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Micrologus, Rossi: "Così Guido rivoluzionò la musica". La ricerca del manoscritto più antico: "Presto in mostra ad Arezzo"

E' uno dei progetti nel cassetto della Fraternita dei Laici, al quale sta alacremente lavorando il primo rettore Pierluigi Rossi. I primi importanti passi sono già stati compiuti: con il contributo della Fraternita il Micrologus è stato stampato.

Micrologus, XI secolo

Il più antico manoscritto del Micrologus - opera nella quale Guido Monaco spiegò la sua grande innovazione delle note musicali - e l'antico messale del Pionta potrebbero tornare ad Arezzo, protagonisti di una suggestiva esposizione.Domani pomeriggio, alle 17,30 a palazzo di Fraternita, sarà possibile ammirarne le pregiate e preziose miniature in occasione della presentazione dei concerti musicali di “Arezzo Classica”.

Il fascino del Micrologus

La storia del Micrologus è tanto affascinante quanto misteriosa. Guido Monaco lo scrisse nel 1025, quando insegnava nella cittadella del Pionta. Qui sorgeva la cattedrale, ma era anche un luogo di studio: uno dei più importanti dell'Europa del tempo. 

"La ricerca del Micrologus prende le mosse proprio da questo luogo - spiega Rossi - ripercorrendo i passi di Guido. Fu  monaco benedettino e quindi portò il suo manoscritto all’Abate delle Sante Flora e Lucilla, abbazia ubicata sul colle di Olmo. Sappiamo che l'opera fu anche inviata a Papa Giovanni XIX, un Papa cantore che capì la grande portata dell'innovazione illustrata nelle pagine del Micrologus e introdusse il sistema delle note. Ma di quel manoscritto stiamo ancora seguendo le tracce. Nel frattempo però presso la Biblioteca Monumentale dell'abbazia di Monte Cassino sono riuscito a scovare la copia più antica mai ritrovata. Risale circa 50 anni dopo la stesura originale: è dell'XI secolo, quasi mille anni fa. E proprio quella copia è stata stampata recentemente. Domani gli aretini potranno ammirarne le foto, per la prima volta, in Palazzo di Fraternita. E presto sarà possibile ammirare anche l'originale".

In accordo con l'abate di Monte Cassino e con la Fondazione Arezzo Cultura (presieduta dal sindaco Alessandro Ghinelli), sta prendendo forma il progetto “Guido d'Arezzo: invector et magister musicae”. Tra gli obiettivi c'è quello di portare il Micrologus ad Arezzo e farlo scoprire agli aretini. 

"Le ricerche condotte - spiega Rossi - mi hanno portato fino alla Biblioteca apostolica Romana, dove ho rintracciato il messale del Pionta, quello utilizzato nella cattedrale di San Donato ai tempi del Vescovo Teodaldo". Il messale riporta la liturgia del tempo: quella celebrata proprio nel tempo in cui Guido Monaco si trovava ad insegnare lì. Entrambii testi potrebbero essere mostrati per la prima volta in pubblico la prossima primavera. 

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