Raffinata, difficile: la poetica di Sbarbaro in un convegno, a 50 anni dalla scomparsa dell'autore

Proseguendo una tradizione ormai risalente a vari anni fa, anche quest’anno l’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo organizza un convegno su un poeta italiano del Novecento: nel caso specifico, su Camillo Sbarbaro, a...

Camillo_Sbarbaro[1]

Proseguendo una tradizione ormai risalente a vari anni fa, anche quest’anno l’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo organizza un convegno su un poeta italiano del Novecento: nel caso specifico, su Camillo Sbarbaro, a cinquant'anni dalla morte (1967), che si svolgerà sabato 11 novembre nella Casa del Petrarca ad Arezzo, con inizio alle 9,30.

Camillo Sbarbaro nacque a Santa Margherita Ligure nel 1888 e morì a Savona nel 1967. Tra le sue numerose opere si possono ricordare in particolare le raccolte di poesie “Resine” e “Pianissimo”, e le prose di “Trucioli” e “Liquidazione”.

Questo incontro di studio su Sbarbaro vuol essere un omaggio a uno dei più raffinati e difficili poeti italiani della prima metà del Novecento, protagonista di primo livello di quella grande stagione intellettuale della Liguria che produsse personalità come Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, Angelo Barile, Eugenio Montale. La poetica di Sbarbaro è connotata dal profondo pessimismo con cui guarda alle forme di vita alienata della società di massa, che lo conduce a una sorta di apatia e di estraniamento esistenziale. Montale lo apprezzò molto, individuando nella caratteristica "dolorosa e necessaria" della sua parola la connotazione fondamentale della sua poetica. Con i suoi testi poetici, da Resine a Pianissimo a Rimanenze, e con le sue prose, in particolare le due serie di Trucioli, Sbarbaro dà voce al dramma e alle aspirazioni dell’uomo contemporaneo, schiacciato tra la coscienza della propria irrilevanza e l’esaltazione, ridotta ai minimi termini ma non per ciò meno forte, di una tenacia vitale irriducibile. Così nella sua lingua il duro, lo spigoloso, il sottrattivo si uniscono e si fondono con l’aperto e il solidale; il rifiuto del sentimento (“gli occhi asciutti”) si unisce all’acquisizione di un senso nuovo, niente affatto edulcorato e perfino occultato, della solidarietà creaturale e dell’amore.

Accanto alla poesia, Sbarbaro coltivò un profondo interesse per i licheni, di cui fu appassionato raccoglitore e studioso. Questa curiosità ha delle affinità con la sua poetica, come ebbe egli stesso a dire: “Preso a mano dalla mia predilezione per le esistenze in sordina, mi volsi a forme più scartate di vita (…). I licheni m'interessano come forma negletta e povera di vita (…); solo curiosità, piacere visivo, simpatia: la stessa che mi fa avvicinare tutto quello che non è vistoso, che per gli altri è senza importanza, misero”.

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Il Convegno, curato da Giancarlo Quiriconi, vedrà la partecipazione, oltre allo stesso Curatore, di Giorgio Baroni, Giorgio Devoto, Martina Di Nardo, Stefano Giovannuzzi, Antonello Perli, Davide Puccini, Silvio Ramat, Stefano Verdino, Paolo Zoboli. Hanno accordato il patrocinio al Convegno la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, il Comune di Arezzo, il Comune di Santa Margherita Ligure e l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara. Banca Tirrenica Gruppo UBI Banca ha concesso sostegno economico alla manifestazione.

L’ingresso è libero.

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