Trekking urbano alla scoperta di Arezzo tra miti e leggende

Un primo itinerario per adulti con partenza alle 15 da piazza della Libertà e un secondo per bambini con partenza due ore dopo sempre dal centro di accoglienza turistica Benvenuti ad Arezzo. Entrambi alla scoperta di “Arezzo tra miti e leggende”...

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Un primo itinerario per adulti con partenza alle 15 da piazza della Libertà e un secondo per bambini con partenza due ore dopo sempre dal centro di accoglienza turistica Benvenuti ad Arezzo. Entrambi alla scoperta di “Arezzo tra miti e leggende”. È quanto propone l’amministrazione comunale martedì 31 ottobre in occasione della XIV giornata del trekking urbano. La partecipazione è gratuita. Occorre tuttavia prenotare a 0575 377462/377463, turismo@comune.arezzo.it, giostradelsaracino@comune.arezzo.it.

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I racconti delle guide turistiche permetteranno di scoprire a passo di trekking cosa o chi si nasconde dentro i palazzi storici, le chiese o fra i vicoli della città. L’itinerario adulti porterà subito in cattedrale per fare la conoscenza di san Donato e del suo martirio e dell’aneddoto della scimmietta del vescovo Tarlati. Si tocca poi la biblioteca, carcere cittadino fino al 1926, dove venne recluso anche il celebre Gnicche. All’anfiteatro romano si illustreranno le origini di Halloween mentre al Pionta verranno ripercorse le vicende della chiesa di santo Stefano e le storie di alcuni pazienti dell’ex ospedale psichiatrico.

Lo speciale itinerario dedicato ai bambini farà conoscere le storie di briganti che si celano fra i preziosi libri della biblioteca o quelle dei nobili cavalieri e degli strani animali mischiati ai colori della Giostra del Saracino. Anche i piccoli etruschi, peraltro, celebravano con riti magici e giochi il 31 ottobre. Tappe: duomo, con gli “incappucciati” presenti nelle robbiane, biblioteca, sempre con il ricordo di Gnicche a fare compagnia, pieve di santa Maria, con il ciclo dei mesi, anfiteatro romano, con la descrizione dei giochi che vi si svolgevano, chiesa di san Bernardo, con la statua della Madonna del prato, ultima immagine concessa ai condannati condotti al patibolo.

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