Giovedì, 29 Luglio 2021
Cultura

La consegna della lancia che strozza le emozioni e separa i protagonisti delle vittorie. Qualcosa è da rivedere?

Confusione tanta, difficoltà a capire da che parte andare a festeggiare e poi i protagonisti che dovrebbero essere tutti insieme sono invece lontani uno dagli altri. Nell'ultima vittoria di Porta Sant'Andrea è apparso evidente. La consegna...

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Confusione tanta, difficoltà a capire da che parte andare a festeggiare e poi i protagonisti che dovrebbero essere tutti insieme sono invece lontani uno dagli altri.

Nell'ultima vittoria di Porta Sant'Andrea è apparso evidente. La consegna della lancia non è bella come prima. All'annuncio dell'Araldo mentre il sindaco era già al suo posto, il Rettore Maurizio Carboni ha dovuto raggiungere il palazzo che si trova dalla parte opposta alla sua postazione, tempi morti, mentre tutti andavano a festeggiare sotto le Logge dove si sono riversati i figuranti e i quartieristi che volevano abbracciare i loro beniamini e cercavano tra la folla Tommaso Marmorini e Enrico Vedovini. Il Capitano poi, altro artefice della vittoria? In mezzo alla folla tra gli abbracci, sotto il terrazzino ad attendere che lancia scendesse dalle scale strette scale per prenderla in consegna. E' stato lo stesso Carboni che prima di alzare la lancia ha richiamato la folla per raggiungerlo.

La consegna della lancia così come viene fatta perde di significato e di bellezza, perde emozioni per chi la riceve e per chi aspetta di legargli il fazzoletto intorno.

Non ci sembrano nemmeno condizioni di sicurezza queste, se vogliamo parlare nei termini che hanno portato al cambiamento della postazione. In realtà poteva andare benissimo in piazza in tribuna A, magari con qualche accorgimento, lì davvero l'avrebbero potuta abbracciare ed alzare al cielo rettore, capitano e giostratori, di fronte ai quartieristi in visibilio, in un punto della piazza più ampio e più facile da gestire.

Invece adesso appare una forzatura, un momento che strozza le emozioni e che separa i protagonisti della vittoria. Il terrazzino, veramente piccolo e troppo alto, potrebbe anzi creare qualche problema se mai una lancia sfuggisse di mano e la calca che si crea rischia di provocare cadute nel punto dove il riporto di terra della lizza ha il dislivello più alto, per non parlare dei momenti in cui i quartieristi e i figuranti si portano sotto mentre gli altri armigeri dei quartieri sconfitti serrano le fila e ripartono.

Ultima motivazione, ma per noi importante quella della qualità del lavoro che peggiora notevolmente, rendendo davvero difficile raccogliere le voci della piazza, così lontane l'una dalle altre.

Abbiamo chiesto un parere anche ai due rettori che il terrazzino lo hanno provato, Ezio Gori che ci è salito gaudente 4 volte di seguito a giugno, agosto, settembre 2016 e a giugno 2017, poi Maurizio Carboni, a settembre dello stesso anno e due giorni fa.

"Non mi ha fatto una grande impressione, soprattutto quest'anno - racconta Carboni - perché quando sono andato su mi sono ritrovato armati di Porta del Foro e di Porta Santo Spirito che si stavano preparando per uscire, mentre quasi tutti i figuranti e i quartieristi erano sotto le logge a festeggiare con i giostratori, ho dovuto richiamarli io sennò l'avrei ritirata senza nessuno, secondo me la soluzione migliore sarebbe la premiazione in tribuna A, magari in posizione più alta rispetto a prima per evitare che ci sia ressa eccessiva al momento della consegna."

"E' effettivamente meno coreografica e di impatto - spiega Ezio Gori - in un punto defilato della piazza, meno coinvolgente per il popolo, ma come rettore non mi dispiace, riesco a godermi quel momento da solo senza l'assalto caotico che c'era in tribuna con i tifosi da sopra. Nel terrazzino riesco ad arrivare con calma, prendo un respiro ed esco con tutto il popolo giallo blu sotto, per quei minuti nessuno me la strappa di mano, quando scendo le scale la consegno nelle mani del capitano."

Insomma due punti di vista differenti per una consegna della lancia che non sembra aver trovato la sua giusta dimensione. E se si pensasse alla finestra del Palazzo di Fraternita?

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