Spider-Man Homecoming - Voto: 8

Spider-Man Homecoming è finalmente arrivato nelle sale di mezzo mondo comprese le nostre. Alla regia Jon Watts, uno che si era fatto notare con Clown (tra horror anni ‘80 e mutazioni “cronenberghiane”) e il successivo Cop Car (il gioiellino che...

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Spider-Man Homecoming è finalmente arrivato nelle sale di mezzo mondo comprese le nostre.

Alla regia Jon Watts, uno che si era fatto notare con Clown (tra horror anni ‘80 e mutazioni “cronenberghiane”) e il successivo Cop Car (il gioiellino che proprio non ti aspetti). Adesso, entrato tra le grazie di Hollywood, porta a casa una delle pellicole probabilmente più attese all’interno del Marvel Cinematic Universe.

Storia “bizzarra” quella del personaggio di Spider-Man di fatto nelle mani della Sony (non della Marvel/Disney) che ne detieni da anni i diritti cinematografici e che può vantare uno status quo raggiunto con un percorso alla maniera – permettetemi l’accostamento – del Benjamin Button di Francis Scott Fitzgerald.

Spider-Man esplode al cinema nel 2002 con la pellicola diretta da Sam Raimi e sceneggiata nientemeno che da David Koepp (dalla sua mano Jurassic Park, insieme a Michael Crichton, Carlito’s Way e Mission Impossible, solo per dirne alcuni) ed interpretato da Tobey Maguire. Il successo è immediato tanto da vedere uno strepitoso seguito nel 2004 e un terzo episodio decisamente più debole e confusionario nel 2007; ma saranno proprio Spider-Man e prima ancora X-Men di Bryan Singer le due pellicole che concretizzeranno finalmente il filone dei cinecomics.

Arrivata al capolinea la trilogia diretta da Raimi, la Sony decide di dare nuovo lustro all’eroe in calzamaglia rosso/blu e dagli occhioni bianchi proponendo un vero e proprio reboot. Nella parte di Peter Parker alias Spider-Man questa volta troviamo Andrew Garfield che pare più giovane degli anni che ha donando all’Uomo Ragno un aspetto ancora più “teen”. Il successo, a fronte di un budget non proprio “low”, non è quello sperato così Garfield viene congedato dopo due capitoli: The Amazing Spider-Man (2012) e The Amazing Spider-Man 2 Il potere di Electro (2014), entrambi diretti da Marc Webb. È il 2016 e Sony capisce (finalmente) che i tempi dei pionieri del cinefumetto (che ha contribuito e definire) sono finiti ormai da un bel pò. Adesso esiste solo la sperimentazione del nuovo (Deadpool e Logan) e l’egemonia (giustamente guadagnata a suon di pellicole azzeccate) dei Marvel Studios, così decide per un nuovo Spider-Man, ancora più giovane, ed interpretato da Tom Holland: viso simpatico ed adolescenziale. Ecco che, parafrasando il famoso racconto di Fitzgerald, possiamo parlare de “Il Curioso Caso di Peter Parker”: colui che ringiovanisce nelle carni con il passare del tempo acquisendo allo stesso tempo maggior consapevolezza. La consapevolezza, forse, da parte della Sony di avere oggi un’idea ben più chiara per riportare finalmente l’Uomo Ragno al successo del primo indimenticabile film di Raimi. L’ingresso di Tom Holland nei panni di Spider-Man, per la prima volta all’interno dell’universo marvel nel film dello scorso anno Captain America Civil War, è un successo immediato, dimostrandosi una delle cose migliori della pellicola, nonché uno dei personaggi più graditi dal pubblico. In Spider-Man Homecoming Peter Parker, tornato a New York dopo il suo incontro con gli Avengers, cerca di trovare un equilibrio tra i suoi impegni scolastici, le prime cotte, lo sguardo vigile di zia May (Marisa Tomei) e la lotta al crimine nei panni di Spider-Man sotto la tutela del suo nuovo mentore, Tony Stark (Robert Downey Jr.). A mettere i bastoni tra le ruote un nemico sconosciuto di nome Avvoltoio (Michael Keaton) che minaccia la sua famiglia e i suoi affetti. Spider-Man dovrà mettere da parte l’imprudenza e l’entusiasmo del ragazzino e diventare un eroe adulto e capace. Pare quindi che tra Sony, Marvel e Disney si sia creato una sorta di equilibrio produttivo. Sony, che come detto detiene ancora i diritti cinematografici sul personaggio, li sta condividendo con i due colossi del cinefumetto, mossa apparentemente fuori da ogni logica produttiva (si tratta comunque di aziende rivali) ma assolutamente astuta per entrambe le parti in termini di merchandising ed incassi, senza contare che giunti a questo punto era probabilmente l’unica possibile per ridare nuova linfa vitale a Spider-Man. Ad un certo punto del film Tony Stark definirà Peter Parker “un eroe springsteeniano della classe operaia”, difficile dire se si tratti di una forzatura della traduzione italiana, resta comunque una definizione che mi pare azzeccata tanto più che, al termine della visione, è chiaro quanto tale etichetta non sia altro che una declinazione della ben più famosa “amichevole Uomo Ragno di quartiere”, che verrà comunque detta più volte all’interno del film. Così Sony grazie ai Marvel Studios, centrano perfettamente l’adattamento dell’Arrampicamuri più famoso al mondo: riscrivendone la storia e rendendolo più tecnologico dei suoi predecessori, tanto cartacei quanto in celluloide ma rispettandone sempre il retaggio. Questo nuovo Spider-Man, di cui non ne vediamo le origini e che non avrà bisogno di un trauma per capire le proprie responsabilità, è davvero un ragazzino, ingenuo ed imbranato ma allo stesso tempo intelligente e pieno di energie. In questo contesto da tipico adolescente è uno spasso vederlo fare l’eroe: filmare con il cellulare tutto quello che di strano gli accade (la sequenza iniziale ripresa proprio da Peter con il suo telefonino non mancherà di farvi divertire) o calarlo all’interno di un liceo con i problemi che ne seguono tra studio, amici, bullismo e ragazze, in pieno stile teen movie ma con l’aggiunta dei superpoteri, ed è incredibile vedere come le due parti così contrastanti si esaltino a vicenda. Jon Watts coadiuvato da altri 5 sceneggiatori danno vita ad una storia genuina, divertente e ricca d’azione riuscendo persino ad inserire omaggi ai primi indimenticabili Spider-Man di Raimi, un'esplicita e perfettamente contestualizzata citazione a Una pazza giornata di vacanza (vediamo una scena del film in un televisore, girata allo stesso modo di un’altra che ha appena visto l’Uomo Ragno come protagonista) e persino riflessioni sul conflitto tra genitori e figli. Tra le musiche del premio Oscar Michael Giacchino (che conterrà al suo interno un riadattamento in chiave orchestrale della sigla originale del cartone animato degli anni ’60),effetti speciali della veterana ILM, un Michael Keaton di nuovo in “maschera” (questa volta nei panni del villain dopo essere stato uno dei migliori Batman per Tim Burton e la nemesi alata Birdman per Alejandro González Iñárritu) e un inaspettato quanto riuscito colpo di scena sul finale, siamo sicuri che questo nuovo Spider-Man saprà ripagare le aspettative del pubblico. Voto: 8 Spider-Man Homecoming (avventura, fumetto, 2017, Usa)

Regista: Jon Watts

Sceneggiatura: Jon Watts, Jonathan Goldstein, John Francis Daley, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers

Cast: Tom Holland, Michael Keaton, Jon Favreau, Zendaya, Donald Glover, Tyne Daly, Marisa Tomei, Robert Downey Jr.

Film al cinema

2:22 – il destino è già scritto 4/10

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