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Due ponti e un capolavoro: la diatriba tra Ponte Buriano e Ponte Romito. Ancora mistero sullo sfondo della Gioconda

E' una diatriba che va al di là dei campanili. Vola alta, oltre contenziosi burocratici e amministrativi: corre nel tempo e nello spazio e potrebbe riscrivere un piccolo, ma importante, capitolo della storia dell'arte. Mondiale. I protagonisti...

ponte romito

E' una diatriba che va al di là dei campanili. Vola alta, oltre contenziosi burocratici e amministrativi: corre nel tempo e nello spazio e potrebbe riscrivere un piccolo, ma importante, capitolo della storia dell'arte. Mondiale.

I protagonisti di questa affascinante storia sono due ponti, un grande genio e un dipinto che porta con sé più di un mistero. E' la storia dello sfondo della celebre Gioconda di Leonardo da Vinci. Una vicenda che per gli aretini potrebbe non nascondere più segreti: tanti studi celebrano infatti Ponte Buriano come il ponte sullo sfondo del capolavoro. Carlo Starnazzi ne cercò per anni le prove e pubblicò le sue ricerche ottenendo importanti consensi dalla critica.

ponte-buriano-2Ma a pochi chilometri di distanza da Ponte Buriano, seguendo l'Arno lungo il suo percorso che porta verso Firenze, si nasconde un rudere che potrebbe far cambiare idea a molti. Si tratta di quel che resta di un'arcata del Ponte di Romito. Un ponte romanico, composto da quattro arcate, che proprio in queste settimane dovrebbe essere sottoposto a restauro (per farlo sarà fatta calare anche parte dell'acqua presente nell'invaso). A notare le somiglianze tra questo ponte romanico, la natura circostante e lo sfondo della Gioconda è stata un'associazione di Laterina, la Rocca,che ha portato avanti dettagliati studi. La tesi che i membri dell'associazione ( e in particolare da Massimo Gragnoli e il dottor Anselmo Rondoni) sostengono è esposta anche sulle pagine del sito internet dell'associazione. Tre gli indizi principali: la struttura del ponte con le sue 4 arcate, la presenza di una strada alla destra della Gioconda (che portava dalla strada che dalla località di Rimaggio conduceva alla chiesa di S. Maria in Valle), la presenza a Laterina del fratello sacerdote del Gonfaloniere fiorentino Piero Soderini.

Ma come si uniscono questi tre indizi? E' più semplice di quel che si pensi. Leonardo nei primi anni del 1500 si reca in Valdichiana, prima su incarico del Duca di Valentinois e in seguito su incarico di Pietro Soderini, per studi topografici-ingegnieristici-idraulici-militari. Da quella zona, doveva poi rientrare a Firenze. All'epoca ovviamente non esisteva l'A1: cavalli e muli potevano percorrere o la Cassia Vetus (attuale Setteponti) o un diverticolo che da Pieve a Maiano porta "fino ad attraversare il fiume medesimo in località Valle - sostiene nella sua relazione l'associazione -, dove si trovava (e in parte si trova ancora) un ponte romanico a quattro arcate a basso sesto (o sesto scemo, che è poi lo stesso). Attraversato il ponte, il diverticolo si ricollegava alla Cassia Vetus dalle parti di Loro Ciufenna, dopo aver percorso la Valle dell’Ambra". Se Leonardo avesse imboccato la Cassia Vetus avrebbe attraversato Ponte Buriano. Ma l'altra strada era un percorso molto plausibile, perché attraverso una piccola deviazione portava a Laterina dove si trovava un amico di famiglia, nonché fratello di Pietro Soderini, sacerdote che era stato assegnato proprio alla locale prepositura.

Imboccando questa strada avrebbe auto un punti di vista e una prospettiva sulla vallata molto simili a quelli che si scorgono sullo sfondo della Gioconda. E si sarebbe imbattuto su Ponte Romito: "quattro arcate a basso sesto e che ha inizio da e verso una falesia".

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E poi un ultimo, ma non meno importante, elemento: la presenza delle balze. Impossibili da vedere dal punto di osservazione immaginato per Ponte Buriano, ovvero il castello di Quarata. Inoltre proprio da Quarata la prospettiva rispetto al ponte è molto diversa da ciò che è dipinto sul quadro.

Ed ecco che un capitolo che poteva apparire chiuso, si riapre e rende ancora più affascinante la storia dell'enigmatico capolavoro di Leonardo. E a riscrivere questo capitolo sono i soci di un'associazione, in cerca della verità.

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