed importante, dovrebbe suonare come secondario. Per questo non crediamo che alcuni giorni di slittamento nelle attività scolastiche, peraltro necessari a riorganizzare le attività, costituiscano una così grave infrazione né degli istituti scolastici né dei professori. Giudichiamo quindi ingenerosa e gratuita la visione tracciata nell'articolo, dalla quale ci dissociamo, se non altro per la mancanza di argomenti propositivi (se non quella di paventare un risolutivo taglio degli stipendi ai professori), ed esprimiamo la nostra soddisfazione per quanto finora è stato attuato dagli istituti scolastici menzionati, ai quali rivolgiamo la nostra personale stima ed un sincero ringraziamento. Per dovere di cronaca riteniamo giusto che venga a questo punto reso pubblico anche il lato positivo di una scuola che non sta abbandonando i propri studenti, bensì li sta accompagnando in uno percorso di vita che difficilmente dimenticheranno.

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Una delegazione di genitori dell’Istituto Francesco Severi

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