Ingressi San Francesco. De Robertis: “la preghiera non può avere un biglietto”

Torna di nuovo ad accendersi la polemica circa gli accessi all'interno della Basilica di San Francesco. Quella che per aretini e turisti è la maestosa casa all'interno della quale trovano riparo gli affreschi di Piero della Francesca, è di...

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Torna di nuovo ad accendersi la polemica circa gli accessi all'interno della Basilica di San Francesco.

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Quella che per aretini e turisti è la maestosa casa all'interno della quale trovano riparo gli affreschi di Piero della Francesca, è di nuovo al centro del dibattito cittadino a causa della gestione degli accessi.

Come noto, per poter entrare all'interno della basilica, visitatori e turisti devono pagare 8 euro di biglietto d'ingresso. Una scelta che in più di un'occasione ha sollevato polemiche e che ha posto l'accento sulla necessità di non far pagare coloro che vi si recano per momenti di preghiera e per le celebrazioni religiose. L'ultimo intervento è quello della vice presidente del consiglio regionale toscano, Lucia De Robertis. Aretina doc, la consigliera prendere la parola sull'argomento e sottolinea come: de-robertis-lucia1“La possibilità di culto, di meditazione o semplicemente di recarsi in chiesa per cercare un po’ di serenità è fortemente limitata o peggio è legata al pagamento di un ticket – afferma la vice Presidente del Consiglio Regionale, Lucia De Robertis. Fino al 2013, l’accesso alla basilica di San Francesco era gestito dalla Soprintendenza ed erano molti i fedeli che, dopo aver partecipato alle celebrazioni religiose, si soffermavano ad ammirare gli stupendi affreschi realizzati dal maestro biturgense. Oggi, invece, l’accesso alla chiesa è sotto il controllo di sorveglianti di una società privata che ha vinto l’appalto per il servizio di sbigliettamento e l’accesso è legato all’acquisto del ticket d’ingresso alla Cappella Bacci. Per i fedeli che intendono entrare per recitare una preghiera l’ingresso è libero solo durante la celebrazione delle Sante Messe o delle altre funzioni religiose, mentre, in orari diversi, chi dichiara di voler entrare in San Francesco solo per pregare si vede confinato in uno spazio laterale con pochi posti a sedere. E questo – sottolinea Lucia De Robertis - perché l’intera basilica viene considerata un museo anche se il biglietto prevede la possibilità di accesso alla Cappella Bacci e al ciclo della Vera Croce e non alla chiesa nel suo complesso. Un’illogicità evidente visto che sta creando non pochi problemi. Se si fosse scelto di considerare museo solo la cappella Bacci, i fedeli avrebbero avuto libero accesso alla basilica e, anche se da lontano, avrebbero potuto ammirare lo splendore degli affreschi realizzati da Piero della Francesca. Tutto questo senza fare alcuna distinzione fra aretini, che già conoscono gli affreschi e in quella chiesa sono abituati ad andare a pregare ed i turisti”. Ultimo rilievo, il costo del biglietto: 8 euro quello intero e 5 il ridotto, comprensivi dei 2 euro di prenotazione obbligatoria anche in caso di acquisto in loco dei tickets. “Davvero un po’ troppo - conclude la vice Presidente Lucia De Robertis. Questa regolamentazione degli accessi deve essere rapidamente rivista, magari riducendo il prezzo del biglietto e liberando chi vuol manifestare la propria fede dall’obbligo di pagare quello che, con qualche ragione, può essere considerato un altro odioso balzello”.

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