Davide Enia racconta il presente portando in scena “L’abisso”

Le speranze e le angosce consumate sui barconi, ma anche un racconto del presente e di ciò che sta avvenendo a Lampedusa: sarà “L’abisso”, di e con Davide Enia lo spettacolo in programma alle 21.15 presso l’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto, 19). La rappresentazione, con le musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri è una produzione Teatro di Roma, Teatro Biondo Palermo, Accademia Perduta Romagna Teatri e si inserisce all’interno della rassegna di Kanterstrasse Teatro (intero €10, ridotto: €7).

Come raccontare il presente nel momento della crisi, senza incorrere nel rischio di spettacolarizzare la tragedia? Ne "L’abisso", tratto da “Appunti per un Naufragio”, edito da Sellerio, si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente. Poiché quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti - ma rappresenta un ponte tra periodi storici diversi, il lavoro è indirizzato verso la ricerca di una asciuttezza continua, in cui parole, gesti, note, ritmi, cunto devono risultare essenziali, irrinunciabili, necessari alla costruzione del movimento interno. Questo ha determinato il carattere performativo del lavoro in scena, in cui si riproietta se stessi nel preciso stato emotivo che ha generato tutto, immergendosi dentro quell’esatta condizione del sentimento, in un loop che si ripete replica dopo replica, in un ritorno continuo che non ha esito se non il suo essere rivissuto, parola dopo parola, gesto dopo gesto, suono dopo suono, trauma dopo trauma, cunto dopo cunto.

Dichiara l’autore, drammaturgo e regista Davide Enia: “Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più io ero senza parole. Era la ‘Storia’ quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari. Ho trascorso molto tempo sull’isola per provare a costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Rispetto al materiale che avevo precedentemente studiato, in quello che stavo reperendo di persona c’era una netta differenza: durante i nostri incontri si parlava in dialetto. Si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla, usandone suoni e simboli. In più, ero in grado di comprendere i silenzi tra le sillabe, il vuoto improvviso che frantumava la frase consegnando il senso a una oltranza indicibile. In questa assenza di parole, in fondo, ci sono cresciuto”.

Ingresso: intero €10, ridotto €7 (Spettatori Erranti tesserati; under26; over65; soci coop centro Italia). La prenotazione è consigliata. Servizio whatsapp sempre attivo al tel. +39 3779878803 – mail: comunicazione@festivaldiffusioni.com

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