Venerdì, 30 Luglio 2021
Cultura

La Grande Guerra e il caso di Arezzo. Conferenza della Società Storica Aretina con Franco Cristelli

Secondo appuntamento, martedì 16 ottobre, del ciclo di conferenze “La Grande Guerra lontano dal fronte, il caso di Arezzo”, organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo, in occasione del primo centenario della...

Cesare Battisti

Secondo appuntamento, martedì 16 ottobre, del ciclo di conferenze "La Grande Guerra lontano dal fronte, il caso di Arezzo", organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo, in occasione del primo centenario della fine della Prima guerra mondiale. Alle ore 17,30, all'Auditorium Ducci di via Cesalpino, Franco Cristelli parlerà sul tema "Tra cultura e politica: aspetti dell'interventismo".

In tale contesto, la forte voce di Cesare Battisti a favore della discesa in campo dell'Italia e le cerimonie organizzate in suo ricordo dopo la sua cattura e condanna a morte rappresentano il momento culminante di questa propaganda. Gli interventisti presero il sopravvento sui neutralisti, messi progressivamente a tacere, malgrado le tante manifestazioni antimilitariste di cui furono protagonisti. Vengono illustrati, attraverso la voce del sindaco di Arezzo, i temi portanti che dovevano motivare e giustificare di fronte all'opinione pubblica la scelta italiana di schierarsi a fianco dell'Intesa, in nome degli ideali risorgimentali e della necessità di difendere gli interessi nazionali e poi della volontà di continuare la guerra dopo la rotta di Caporetto. Anche il mondo della cultura aretina svolse un ruolo importante per mantenere alto lo spirito patriottico, sia prima dell'intervento che negli anni del conflitto.

Franco Cristelli, già docente di storia e filosofia nei licei e dirigente scolastico fino al 2010, fa parte di varie associazioni tra cui la Società storica aretina, della quale fu uno dei soci fondatori, e l'Accademia Petrarca. Ha compiuto ricerche sulla storia socio-politica (con studi sul costo della vita ad Arezzo dal 1500 al 1737), sulla storia religiosa (studi sui vescovi Marcacci ed Agostino Albergotti e sulla Madonna del Conforto), su Arezzo in età medicea e lorenese, pubblicando anche documenti inediti. Si è occupato anche dell'insorgenza del Viva Maria e della massoneria toscana nel Settecento e durante il periodo napoleonico. Ha poi rivolto la sua attenzione alla storia aretina della prima metà del Novecento con pubblicazioni apparse in varie sedi.

Curato da Luca Berti, il ciclo di conferenze, che si protrarrà fino all'inizio del mese di dicembre, si occupa del grande sforzo logistico che accompagnò in tutta la Penisola la guerra combattuta fra il 1915 e il 1918 sulle alture del Friuli e del Veneto. La guerra finì con il coronare il processo di unificazione nazionale, ma dopo la "rotta di Caporetto" rischiò di mettere a repentaglio la tenuta del giovane Stato nazionale. L'approfondimento del "caso di Arezzo" si propone di mettere in luce le drammatiche vicende che precedettero, accompagnarono e seguirono il conflitto e le epocali ripercussioni che l'evento ebbe sulla comunità locale, sotto il profilo sociale e politico.

La conferenza successiva, "La mobilitazione della città di fronte alle conseguenze della guerra", è in programma il 30 ottobre e sarà tenuta da Giovanni Galli. Come di consueto, gli incontri in programma all'Auditorium Ducci sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.

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