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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cultura

Porta Crucifera e Sant'Andrea non ci stanno: "Troppa discrezionalità, punizioni esagerate"

In piazza sono volati schiaffoni e parole grosse, adesso è il momento di metaforici coltelli che attraversano i confini di tre quartieri su quattro. Le decisioni della magistratura della Giostra hanno creato un malumore trasversale, com'era...

In piazza sono volati schiaffoni e parole grosse, adesso è il momento di metaforici coltelli che attraversano i confini di tre quartieri su quattro. Le decisioni della magistratura della Giostra hanno creato un malumore trasversale, com'era fisiologico che fosse. Le stangate più pesanti le hanno subite Porta Crucifera e Porta Sant'Andrea, che riceveranno il contributo comunale sforbiciato di un terzo e di un quinto. Trattasi di cinquemila e tremila euro in meno, non proprio noccioline.

Maurizio Carboni, rettore biancoverde, non l'ha presa bene: "Trovo assurdo che si vada a mettere le mani nelle tasche del quartiere, che non ha responsabilità diretta per il comportamento dei figuranti. Se qualcuno sbaglia, è giusto che venga punito. Ma il denaro non dovrebbe essere toccato". Andrea Fazzuoli, rettore di Colcitrone, la pensa allo stesso modo: "Togliere soldi significa soltanto fare del male al quartiere. E comunque, se proprio dev'essere così, proporrò che i cinquemila euro vadano all'Istituzione Giostra. Altrimenti, se restassero al Comune, a qualcuno potrebbero venire in testa brutti pensieri... Non mi convince il fatto che sia tutto discrezionale nell'erogazione delle sanzioni: c'è chi paga tanto e chi non paga niente. Ma siccome serve rispetto per la Giostra, le mie rimostranze le farò a chi di dovere nelle sedi opportune".

Su questo fronte però l'unanimità non c'è, anzi la spaccatura è esattamente a metà. Ezio Gori, rettore di Porta Santo Spirito, sta su tutt'altra linea: "Noi fummo sanzionati economicamente per i disordini durante la sfilata successiva al passaggio di Carlo Farsetti a Porta Crucifera. L'unico modo per punire veramente un quartiere è quello: con le squalifiche dei figuranti non si ottiene nulla". Idem Roberto Felici, rettore di Porta del Foro: "Se c'è una responsabilità oggettiva da parte del quartiere, è giusta la sanzione economica. Nessuno naviga nell'oro, ma le dirigenze vanno anche responsabilizzate".

Poi c'è tutto il resto. Colcitrone perde il maestro d'armi per una Giostra e un lucco "speciale" come Maurizio Fazzuoli, ex capitano, per tre. Il fratello Andrea glissa sull'argomento ma punta il dito contro la severità eccessiva dei magistrati: "Ho la sensazione che sul mio quartiere abbiano calcato la mano. Cos'è successo in piazza l'abbiamo visto tutti, non c'erano gli estremi per punizioni del genere". Rossoverdi e biancoverdi, acerrimi rivali in piazza, stavolta si trovano dallo stesso lato della barricata. Carboni dice: "Capitano e maestro d'armi deplorati, tre figuranti squalificati per un totale di undici Giostre. Mi sembra tutto esagerato. I quartieristi mi hanno fatto notare che Santo Spirito ha avuto un solo figurante sanzionato per la scazzottata che c'è stata in piazza e io ho risposto con una battuta: invece della sanzione dovevano dargli una medaglia, visto che da solo è riuscito a fare a pugni con tutti i nostri...".

"Sì, ma il nostro è stato un fallo di reazione - la replica a distanza di Ezio Gori. Se nessuno avesse disturbato la carriera di Cicerchia, sarebbe tutto filato liscio. E' chiaro che se ti vengono a provocare, tu ti devi difendere. La vera questione è un'altra: le carriere sono sacre, punto e basta. Nei confronti di Elia c'è un accanimento assurdo da anni, è ora di farla finita. Mi auguro che il segnale lanciato dalla magistratura venga colto e si giri pagina".

"Nel 2018 non è pensabile che venga messa a rischio l'incolumità dei giostratori e dei cavalli - la conclusione di Roberto Felici. Tutti i quartieri investono negli allenamenti e non è giusto che in piazza corrano il rischio di veder vanificare i loro sforzi per colpe esterne. Se qualche litigata tra figuranti può essere tollerata, sul resto occorre intransigenza. Per non parlare della sfilata: urgono aggiustamenti. Abbiamo un inverno davanti, dobbiamo usarlo bene".

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