Streetfood Village: in 40 mila al Prato per il cibo di strada

t“Sold out” per l’ottava edizione dello Streetfood Village che si è concluso domenica 17 settembre al Prato di Arezzo con un gran finale che ha visto i banchi di assaggio letteralmente presi d’assalto al punto di chiudere in anticipo sull’orario...

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t“Sold out” per l’ottava edizione dello Streetfood Village che si è concluso domenica 17 settembre al Prato di Arezzo con un gran finale che ha visto i banchi di assaggio letteralmente presi d’assalto al punto di chiudere in anticipo sull’orario di fine per “esaurimento scorte”. Un record di oltre 40 mila visitatori in quattro giorni che si aspettavano gli organizzatori, sostenuto dal bel tempo e soprattutto da una organizzazione che ormai si può dire consolidata e che ogni anno offre appuntamenti collaterali di spessore che portano la cultura del cibo e dell’alimentazione a fare da protagonista di questo evento che ormai è un punto di riferimento per la città. «Abbiamo organizzato oltre 140 villaggi del cibo di strada in tutta Italia – dice il presidente di Streetfood, Massimiliano Ricciarini – quello di Arezzo tuttavia si conferma come uno dei più attesi sia dal pubblico che da noi dell’organizzazione che abbiamo il piacere e l’onore di animare nella città originaria di Streetfood uno degli appuntamenti più importanti del nostro programma in giro per l’Italia». Non è un caso che il gruppo capitanato da Ricciarini stia già programmando per novembre prossimo un grande evento sul cibo di strada a Montecarlo, in Costa Azzurra. «Un momento importante non solo per la nostra Associazione – prosegue Ricciarini – ma anche per tutte le aziende agroalimentari italiane che ci seguono e che porteranno con i loro prodotti un assaggio di qualità dell’agroalimentare italiano a dimostrazione che il nostro obiettivo principale è quello di fare cultura».

Il successo in sintesi. Il grande esordio con I comici dell’associazione aretina Noidellescarpediverse e la presenza di Antonio Ornano da Zelig, è stato baciato da migliaia di spettatori. Poi il programma delle serate ha continuato nel segno del successo. Serata di particolare spessore, diversa dalle più tradizionali proposte musicali, è stata quella offerta dal gruppo di Flamenco Yerbaguena che pure ha catturato l'interesse e il coinvolgimento del pubblico presente. Grande partecipazione anche per gli appuntamenti in collaborazione con Coldiretti Arezzo e la Banda dei piccoli chef capeggiata dalla dietista Barbara Lapini, che hanno dato vita a diversi momenti per la didattica sul cibo verso i più piccoli. Si riconferma positiva anche la collaborazione con il baby pit stop organizzato dalle ostetriche guidate da Valentina Baglioni. In questa occasione sono stati offerti corsi di yoga per il relax durante la gravidanza, poi ancora il belly painting e la pittura delle pance in gravidanza, oltre ad appuntamenti di approfondimento sul parto e sull’allattamento al seno.

I cibi di strada rivelazione. Tra le proposte di cibi di strada sempre apprezzati gli evergreen arrosticini, bombette di Alberobello, stigghiole, panelle e arancine siciliane, fritto misto di pesce, ma grande interesse anche per le novità come Spalla di cinta senese a bassa temperatura, mozzarella e hamburger di bufala alla brace, casoncelli bresciani e altre ricette tradizionali on the road, panini di mare, gelato thailandese. Novità di questa edizione i burritos e i nachos dal Messico, l’America con la carne cotta a bassa temperatura in stile barbecue. Preso d’assalto il banco della birra ufficiale, quella artigianale italiana col marchio Streetfood.

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Streetfood non è solo una carovana di attività di somministrazione cibi e bevande, ma un’associazione culturale che nella propria città, Arezzo, prima ancora che in altre città del tour dal 2010 a oggi, tiene a promuovere il cibo di strada come cultura e patrimonio storico e con esso le bellezze artistiche e architettoniche. A riprova di questo si annoverano in otto edizioni le visite guidate al Museo Archeologico “Mecenate”, alla chiesa di Santa Maria delle Grazie e al duomo. Non meno importante la sinergia nel 2014 con Fraternita dei Laici e la soprintendenza ai Beni Museali. In quell’anno fu ricostruito il Thermopolium presso l'anfiteatro romano di Arezzo, luogo di somministrazione alimentare di epoca romana. Inoltre, l’anno scorso la Fortezza è stata rivalutata grazie a visite guidate per gli avventori del Prato.

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