Mostra fotografica “Da Kabul a Camerino”. Fino all’11 febbraio nel Loggiato al secondo piano di palazzo comunale

Dieci più dieci scatti sono sufficienti a raccontare le macerie prodotte dall’orrore della guerra e della violenza del terremoto. In attesa del grande concerto del prossimo 4 febbraio, che la Filarmonica del Teatro Regio di Torino terrà...

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Dieci più dieci scatti sono sufficienti a raccontare le macerie prodotte dall’orrore della guerra e della violenza del terremoto.

In attesa del grande concerto del prossimo 4 febbraio, che la Filarmonica del Teatro Regio di Torino terrà all’auditorium di Arezzo Fiere e Congressi, finalizzato alla raccolta fondi da destinare alla ricostruzione della scuola di musica “Nelio Biondi” di Camerino, l’associazione UnAltroPremio – Festiv’Art 2.0, con la collaborazione del Comune di Arezzo propone la mostra “Da Kabul a Camerino” dove le fotografie del photoreporter, Paolo Siccardi, parlano di guerra e di terremoto ed in particolare raccontano il dramma, che ha sempre la stessa intensità e sofferenza. La mostra è allestita nella Loggia al secondo piano di Palazzo comunale fino all’11 febbraio, con apertura dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 18.

Volti segnati dal dolore, macerie polverose, attimi di vita quotidiana sopravvissuti all’inaudita violenza della guerra o del terremoto. Un viaggio che racconta di distruzione, ma anche di una possibile rinascita.

Come scrive Saccardi nella presentazione del catalogo fotografico: “in Afghanistan come descritto nel “Grande gioco” di Peter Hopkirk, cambiano solo gli attori dallo scacchiere ma le guerre continuano a susseguirsi, travolgendo il Paese in un disastro sociale economico riducendolo in un cumulo di macerie. Le stesse distruzioni e detriti, che ogni guerra si lascia alle spalle come le macerie di polvere e fango che ho visto attraversando la “zona rossa” di Camerino. Il silenzio che si percepisce camminando per le strade vuote della città terremotata è lo stesso che si respira in un paese dove la guerra ha scritto la propria storia sui muri delle case.

Il principio fondamentale per la ricostruzione di una nazione è sempre partire dalla base dell’educazione scolastica e dalla formazione di una nuova classe dirigenziale. Così come in Afghanistan l’apertura della “Victoria Music School”, dove Rita Cucè ricopriva l’incarico di direttrice artistica, ha cercato di dare la speranza per un futuro migliore ai ragazzi, così non dovrebbe cadere nell’indifferenza la cultura che si sta spegnendo nelle strade di Camerino”.

La mostra è stata presentata dal dirigente comunale del servizio cultura Roberto Barbetti e dalla presidente dell’associazione UnAltroPremio – Festiv’Art 2.0 Rita Cucè.

“Si tratta di un’esposizione che trasmette particolari emozioni – ha detto Roberto Barbetti. E si inquadra nel progetto di ricostruzione della scuola di musica ‘Nelio Biondi’ di Camerino, che il Comune di Arezzo ha sposato con impegno e convinzione. Un evento quindi che ha come scopo la beneficenza. Arezzo si muove con questo spirito di sensibilità. Indubbio il valore artistico della mostra. Siccardi è un fotografo di guerra e queste immagini di guerra e terremoto hanno una grande assonanza”.

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Rita Cucè: “al momento si tratta di un progetto di rilevanza nazionale. Siccardi è il fotografo che è stato con me a Kabul, dove non posso più andare per la situazione di pericolo che investe quel territorio ancora flagellato da guerra e attentati. Adesso, quindi, l’obiettivo è quello di ricostruire la scuola di musica di Camerino: la musica è importante perché un paese senza è inesistente. In una cittadina flagellata dal terremoto non è possibile prescindere dalla musica che è vita. Da Arezzo parte anche un altro forte messaggio: i ragazzi del Coro Voceincanto, diretto dal Maestro Gianna Ghiori, apriranno il concerto del 4 febbraio seguendo il fil rouge della solidarietà a favore dei coetanei di Camerino”.

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