Passioni Festival, viaggio nel bullismo e nella violenza giovanile con il nuovo romanzo di Floris

Torna il Passioni Festival e lo fa con un tema di grande attualità, quello del bullismo,  presentando il romanzo del giornalista Giovanni Floris. Il  romanzo si intitola “Quella notte sono io” (Rizzoli 2016), ed è uscito nelle librerie italiane...

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Torna il Passioni Festival e lo fa con un tema di grande attualità, quello del bullismo, presentando il romanzo del giornalista Giovanni Floris. Il romanzo si intitola “Quella notte sono io” (Rizzoli 2016), ed è uscito nelle librerie italiane l'altro ieri.



Un appuntamento atteso, che riserva momenti emozionanti.

I casi di violenza giovanile e le conseguenze che comportano sono al centro della narrazione e sono il fulcro della conversazione tra Andrea Scanzi, direttore artistico del Festival, e Giovanni Floris. “Non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi” recita la quarta di copertina del volume. Aspetti sui quali l’autore si sofferma, cogliendo con grande sensibilità le inquietudini che i casi di violenza ci lasciano e creando così un “romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro”.


L’introduzione dell’incontro è affidata a Marco Meacci, ideatore del Passioni Festival e coordinatore della manifestazione insieme a Mattia Cialini.

La manifestazione è sostenuta da Sabot, Italpreziosi, Prodigio Divino, Vogue Hotel, Ristorante Le Chiavi d’Oro, Le Rotte Ghiotte, La Feltrinelli Point Arezzo, L’occhialaio, Centro Di Estetica Di Sonia Dalla Ragione Banca Valdichiana.GIOVANNI FLORIS

(Roma, 1967) conduce Dimartedì su LA7. È stato corrispondente dagli Stati Uniti. Ha condotto Ballarò su Raitre. Questo è il suo primo romanzo per Rizzoli.QUELLA NOTTE SONO IO
7484187La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, a convincerti che ci sei riuscito, e poi basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso. Per Stefano quell’attimo arriva insieme a un telegramma che lo porta indietro di ventisette anni, alla notte che lo ha reso l’uomo che è: una convocazione, di questo si tratta, un appuntamento con il passato che non può più rimandare.
Insieme a lui al casale, in quel tranquillo weekend estivo, ci sono loro, gli amici del liceo, ed è dalla maturità che non si vedono: Margherita, che come lui – lo capisce dalla luce nel suo sguardo – non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e poi Germano, che di quel gesto assurdo, forse, non ha ancora capito nulla. A riunirli è stata la madre di Mirko, il ragazzo troppo diverso da loro che in quella maledetta gita hanno trasformato prima in vittima e poi in nodo irrisolto di giganteschi sensi di colpa. Ma è subito chiaro che il pomeriggio sarà più lungo del previsto, perché, come su un palcoscenico, sfilano davanti ai loro occhi spaesati i protagonisti di quei giorni, in un processo finalmente in grado di mettere a nudo una verità che nessuno degli imputati ha mai immaginato. Giovanni Floris raccoglie le domande che ci pongono i troppi casi di violenza tra i giovanissimi e ne fa un romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro. Perché non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi.

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