Cultura Castiglion Fiorentino

Presentato lo studio fotografico sull’opera di Bartolomeo Della Gatta “San Francesco che riceve le stigmate”

Sullo sfondo una collina un particolare che potrebbe essere riconducibile allo scenario del Castello di Montecchio Vesponi

Non finisce mai di stupire. Stiamo parlando dell’opera di Bartolomeo della Gatta “San Francesco riceve le Stigmate” che dopo lo studio fotografico a cui è stato sottoposto, commissionato in vista dello scambio con gli Uffizi per la mostra “Uffizi Diffusi,  si scorge, sullo sfondo, quella che potrebbe essere la collina dove si erge il Castello di Montecchio. In pratica dall’indagine fotografica che ha sezionato di tanti tasselli il quadro è emerso un particolare che potrebbe essere riconducibile allo scenario del Castello di Montecchio Vesponi. Quindi si potrebbe trattare di un piccolo omaggio, una sorta di “cameo”, che l’artista ha fatto alla Città che all’epoca gli commissionò l’opera. “E’ la bellezza dell’arte, un’opera di 700 anni fa ci offre ancora delle sorprese. Lo studio che abbiamo commissionato nasce proprio dalla volontà di valorizzare i nostri tesori, la nostra storia” dichiara l’assessore alla Cultura, Massimiliano Lachi. A giorni, il “San Francesco riceve le Stigmate” partirà alla volta di Firenze destinazione gli Uffizi per la mostra su San Francesco che fa parte del progetto denominato, come detto, “Uffizi Diffusi”, in precedenza, nel 2015, l’opera in questione era stata esposta all’Expo padiglione Italy e alla Galleria di Firenze. Si tratta di uno scambio con il prestigioso museo fiorentino visto che a Castiglion Fiorentino arriverà il capolavoro di Ludovico Cardi, detto il Cigoli, “San Francesco riceve le stigmate” (1596).  “Grazie agli scatti fotografici è possibile esplorare l’opera in una maniera mai vista ed esplorandola  abbiamo notato un particolare riconducibile, appunto, al Castello di Montecchio” spiega Massimo Chimenti di Culturanuova. “Ho suddiviso l’opera in 60 fotografie, 60 tasselli, e quando è emersa la novità ho cercato di capire in che modo il disegno si potesse avvicinare al paesaggio di oggi. Grazie alla tecnologia ho cercato di trovare il punto da dove, magari, l’artista potrebbe essere stato ispirato a realizzare il disegno. Ho trovato quindi la zona e ho fatto lo scatto” precisa il fotografo Carlo Landucci.

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La mostra

La mostra  castiglionese, che aprirà i battenti il 2 ottobre fino al 6 gennaio, presso la pinacoteca comunale, ha come titolo “L’ultimo sigillo”. Le Stimmate di San Francesco a La Verna dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi. L’esposizione si concentra,  quindi,  sulla figura del San Francesco di Assisi che ha nel santuario della Verna uno dei luoghi più celebrati della cristianità. In occasione della Festa del Santo Patrono d’Italia, San Francesco, che si celebra il 4 ottobre, appunto, le Gallerie degli Uffizi e la Pinacoteca Comunale di Castiglion Fiorentino si “scambiano” due importanti dipinti raffiguranti l’episodio delle stigmate. Gli Uffizi inviano a Castiglion Fiorentino il capolavoro di Ludovico Cardi, detto il Cigoli, “San Francesco riceve le stigmate” (1596) e al contempo, Castiglion Fiorentino presenta agli Uffizi il “suo” “San Francesco che riceve le stigmate”: il bellissimo dipinto di Bartolomeo della Gatta, del 1487, tra i pezzi più preziosi della Pinacoteca comunale, sarà visibile nelle sale del Quattrocento della Galleria delle Statue e delle Pitture per tutta la durata della mostra.

“Una scoperta che non ha del sensazionale ma che potrebbe dare ulteriore valore all'opera del Bartolomeo della Gatta. Nella parte alta del dipinto è infatti possibile intravedere sullo sfondo un paesaggio naturale che attraverso un’accurata indagine fotografica appare riconducibile alla collina di Montecchio con il suo Castello. Nel 1486 questo pittore di influenza Pierfrancescana, potrebbe aver dedicato parte dell'opera non solo a San Francesco e allo scenario della Verna ma anche ad un pezzo di Castiglion Fiorentino. E di questo, se fosse confermato, ne saremmo particolarmente onorati” conclude il sindaco Mario Agnelli.

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