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Piero della Francesca un anno dopo la "nuova" Resurrezione. Il foto racconto di un capolavoro

L'opera, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, è collocata all'interno del museo civico di Sansepolcro

Un dettaglio del capolavoro di Piero della Francesca (Museo civico Sansepolcro)

Non c'è momento migliore per entrare dentro al museo civico di Sansepolcro.
La pausa pasquale è sicuramente una delle occasioni più agevoli per concentrarsi non solo su convivialità e famiglia ma, anche, trascorrere qualche tempo in giro alla scoperta delle eccellenze del territorio.

Arezzo e le sue valli sono piene di piccoli angoli dove il tempo si è fermato e dove ogni pietra narra una storia incredibile e unica.

Uno dei questi angoli è Sansepolcro.
Cittadina della parte più "umbra" del territorio provinciale è anche la patria natale di Piero della Francesca, il maestro della luce.

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Qui all'interno delle stanze del museo civico i visitatori possono ancora oggi lasciarsi travolgere dalla potenza e ferocia di Cristo risorto che troneggia terribile e immobile sopra al sepolcro.
Ad un anno e poco più dal complesso restauro, l'opera rimane uno dei motivi di grande attrazione per storici, artisti e semplici appassionati che si mettono in coda per ammirare uno dei capolavori più celebri della storia.

Il celebre dipinto fu realizzato appunto da Piero della Francesca per il Palazzo dei Conservatori dove ha sede l’attuale Museo Civico di Sansepolcro. Il soggetto allude alla città stessa poiché si pensava che Sansepolcro fosse stata fondata su alcune reliquie portate dalla Terrasanta dai pellegrini Arcano e Egidio.

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Questa sala era il luogo dove si riunivano i Conservatori dell’antico Comune che l’aveva fatta costruire appositamente nel 1458.
Proprio a questi anni è da riferirsi l’affresco che, essendo il simbolo stesso della città, faceva da sfondo agli incontri cittadini. Il soggetto e lo schema compositivo sono estremamente semplificati e si rifanno al più antico prototipo eseguito da Niccolò di Segna nel Duomo di Sansepolcro. La costruzione è piramidale e presenta al vertice la testa del Cristo e in basso i quattro militi assopiti ai piedi del sarcofago.

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Il Cristo ha uno stendardo in mano ed è ritratto nell’atto di risorgere dal sepolcro, come sembra accennare la gamba appoggiata sul parapetto. La sua immagine, colta in una frontalità iconica e astratta, è solenne, maestosa e sovrasta i quattro soldati addormentati che sono ripresi con un diverso punto di vista rispetto al Redentore quasi a voler differenziare la sfera umana da quella divina. Anche il paesaggio immerso nella luce dell’alba ha una sua valenza simbolica: il contrasto tra gli alberi spogli alla destra del Cristo e gli alberi frondosi alla sua sinistra vuole significare il rinnovamento dell’umanità attraverso la luce della Resurrezione.
Secondo la tradizione nel soldato addormentato visto di fronte si tende a riconoscere un autoritratto di Piero della Francesca.

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