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Nulla Die, una realtà editoriale coraggiosa. L'intervista al direttore Massimiliano Giordano

Nulla Die è una casa editrice free e una delle poche realtà italiane che possiede un'importante collana poetica, dedicata alle voci contemporanee più autorevoli

Nulla Die è una realtà editoriale coraggiosa e, in quella Sicilia difficile e sublime in cui affondano anche le mie radici, sta portando avanti un’opera di altissimo livello per la valorizzazione della poesia contemporanea, avendo gli occhi ben puntati sulle tendenze più originali del linguaggio letterario. Proprio con Nulla Die ho avuto l’onore di pubblicare la mia ultima silloge, In un metro quadro e ho voluto intervistare il suo giovane direttore, Massimiliano Giordano, di cui riportiamo le parole.

foto 1 - Lucrezia Lombardo-2

Nulla Die è una casa editrice free e una delle poche realtà italiane che possiede un'importante collana poetica, dedicata alle voci contemporanee più autorevoli. A questo proposito vorrei chiederti, come nasce la scelta di dedicarvi alla poesia?

“Perché non avremmo dovuto farlo?

La poesia è un genere che suscita grande discussione e un vasto interesse fra i lettori.

Senza stare a discutere i perché, abbiamo pure costatato che è poco gradita al mercato del libro che le dedica uno spazio limitato nei propri scaffali ed è quasi ignorata dai cosiddetti opinion maker che orientano le scelte dei lettori. 

Abbiamo inteso dare il nostro contributo alla soluzione del problema avviando con sistematicità la produzione di volumi di poesia, altrimenti prima pubblicati in maniera episodica. Si pensi che nei primi mesi del  2021 abbiamo pubblicato una quarantina di titoli. Trenta di queste sillogi sono uscite all’interno della collana iCanti che pubblica in contemporanea dieci titoli alla volta: dieci a gennaio, dieci a marzo e in questo momento sono in stampa i dieci volumi che usciranno il secondo giovedì del mese di aprile”.

Su che base – da editore quale sei – viene selezionato un manoscritto per la pubblicazione? Quali sono i criteri che, a parere della Nulla Die, un testo di qualità dovrebbe rispettare?

“Un buon testo, anche se non dovesse piacere a questo o a quell’editore, è comunque destinato a trovare la sua giusta collocazione. Per parte nostra scegliamo quelli che manifestano un’indubbia qualità, vale a dire quelli cui i lettori si possano accostare senza rimpiangere il tempo da dedicare alla lettura.

In proposito, cito da un’intervista concessa dal nostro direttore editoriale alla scrittrice Patrizia Ciribè:

Per avere una chance, il manoscritto mi deve piacere e interessare. E perché mi piaccia dev’essere frutto di un lavoro onesto e originale. E, nel suo piccolo, aggiungere qualcosa che prima non c’era al patrimonio immateriale che è la conoscenza: senza ricorrere a tatticismi che offendano il lettore intelligente (cui ogni editore di qualità si rivolge) e senza plagi manifesti o celati nella piaggeria in forma di “omaggio” a questo o a quell’autore del passato e del presente.

Nessun manoscritto, per quanto accurato possa essere, è mai un libro compiuto quando un autore se ne distacca per sottoporlo al giudizio di un editore o di un editor: lo diventerà grazie alle successive lavorazioni. Se l’autore ha consapevolezza di ciò, la proposta merita di farsi strada verso la pubblicazione”.

Ti chiederei, da esperto quale sei, un giudizio sincero e senza compromessi "sullo stato della poesia contemporanea in Italia".

“Merita più attenzione dall’intera “filiera”: ad esempio i librai, i recensori, gli editori. Se i lettori se la vedessero proporre, la sua diffusione forse diventerebbe più capillare e non più confinata alla conventicola, tutt’altro che marginale, degli appassionati”. 

Nulla Die è una piccola realtà editoriale che, tuttavia, per la qualità dei suoi testi, compete senza difficoltà con i maggiori marchi. Vorrei chiederti, cosa significa oggi "essere un editore indipendente? Quali difficoltà e quali vantaggi implica?

“Essere indipendenti è possibile se non si transige sulla qualità dei testi da pubblicare: economicamente non arricchisce, ma consente di rimanere sul mercato. E se si sta sul mercato, ci si può permettere di dare voce a chi lo merita”.

La scuola, in questo momento tragico, è uno degli ambiti che vengono maggiormente penalizzati per via delle restrizioni inevitabili. Al pari della scuola, anche la cultura è un settore che dovrà trovare nuove risorse per ripartire. Vorrei sapere da te, come vedi la scuola e la cultura post-pandemia?

“Non sono un esperto di scuola, ma so che in questo anno ha fatto passi da gigante e che ha affinato competenze e “pratiche”, buone pratiche, che rimarranno. Per sempre. Perché ormai patrimonio di tutti quelli che vi sono coinvolti, a cominciare dai docenti e dagli studenti. Un po’ come è accaduto, con la dovuta umiltà nel confronto, per un lavoro come il mio e negli altri settori della conoscenza”.

Infine, un'altra domanda. La Nulla Die è una casa editrice siciliana, regione a cui, peraltro, sono particolarmente legata per via delle mie origini. In genere sentiamo parlare del Sud come di un'area depressa e affetta da problematiche insuperabili da secoli, vorrei quindi sapere cosa significa essere un editore nella Sicilia di oggi e chiederti come definiresti l'odierna situazione culturale della tua regione.

“Mal comune mezzo gaudio, mi verrebbe da dire se penso alla miopia della politica (in tutto il Belpaese) nei confronti di conoscenza, ricerca, arte, letteratura, scienza, politiche attive per la cultura.

Poi però c’è da affrontare la realtà e ragionare in termini generali, globali se si vuole, e di certo non localistici. Tanto che non ci consideriamo un editore locale: abbiamo un distributore nazionale e autori da ogni parte d’Italia e anche dal resto del mondo. E per le opere in traduzione presenti nel nostro catalogo (o di cui stiamo ancora acquisendo i diritti) si tratta per lo più di libri editi per la prima volta in italiano”.

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