"L'elefante finalmente a casa", inaugurazione dell'esposizione del cranio fossile al museo di Montevarchi

Nella foto una fase del restauro

Dopo due anni di lavoro giunge alla collocazione definitiva nel Museo Paleontologico di Montevarchi il fossile di Mammuthus meridionalis del Tasso, un bellissimo cranio con difese, un’ulna e vari frammenti di un esemplare vissuto oltre un milione di anni fa nel paesaggio “africano” di quello che oggi è il Valdarno superiore.

Tutto cominciò con due piccoli segni sul terreno ai bordi di una balza vicino alla frazione del Tasso, a Terranuova, (Provincia di Arezzo). Due cacciatori di passaggio, con un eccezionale spirito di osservazione, si rendono conto che quel tratto di terreno può nascondere un fossile preistorico, e attivano le autorità competenti. La Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Siena, l’Accademia Valdarnese del Poggio il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze organizzano lo scavo e le prime fasi di studio, prospettando la futura musealizzazione nel Museo Paleontologico di Montevarchi, da sempre punto di riferimento per il patrimonio fossile del territorio. 

Il percorso di restauro è stato particolarmente complesso, anche per le dimensioni del fossile, incompatibili con qualsiasi laboratorio ordinario. Nel frattempo iniziava una campagna di partecipazione, ‘SOS Mammuthus’ che dalle piazze reali e virtuali ha portato centinaia di persone a contribuire direttamente alla raccolta fondi per dare al fossile una nuova casa. Non solo una questione di spese: i numerosissimi amici del Mammuthus hanno animato una originale iniziativa di voto sul nome da dare al fossile, i cui risultati saranno annunciati nell’inaugurazione; era in fondo naturale, per quello che a tutti gli effetti è un patrimonio di tutti i cittadini. Dopo una serie di assaggi memorabili, come il trasporto del fossile dal laboratorio a San Giovanni al museo scortato come una celebrità, e l’entrata dalla finestra del primo piano del Museo, oggi questo impegno collettivo trova l’approdo definitivo.

Uno spazio del Museo Paleontologico, appositamente attrezzato per il nuovo ospite, espone al pubblico il cranio di Mammuthus restaurato, insieme ad istallazioni video che consentono di ricostruirne la storia, i caratteri scientifici, il racconto dell’avventurosa scoperta. Il singolo reperto, spiegano i curatori, trova il suo interesse quando viene collocato nel contesto ambientale e geologico: il nuovo allestimento offrirà così ai visitatori la possibilità di conoscere direttamente un testimone del paesaggio valdarnese della preistoria e dei suoi cambiamenti, andando così a completare idealmente il nuovo volto di un museo che fin dalla riapertura nel 2014 si è orientato alla didattica e alla comunicazione scientifica verso il territorio.
Sabato pomeriggio si terrà l’inaugurazione, con la cerimonia alla presenza delle autorità, con posti numerati e prenotazione obbligatoria per la sala grande dell’Accademia; durante/nella tutta la giornata di domenica il museo offrirà visite guidate gratuite per vedere da vicino questa bella novità.

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