Martedì, 21 Settembre 2021
Cultura

Il ricordo della strage di San Polo

Arezzo è stato territorio di stragi. Una fra le più raccapriccianti è senza dubbio quella di San Polo compiuta il 14 luglio di settanta tre anni fa. I prigionieri prima torturati furono condotti nel giardino di Villa Gigliosi e invitati a scavare...

Arezzo è stato territorio di stragi. Una fra le più raccapriccianti è senza dubbio quella di San Polo compiuta il 14 luglio di settanta tre anni fa. I prigionieri prima torturati furono condotti nel giardino di Villa Gigliosi e invitati a scavare le fosse furono seppelliti vivi e fatti saltare in aria. Nei giorni 17 e 18 luglio 1944 il dottor Martini ed il parroco di San Polo parteciparono all'esumazione dei corpi delle vittime. In una prima fossa fu rinvenuta solo la parte di un corpo che era stato fatto saltare con della dinamite. Nella seconda fossa erano rinvenuti cadaveri sovrapposti gli uni agli altri. I corpi furono estratti e ricomposti in locale attiguo per l'esame medico legale e le operazioni di riconoscimento da parte dei parenti. Tutti i cadaveri presentavano i segni caratteristici della morte per asfissia. Nessuno dei corpi mostrava segni di fucilazione, avevano invece segni di cianosi. La terza fossa fu aperta il giorno seguente. I cadaveri presentavano segni di percosse, ma avevano ciascuno una ferita d'arma da fuoco al cranio.

In ricordo dei quegli uomini e ragazzi che non hanno potuto vedere l'Italia liberata.

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