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Giostra. Parola al Maestro di Campo: "Chi indossa il costume deve comportarsi con dignità, molti non lo fanno"

Intervista doppia al Maestro di Campo e ad uno dei suoi aiutanti. Parlano Ferdinando Lisandrelli e Gabriele Veneri

 

"Il mio augurio per la Giostra di settembre? Di essere invisibile perché, se così sarà, vorrà dire che nessuno si è distinto per atteggiamenti che non fanno onore alla manifestazione e alla città".

Ferdinando Lisandrelli, Maestro di Campo, è tornano in lizza per il primo pomeriggio di prove in vista dell'appuntamento di domenica 1^ settembre. Di fatto spetta a lui mantenere l'ordine in piazza durante la Giostra e stabilire espulsioni, carriere disturbate ed eventuali ammonizioni. Un vero e proprio arbitro a cavallo.
Nell'edizione di giugno, Lisandrelli insieme ai suoi aiutanti e vice, è stato particolarmente al centro dell'attenzione per via dei numerosi "polvaroni" che si sono sollevati tra quartieristi. 

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"Quando l'arbitro, così come il Maestro di Campo, diventa troppo visibile vuol dire che qualcosa non ha funzionato - spiega Ferdinando Lisandrelli - Perché? Perché non dovrei essere notato in alcun modo. Purtroppo di fronte a scorrettezze evidenti, come quelle a cui ho assistito nella Giostra di giugno, devo intervenire. E' stato dimostrato ancora una volta che c'è molto da maturare nei singoli personaggi che hanno il grande onore di rappresentare la città indossando i costumi della Giostra. Se chi viene in piazza deve distinguersi in maniera negativa, bhè, è evidente che non ha capito niente di come comportarsi e dello spirito della manifestazione. Per l'appuntamento di domenica mi auguro di rimanere inosservato perché vorrebbe dire che c'è rispetto per la città e per l'avversario. La vedo dura. C'è solo da migliorare". 

Chi invece ha fatto il suo esordio nella veste di aiutante è Gabriele Veneri. Stimato imprenditore del settore orafo e, soprattutto, ex cavaliere di Porta del Foro, a giugno è tornato in piazza con una veste completamente nuova. 

"Onore, lealtà e correttezza. Sono questi i principi che devono ispirarci - spiega - dal canto mio in molti mi hanno chiesto se a giugno mi ero divertito. Ho risposto che ho cercato di fare al meglio il mio lavoro con concentrazione e attenzione. Il sogno nel cassetto è quello un giorno di diventare maestro di campo. Adesso c'è una grande squadra che ricopre questo compito. Se sarò chiamato a vestire questi panni lo farò al meglio delle mie potenzialità perché di fatto, sono talmente innamorato della Giostra e della mia città che chiunque vinca, chiunque conquisti la lancia d'oro, per me è una festa”.

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