Riscoperta e restaurata un'opera seicentesca di Pietro Paolini

In occasione de “I giovedì dell’arte”, l’Amministrazione comunale di Bibbiena apre al pubblico il restauro di un bellissimo dipinto conservato nella cappellina delle suore di Clausura di Santa Maria del Sasso, riscoperto e attribuito a uno dei più...

tela paolini

In occasione de “I giovedì dell’arte”, l’Amministrazione comunale di Bibbiena apre al pubblico il restauro di un bellissimo dipinto conservato nella cappellina delle suore di Clausura di Santa Maria del Sasso, riscoperto e attribuito a uno dei più famosi caravaggeschi toscani del Seicento, ossia Pietro Paolini detto il “Guercino lucchese”. Il restauro dell’opera, finanziato interamente dall’amministrazione, sarà visibile proprio Giovedì 8 Giugno alle ore 18.00.

La tela caravaggesca di Pietro Paolini - si legge nella nota del Comune di Bibbiena - riscoperta dallo storico dell’arte Michel Scipioni, è il più grande capolavoro di arte del Seicento in Casentino, ma probabilmente anche nell’Aretino. Giovedì 8 Giugno alle ore 18.00 presso il chiostro del Santuario, sarà possibile visitare il restauro e capire, attraverso l’aiuto dello storico e del critico d’arte Michel Scipioni e la restauratrice Alessandra Gorgoni, i segreti di questo lavoro così bello e delicato.

La direzione scientifica e supervisione della Soprintendenza è stata fatta dalla dottoressa Paola Refice.

Il Comune di Bibbiena, che ha finanziato l’intero restauro, sosterrà anche la realizzazione di una specifica pubblicazione su questo dipinto così importante, che verrà presentata contestualmente alla conclusione dei lavori di restauro.

“In un periodo dove si crede che ormai non ci sia neanche più nulla da studiare, la scoperta della tela rappresenta qualcosa di eccezionale” commenta lo storico Michel Scipioni che continua : “Il “Guercino lucchese” , così è conosciuto Pietro Paolini è stato uno dei più importanti, insieme a Orazio Gentileschi, tra i caravaggeschi toscani. Nato a Lucca il 3 giugno del 1603, fu inviato dal padre a Roma, dove, sotto la guida di Angelo Caroselli, noto copista e falsificatore, potò osservare da vicino le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci. In particolar modo guardò ai più grandi pittori del “filone” naturalista di quegli anni, come Guido Reni, Bartolomeo Manfredi, Jacopo Ligozzi (presente con un’opera anche nella Propositura di Bibbiena) e il fiammingo Van Honthorst. Parte consistente delle sue opere si trova a Lucca. Una stanza con i suoi dipinti è presso il Museo Nazionale di Villa Guinigi. L’Adorazione dei pastori si può ammirare presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, mentre il celebre Eccidio del Generale Wallenstein – realizzato su commissione del Conte Lelio Orsetti – è visibile sempre a Lucca, in Palazzo Orsetti – oggi sede dell'Amministrazione Comunale della città.Il suo capolavoro è senza dubbi la Madonna che da il Rosario a San Domenico di Santa Maria del Sasso”.

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L’Assessore Francesca Nassini commenta: “Una vera soddisfazione poter rendere pubblici i segreti di una scoperta così bella e mostrare le fasi del delicato restauro. L’attribuzione fatta da Michel al Paolini è qualcosa di eccezionale e ci suggerisce una cosa importante, ossia quanto ancora ci sia da lavorare sul fronte dell’arte e delle opere artistiche nascoste nelle nostre chiese e monasteri. L’amministrazione, con i Giovedì dell’Arte, non solo intende aprire a tutti coloro che sono interessati, un momento di conoscenza e approfondimento delle opera d’arte del nostro territorio, ma sostenere anche la conoscenza di quel patrimonio di bellezza e cultura che è contenuto nei nostri luoghi di fede più significativi”.

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