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Sbandieratori, vessilli al vento e grande spettacolo. Così oggi in piazza

Eleganza, forza, velocità, spettacolarità: è quanto riservano agli spettatori le performance degli Sbandieratori di Arezzo. Anche oggi la loro esibizione aprirà la Giostra del Saracino, colorando i cieli di piazza Grande con i colori dei vessilli...

Eleganza, forza, velocità, spettacolarità: è quanto riservano agli spettatori le performance degli Sbandieratori di Arezzo. Anche oggi la loro esibizione aprirà la Giostra del Saracino, colorando i cieli di piazza Grande con i colori dei vessilli che sbandierano. E poi le chiarine, i tamburi e gli esercizi degli "acrobati", veri e propri atleti che mettono alla prova nel tradizionale "duello", conosciuto come schermaglia.

L'esibizione di questa sera sarà divisa in due parti: la prima, più tradizionale, con l'immancabile schermaglia messa in scena da varie coppie di acrobati; la seconda invece vedrà gli alfieri coprire l'intera piazza (9 nella parte bassa e 12 nella parta alta), e muoversi come se fossero un corpo unico. L'ultima novità poi sarà il nuovo ruolo dei musici: continueranno ad accompagnare lo spettacolo con musiche tradizionali e brani nuovi, ma stasera avranno anche una parte attiva nella coreografia, muovendosi e divenendo anche loro protagonisti di piazza Grande.

L'Associazione Sbandieratori nacque come ente autonomo nel 1960. Guidata all'epoca da Vittorio Dini, lavorò al "recupero di una tradizione storica connessa al bellicismo comunale del passato dove maneggiare la bandiera aveva una funzione importante, non solo coreografica ma logistica".



"Tuttavia - si legge sul sito dell'associazione -, col passare del tempo il gruppo introduce anche altri aspetti dello sbandieramento - da quelli atletici e acrobatici a quelli musicali. Il gruppo fin da subito e per tutta la sua storia si è rinnovato ed è evoluto sia in termini tecnici che coreografici".

La celebre schermaglia, che evoca la lotta tra il bene e il male, fu introdotta proprio negli anni Sessanta.

Da allora gli Sbandieratori non si sono mai fermati e hanno portato la loro arte - e il nome di Arezzo - in tutto il mondo, con lunghe e prestigiose trasferte.

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