Maggiolata lucignanese: Porta San Giusto punta tutto su Giorgio De Chirico

Concludiamo la nostra carrellata sui carri che sfileranno nel corso della 79° edizione della Maggiolata Lucignanese (22, 24 e 29 maggio), presentando la proposta del Rione di Porta San Giusto.  Entriamo all’interno del cantiere e scopriamo subito...

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Concludiamo la nostra carrellata sui carri che sfileranno nel corso della 79° edizione della Maggiolata Lucignanese (22, 24 e 29 maggio), presentando la proposta del Rione di Porta San Giusto. Entriamo all’interno del cantiere e scopriamo subito un’atmosfera di frenetico attivismo, una operatività non comune in cui ognuno dei lavoranti sembra svolgere il compito assegnato con grande perizia e allo stesso tempo con la giusta serenità. Si respira insomma un’aria di forte coinvolgimento e di notevole tensione positiva in un ambiente che punta di nuovo a giocare le proprie fiches per ottenere un risultato di prestigio in occasione della imminente Maggiolata. Ci accoglie con il consueto piglio decisionale la Presidente Sara Nocciolini, che riconosce e apprezza lo sforzo straordinario del proprio cantiere nella realizzazione di un carro che evocasse da un lato il tema generale proposto per tutti i competitors (“l’arte”) e dall’altro privilegiasse una linea costruttiva che da qualche anno a questa parte ha visto questo Rione impegnato alla ricerca di soluzioni innovative e di forte impatto.

“Per scegliere il soggetto che stiamo realizzando” ci dice Chiara Nocciolini “abbiamo operato una vera e propria selezione di tante opere che la pittura più recente ci ha proposto. Abbiamo attivato momenti di confronto anche molto accesi, in cui ognuno ha portato il proprio contributo di idee.”

Alla fine la proposta finale è caduta su Giorgio De Chirico, figura poliedrica di artista che può ragionevolmente essere definito il principale esponente della pittura metafisica italiana. Come mai questa scelta?

Ci viene in aiuto uno dei progettisti, Stefano Cresti. “Ci intrigava la straordinaria lezione di De Chirico, figura complessa come poche altre, che anticipa e declina nella sua vasta produzione temi e riflessione di stringente attualità: guardare oltre il nostro campo visivo, saper cogliere sfumature e dettagli altrimenti nascosti o poco apprezzati in un’opera d’arte. Da qui, l’idea – assolutamente originale – di individuare nel carro di quest’anno il riferimento ad un celebre quadro di De Chirico, “Il Trovatore”, realizzato nel 1917 e di assemblarlo con altri lavori dello stesso autore, ovvero “Le muse inquietanti” del 1916 e “Piazze d’Italia”, risalente al 1918. Non una commistione di stili o di messaggi diversi, ma un unico comune denominatore. Pensare ad una proposta progettuale che superasse l’idea tradizionale del carro della Maggiolata, contrassegnato da continui riferimenti alla primavera e al forte connotato di un retaggio culturale tipico di certa cultura contadina che pure alligna ancora nella Festa di Lucignano. Non a caso pensiamo ad un carro dove si percepisca in maniera forte la convinzione di trovarci di fronte ad una vera e propria esplosione di fiori metafisici”

“Per noi” interviene Katia Petruzza, altra progettista “è fondamentale far passare un messaggio di vita, di continuo movimento, di tensione ideale che le figure rappresentate nel carro lasciano intravedere, al di là della loro apparente staticità. La figura del Trovatore, momento centrale della costruzione, vuole esprimere sostanzialmente la tenera malinconia dell’uomo del nostro tempo, una sorta di manichino senza volto. Il manichino diviene così un oggetto vivente/non vivente. Una sorta di contraddizione tra ciò che sembra ma non è. La sua testa presenta due segni stilizzati al posto degli occhi: in realtà, questi segni rappresentano gli occhi dello sguardo interiore dell’autore. Le stesse Muse Inquietanti che si stagliano nella prima parte del carro hanno invece la funzione di ricordarci l’eterna sfida tra realtà e illusione e suscitano nello spettatore un voluto senso di straniamento.”

Luca Tedeschi, il terzo ideatore di questo carro, si sofferma invece sulla sua struttura e riconosce che l’assemblaggio di varie opere di De Chirico ha determinato una rilettura accurata degli spazi di una struttura mobile come è – per l’appunto – il carro che sfila alla Maggiolata. “Abbiamo deciso di concludere il nostro lavoro analitico sulla produzione pittorica di questo artista recuperando nella parte terminale del pianale il giusto riferimento a “Piazze d’Italia”, un tema ricorrente in De Chirico che abbiamo deciso di reinterpretare come un doveroso omaggio ad un luogo di incanti sospesi e di enigmi forse insoluti come Lucignano. E il continuo rimando a fughe prospettiche in tutto il nostro carro è un segno inequivocabile di uno studio appassionato e di amore totale per un Maestro della Pittura Italiana che la Festa dei fiori lucignanese intende ricordare.”

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L’incontro si conclude non senza aver fatto riferimento ad una precisa affermazione di Chiara Nocciolini: “Questa proposta progettuale così originale vuole esprimere tutta la passione per l’arte di un intero popolo, quello del Rione di Porta San Giusto, ed è un segno evidente di crescita del nostro percorso formativo verso nuovi moduli costruttivi che anticipa l’idea sempre più attuale del carro della Maggiolata 2.0.”

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