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Roberto Carlone torna sul palco per raccontare la storia della tata fotografa, "Gli occhi di Vivian Maier"

“Penso che Vivian Meier fosse convita di essere lei stessa una macchina fotografica vivente”. E’ così che Roberto Carlone, poliedrico artista, compositore, fondatore della Banda Osiris e appassionato di fotografia, racconta la tata che nel corso...

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"Penso che Vivian Meier fosse convita di essere lei stessa una macchina fotografica vivente".

E' così che Roberto Carlone, poliedrico artista, compositore, fondatore della Banda Osiris e appassionato di fotografia, racconta la tata che nel corso della sua vita ha scattato foto ogni giorno raccontando una quotidianità fatta di cose semplici e di volti insoliti.

Sarà proprio lui la voce narrante e il protagonista dello spettacolo "Gli occhi di Vivian Maier - I'm a Camera" in calendario per le 21 di venerdì 8 dicembre all'interno della Galleria Spazio Imago di via Vittorio Veneto ad Arezzo.

Lo spettacolo si inserisce all'interno del calendario di eventi promossi dall'Associazione Fotografica Imago nell'ambito dell'edizione 2017 di Arezzo&Fotografia.

"Vivian Maier - spiega Roberto Carlone - E' stata una delle prime a fotografare sé stessa quasi in maniera religiosa. Tra i suoi autoscatti ci sono anche numerose immagini della sua ombra. Ed è proprio da questo scatto che parte il concept del mio spettacolo. La sua ombra diventa una sorta di riflesso dell'artista, una coscienza che medita sulla vita e sulle vicende che affronta. Io, durante il mio spettacolo, dialogo con lei proprio attraverso la sua ombra cercando di instaurare un rapporto con la parte più intima di lei".

Una storia di tempi sbagliati, un racconto sulla binomio fotografia-vita, sulla forza e sul mistero di una donna sola e forte che ha abbracciato il mondo catalogandolo e sull'onestà e l'essenzialità dell'arte. Roberto Carlone racconta in maniera inusuale ed innovativa attraverso una forma che unisce racconto, videmapping, fotografia e musica una storia carica di domande e di mistero attraverso quattro personaggi molto diversi tra loro (un edicolante, lo scopritore delle sue foto, un fotografo acuto e l'ombra di Vivian Maier) che accompagnano il racconto interpretati da un solo attore-musicista.

Lo spettacolo, nelle settimane passate, è stato anche al centro di un tour che ha portato Roberto Carlone in Francia a Saint Bonnet en Champsaur (Francia), paese natale della madre di Vivian Maier e dove lei stessa ha trascorso una parte della propria vita.

Lo spettacolo si avvale di un team scientifico di collaboratori: Sara Munari (fotografa e insegnante di storia della fotografia), Jeffrey Goldstein (custode e studioso del patrimonio fotografico di Vivian Maier), Françoise Perron (Association Vivian Maier et le Champsaur). Regia Roberto Carlone- Caterina Cavallari. Una produzione Roberto Carlone.

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