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Le parole dei soldati della Prima Guerra Mondiale con la voce di Perrotta. A Roma il via al Premio Pieve

Saranno le parole scritte dai soldati della Prima Guerra mondiale nelle loro memorie o nelle lettere dal fronte, alle quali darà voce e anima Mario Perrotta, a dare il via al XXXI Premio Pieve Saverio Tutino. Con lo spettacolo “Milite Ignoto...

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Saranno le parole scritte dai soldati della Prima Guerra mondiale nelle loro memorie o nelle lettere dal fronte, alle quali darà voce e anima Mario Perrotta, a dare il via al XXXI Premio Pieve Saverio Tutino. Con lo spettacolo "Milite Ignoto quindicidiciotto", in scena al Teatro Argentina di Roma giovedì 17 settembre alle ore 21, l'Archivio diaristico nazionale propone un'anteprima della manifestazione, toccando uno dei temi principali di questa edizione: la celebrazione del 100esimo anniversario dall'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale.

Tratto da Avanti sempre (Il Mulino) di Nicola Maranesi e dal progetto La grande guerra, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi, lo spettacolo ripercorre "piccole storie" di uomini che hanno "descritti quegli eventi dal loro particolarissimo punto d'osservazione - spiega Perrotta -, perché questo è il compito del teatro, o almeno del mio teatro: esaltare le piccole storie per gettare altra luce sulla grande storia".

"Milite Ignoto quindicidiciotto" (di Mario Perrotta e Paola Roscioli) è l'evento principale di una giornata commemorativa nata in collaborazione con la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della presidenza del Consiglio dei Ministri. E' l'evento con il quale verrà salutato l'inizio della nuova edizione del Premio Pieve Saverio Tutino, in programma dal 18 al 20 settembre a Pieve Santo Stefano (Arezzo). Tre giorni dedicati alla memoria, durante i quali, oltre a celebrare l'anniversario della Grande Guerra, verrà commemorato anche il 70esimo anniversario della Liberazione con spettacoli, presentazioni di libri, workshop.

Protagonisti della manifestazione saranno gli 8 diari finalisti: scritture autobiografiche che rappresentano un intero secolo, il Novecento.
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