Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cultura

Nerve - Voto: 6,5/10

Tentativo riuscito a metà questo Nerve, pellicola del duo di registi Henry Joost & Ariel Schulman esplosi in america nel 2010 grazie a Catfish (docu-film poi diventato reality-serie su Mtv) e noti oltreoceano per aver diretto Paranormal Activity 3...

nerve-poster

Tentativo riuscito a metà questo Nerve, pellicola del duo di registi Henry Joost & Ariel Schulman esplosi in america nel 2010 grazie a Catfish (docu-film poi diventato reality-serie su Mtv) e noti oltreoceano per aver diretto Paranormal Activity 3 e 4, due capitoli della saga horror di cui onestamente si è perso il conto tra sequel, prequel e spin-off.

Vee Delmonico (Emma Roberts) è una studentessa modello all’ultimo anno delle superiori che sogna di lasciare Staten Island, dove abita, dopo che è stata accettata al California Institute of the Arts. Ma Vee è una ragazza insicura e l’idea di andarsene l’affascina quanto la terrorizza, per di più la madre (Juliette “gli-anni-passano-per-tutti” Lewis) è ancora in lutto per la morte del fratello di Vee.

A spingerla verso un cambiamento sarà la sua migliore amica, Sydney (Emily Meade), protagonista di un nuovo e illegale social game online chiamato Nerve. Un'app per smartphone che permette di essere giocatore o spettatore. Una volta presa la decisione, per chi accetta di giocare pioveranno somme di denaro sempre più corpose come premio ad una serie di sfide da superare decise dagli altri utenti che, a loro volta, sborseranno 20 dollari al giorno per poter vedere il gioco in diretta. Nel giro di una notte, perchè ogni partita dura solo 24 ore, Vee viene risucchiata nel vortice adrenalinico della competizione, della fama e dei follower, complice un altro concorrente, che si fa chiamare Ian (Dave Franco), conosciuto per caso proprio durante una sfida. A Nerve non si può di certo recriminare il senso del ritmo. Il film, dopo una breve e doverosa presentazione dei personaggi principali, parte subito in quarta con le sfide proposte dal “gioco”, dapprima divertenti e con al massimo il rischio di una figuraccia, fino ad arrivare a prove sempre più estreme che metteranno in serio pericolo la vita dei partecipanti. La pellicola, tratta da un’interessante romanzo di Jeanne Ryan che potrebbe rientrare a tutti gli effetti nel filone young adult, si presenta appunto come un prodotto principalmente rivolto ad un pubblico di giovanissimi, proprio quei giovani in preda all’ossessione per la visibilità, per la condivisione, per la popolarità e per la possibilità di fare soldi facilmente e velocemente.

In Nerve più è alta la sfida e più soldi si vincono in un circolo vizioso dal quale pare impossibile uscire: più si gioca e più si ha la tentazione e l’ossessione di proseguire oltre.

Che i social abbiano un potere mefistofelico tra i più giovani è ormai un dato di fatto, come lo è anche demonizzarli eccessivamente ad ogni costo.

Basterebbe una giusta via di mezzo e la consapevolezza dei rischi quanto dei vantaggi nell’utilizzare certe nuove forme di comunicazione. Va da sé che il problema può nascere quando a fare uso di certi strumenti sono giovanissimi senza nessuno accanto che ne filtri o ne monitori un eventuale impiego distorto.

Se l’intento di Nerve era quello di lanciare un monito o di fare una morale, il risultato non si può dire dei migliori, alleggerendo all’osso certe riflessioni e forzando la mano sui soliti banali discorsi riguardo alla pericolosità dei social, il messaggio che passa non farà di certo paura a nessuno.

Dove invece il film riesce è nel suo essere principalmente un thriller di genere senza troppe pretese che non conosce soste ma che prosegue ad un ritmo forsennato.

Forse fin troppo galoppante al punto che un finale frettoloso, una struttura che non regge la credibilità (pare impossibile che le autorità non siano a conoscenza di un gioco illegale così popolare tra i giovani) e certe soluzioni da hacker della domenica veramente imbarazzanti, finiscono per non elevare il prodotto a qualcosa di più originale.

Un vero peccato perché Joost e Schulman hanno avuto pure delle intuizioni niente male, come la sfida finale giocata dai tre “gladiatori” in una sorta di moderna arena con tanto di pubblico in giubilo pronto ad osservare in diretta o dal buco della fotocamera di un cellulare. Giocatori e spettatori, affascinati prima e imprigionati poi, si mascherano dietro a schermi luminosi riversando un odio ed un cinismo che nella socializzazione diretta non avrebbero mai il coraggio di ostentare, e che, messi di fronte alla realtà, alle proprie responsabilità e soprattutto privati dei loro nick name in favore di quelli reali, decidono per la soluzione più semplice e veloce: disconnettersi dal gioco come se nulla fosse accaduto.

Le carte in tavola per tirare fuori un prodotto frettoloso e preconfezionato per le giovanissime generazioni, spesso poco pretenziose in quanto a qualità generale nei prodotti cinematografici, ci sono tutte, sta di fatto però che i due registi con Nerve tirano fuori un film dall’indubbio potenziale ma che si sgretola sul finale sbrigativo tra retorica spicciola e una morale di scarso impatto.

Voto: 6.5/10

Nerve (thriller, 2016, Usa)

Regista: Henry Joost, Ariel Shulman

Sceneggiatura: Jessica Sharzer

Cast: Emma Roberts, Dave Franco, Emily Meade, Miles Heizer, Juliette Lewis, Kimiko Glenn, Marc John Jefferies, Jonny Beauchamp, Samira Wiley, Arielle Vandenberg Film al cinema Aspettando il Re 6.5/10

Una doppia verità 6/10

Parigi può attendere 6.5/10

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nerve - Voto: 6,5/10

ArezzoNotizie è in caricamento