Venerdì, 24 Settembre 2021
Cultura

"L'avevamo preparata così", Martino e i suoi ragazzi terribili trionfano ancora. Santo Spirito implacabile

La gioia incontenibile di un'altra vittoria. L'adrenalina di essere riusciti nell'impresa che tutti i cavalieri sognano. Terribili. Ma terribili davvero. Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci continuano a macinare una dietro l'altra vittorie...

La gioia incontenibile di un'altra vittoria. L'adrenalina di essere riusciti nell'impresa che tutti i cavalieri sognano. Terribili. Ma terribili davvero.

Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci continuano a macinare una dietro l'altra vittorie. Anche la 134° edizione della Giostra del Saracino si è tinta di gialloblu.

Così ecco che quella lancia d'oro dedicata al bersagliere Giuseppe Mancini vola ai bastioni e si aggiunge alle altre 34 che vengono custodite all'interno del museo di Porta Santo Spirito.

"L'avevamo preparata così - dice a caldo Martino Gianni - e così è andata".

A fare l'andatura ci ha pensato subito Gianmaria Scortecci. A lui è toccato il compito di aprire la piazza con la prima carriera. Cinque. Senza se e senza ma.

Prova ad inseguirlo Filippo Fardelli (Porta Crucifera) ma per lui arriva un quattro. Poi tenta l'impresa Andrea Vernaccini (Porta del Foro). Niente, tre punti. Ultimo Enrico Vedovini (Porta Sant'Andrea) che cerca la riscossa ma, anche lui porta a casa solo quattro punti. Nella seconda parte la situazione non cambia di molto. Elia Cicerchia scende in lizza. Al suo fianco Martino Gianni che lo accompagna verso il pozzo. Grida, insulti, applausi e poi l'invasione di campo da parte dei quartieristi di Porta Crucifera (uno di loro è stato anche fatto allontanare dalla piazza).

Arrivato a Borgunto il cavaliere gialloblu impugna la lancia e in sella a El Chico corre verso il Buratto. Veloce, freddo, pronto a chiudere i giochi. Il tiro non è perfetto ma molto vicino al centro.

Minuti di attesa per la decisione della giuria che con calma prende tempo per le misurazioni. E poi la voce dell'araldo arriva come un tuono. "Il secondo cavaliere di Porta Santo Spirito ha marcato punti cinque". La piazza esplode in grida di gioia. I quartieristi di Porta Sant'Andrea invadono la lizza pronti a protestare contro la decisione della giuria per il punteggio assegnato. "Non ero del tutto sicuro di aver centrato il tabellone - ha spiegato Elia Cicerchia - il segno non era così nitido a colpo d'occhio e quindi non sono riuscito da subito a capire se era un cinque o no". Le carriere dopo quella di Cicerchia hanno visto Andrea Carboni marcare 4 punti, Davide Parsi 4 e Stefano Cherici 3. Troppo pochi per superare, o almeno pareggiare con Santo Spirito. Una vittoria schiacciante, inappellabile che ha visto trionfare ancora una volta il quartiere della Colombina che, incontenibile, ha acclamato i propri eroi per tutta la notte lanciandosi in una festa senza fine e uscendo di piazza correndo come ogni buon bersagliere avrebbe fatto. Per Santo Spirito quella conquistata è la 35° lancia d'oro, la quarta consecutiva e l'ottava che porta la firma Scortecci e Cicerchia. "Non potevo non vincere oggi - ha detto il rettore di Porta Santo Spirito Ezio Gori - Oggi avevo come paggetto mia nipote e poi, è il compleanno di mia mamma. Lei oggi compie 82 anni e può vantarsi di essere la madre di un grande rettore di Porta Santo Spirito. Ovviamente, quel rettore non sono io ma mio fratello Edo". Poi la dedica di tutto il quartiere ad una di loro "ad una quartierista speciale che in questo periodo sta facendo la sua battaglia."

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