Lunedì, 27 Settembre 2021
Corsi di Formazione

Al via un ciclo di corsi di formazione destinato a docenti per conoscere e gestire i disturbi dell’apprendimento

Il progetto è stato presentato stamani durante una conferenza di Aisa Impianti - Liceo Piero Della Francesca -Aid -sezione di Arezzo dal tema "Come affrontare la dislessia a scuola e nei luoghi di lavoro"

Formazione, buona didattica e inclusione. Al via un ciclo di corsi di formazione destinato a docenti per conoscere e gestire i disturbi dell’apprendimento. Il progetto è stato presentato stamani durante una conferenza di Aisa Impianti - Liceo Piero Della Francesca -Aid -sezione di Arezzo dal tema "Come affrontare la dislessia a scuola e nei luoghi di lavoro".

Il primo appuntamento sarà lunedì 6 settembre alle ore 10, con una lezione di Giacomo Stella, psicologo, psicolinguista, ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia, e socio fondatore AID, l’Associazione Italiana Dislessia.

Il ciclo di webinar e seminari è destinato ad oltre 600 docenti di tutta la provincia di Arezzo per affrontare al meglio, attraverso strumenti innovativi e conoscenza delle normative, la didattica destinata ai ragazzi DSA, ovvero con disturbi specifici dell’apprendimento come disgrafia e dislessia. Il progetto nasce in collaborazione con il Liceo Artistico, Scientifico Internazionale, Coreutico, “Piero della Francesca ” di Arezzo, Aid, e “Zero Spreco Educational” di Aisa Impianti..

Il calendario proseguirà il 13 settembre con l’intervento del Guido Dell’Acqua della Direzione Generale MIUR per lo Studente, l‘Inclusione e l’Orientamento Scolastico, che parlerà della legge 170, a  tutela  le persone con DSA e che quest’anno compie dieci anni ma che non è ancora applicata a pieno nel mondo della scuola.

Il 21 settembre invece Luciana Ventriglia, Insegnante psicopedagogista clinico formatrice Aid affronterà il tema “Quale didattica per un apprendimento efficace?”.

Il programma si concluderà nei mesi di ottobre e dicembre con tre workshop destinati alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, e saranno corsi pratici in ambito matematico- scientifico, umanistico e linguistico.   

“Viviamo in una società in cui la scuola è un punto di riferimento per famiglie e ragazzi. E molti ragazzi hanno disturbi specifici di apprendimento e modalità di approccio alla scuola non sempre semplici- ha detto il dirigente scolastico del liceo artistico “Piero della Francesca” Luciano Tagliaferri. Questo corso può dare strumenti scientifici e operativi affinché la scuola possa diventare il centro della vera integrazione e delle vere pari opportunità, perché ogni ragazza e ragazzo possa trovare il proprio posto nella società e nel mondo del lavoro”.

“Questo corso nasce dall’esigenza di permettere a tutti gli insegnanti di essere a conoscenza delle caratteristiche specifiche degli alunni con Dsa- spiega la docente e responsabile del progetto Roberta Poggi. Ogni soggetto è a sé, ha delle caratteriste diverse e bisogni educativi speciali. Si chiamano “speciali” perché necessitano di interventi metodologici e di strumenti compensativi mirati affinché non vivano la loro caratteristica, che non è una disabilità, con difficoltà”.

“Questi eventi rientrano nel progetto Zero Spreco Educational. Siamo stati coinvolti dal Liceo Artistico Piero della Francesca e AID a partecipare all’organizzazione di queste iniziative, che speriamo siamo l’inizio di una lunga serie- ha detto il direttore generale di Aisa Impianti s.p.a. Marzio Lasagni. Per noi è importante essere presenti attivamente nella collettività sostenendo associazioni del territorio che si occupano di questo tipo di problematiche”.

“Questi sono ragazzi che presentano disturbi di neurosviluppo e che processano informazioni in modo diverso. Disturbi che si presentano all’inizio della scolarizzazione e che si possono evidenziare nel corso degli anni. Il nostro obiettivo è sensibilizzare il mondo della scuola e gli insegnanti, oltre a far conoscere la legge 170 - ha detto Silvia Patriarchi, delegata Aid Arezzo. I ragazzi DSA molto spesso si trovano in difficoltà a gestire una diversità che non è una patologia e hanno bisogno di una didattica differenziata”.

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