La voce dell'Araldo chiama la città a raccolta: "Al vespro si corre Giostra", Signa Arretii ritira la Lancia d'Oro

Una giornata densa di colori, suoni, movimenti ben conosciuti dagli aretini, che incantano i turisti che fanno venire la pelle d'oca a grandi e piccoli, fino al momento in cui il quartiere del cuore corre sfidando il Buratto con la lancia in resta...

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Una giornata densa di colori, suoni, movimenti ben conosciuti dagli aretini, che incantano i turisti che fanno venire la pelle d'oca a grandi e piccoli, fino al momento in cui il quartiere del cuore corre sfidando il Buratto con la lancia in resta.

E' il giorno tanto atteso e tanto preparato della Giostra del Saracino, si corre la 136esima edizione, quella dedicata a San Donato, patrono della città, che mette in palio la lancia d'oro realizzata dal maestro intagliatore Francesco Conti per celebrare i 50 anni della Fiera Antiquaria.

Il programma della giornata è ben scandito dai colpi di mortaio. Il primo alle 7:00 di mattina che sveglia la città e il contado. Poi alle 10:30 tocca ai Fanti del Comune ed ai Valletti che fanno parte dell'associazione Signa Aretii, ritirare l'ambito trofeo dal Duomo di Arezzo dove si trova dalla sera dell'estrazione delle carriere. Alle 11:00 in punto il secondo colpo di mortaio annuncia l'uscita dell'Araldo e l'inizio della lettura del Bando, la prima dalla finestra di Palazzo Cavallo. Al suono del campano della torre civica il corteo si muove nel centro della città con le fermate stabilite alla Basilica della Pieve, in piazza San Michele, all'incrocio di Corso Italia con via Roma e in piazza San Francesco.

La lancia poi prosegue verso la sede dell'associazione dove viene conservata tutto il giorno fino al momento in cui si compone il corteo che porta all'entrata in piazza.

Alle 19:00 arriva il terzo colpo di mortaio che annuncia la benedizione dei giostratori e degli armati dei quartieri, ognuno nella sua parrocchia di riferimento. Porta Crucifera a Santa Croce, Porta del Foro a San Domenico, Sant'Andrea a Sant'Agostino e Santo Spirito nella chiesa di Sant'Antonio a Saione.

Mezz'ora dopo e quindi alle 19:30 c'è il ritrovo di tutti i figuranti in piazza San Domenico; alle 20:00 il quarto colpo di mortaio dà inizio al corteo che porta al Duomo passando da via Sassoverde e via Ricasoli. Alle 20:15 è il Vescovo che benedice tutti sul sagrato del Duomo accompagnato dalla insegne trecentesche del vescovo Guido Tarlati. Alle 20:30 parte il corteo che dal Duomo percorre Corso Italia, via Roma, Guido Monaco e poi risale nella parte alta della città passando per San Francesco fino ad arrivare in Borgunto quando il quinto colpo di mortaio, esattamente alle 21:30, decreta l'ingresso in piazza, secondo l'ordine prestabilito, di tutti i figuranti, circa 400.

Prima di tutto l'ingresso degli Sbandieratori della Giostra e la loro esibizione che sarà dedicata in particolar modo al "Nonno", recentemente scomparso.

Poi l'ingresso del corteo storico, al suono di trombe e rullo di tamburi:

– Ingresso dei gonfaloni con gli emblemi della Città, del Comune, del Popolo di Arezzo e di quelli di parte Guelfa e Ghibellina;

– Ingresso degli armati dei Quartieri e degli otto giostratori;

– Ingresso dei cavalieri di Casata, rappresentanti l’antica nobiltà e loro schieramento sulla lizza;

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– Lettura della disfida di Buratto da parte dell’Araldo. Saluto degli Armati al grido di Arezzo.

– Esecuzione dell’Inno del Saracino da parte dei Musici.

A questo punto partiranno le carriere, la prima e la seconda serie che decreteranno il quartiere vincitore, oppure se saranno necessari degli spareggi, come spesso accade. Alla fine sarà il sindaco Alessandro Ghinelli a consegnare la lancia d'oro al rettore che risulterà vincitore, dal terrazzino che si trova nella facciata di fronte al pozzo in Piazza Grande. I quartieristi di quesi colori potranno così festeggiare, partirà la conta delle lance e si avvieranno felici in Cattedrale per il Te Deum di ringraziamento.

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