Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cultura

Il San Quirico Project vola in Scozia. Le scoperte archeologiche del Pratomagno in partenza per Glasgow

Dalle colline di Sant’Agata alla Scozia per raccontare una storia lunga secoli. Ci sarà anche il team dell’associazione culturale San Quirico alla Fiera internazionale dell’archeologia di Glasgow, il grande evento che chiama a raccolta esperti e...

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Dalle colline di Sant'Agata alla Scozia per raccontare una storia lunga secoli.

Ci sarà anche il team dell'associazione culturale San Quirico alla Fiera internazionale dell'archeologia di Glasgow, il grande evento che chiama a raccolta esperti e professionisti del settore.

I due archeologi aretini Francesca Fabbrini e Salvatore Bussu, rispettivamente presidente e segretario dell'associazione, sono dunque pronti a fare le valigie e trasferirsi per qualche tempo nel Regno Unito.

"Saremo gli unici italiani presenti - raccontano Francesca e Salvatore - Cercheremo di fare del nostro meglio per rappresentare il territorio aretino e soprattutto, quello di Castiglion Fibocchi".

Già Castiglion Fibocchi, perché i due sono da tempo impegnati in un progetto che li ha condotti a riportare alla luce i resti delle antiche Pievi di San Quirico in Alfiano sulle pendici del Pratomagno.

Tutto nasce nel 2013 quando il team ottiene i permessi necessari e parte con i primi interventi nell'area. Da allora lo scavo è andato avanti consentendo di recuperare preziosi reperti che contribuiscono a ricostruire la storia di questa zona antica. In breve tempo, la collina ha restituito alla luce non solo i resti della Pieve che venne utilizzata fino al 1424 ma, anche, quelli di una seconda Pieve risalente addirittura all'alto medioevo.

Una perla. Unica nel suo genere e che, insieme ai siti di Badia Santa Trinita, Rocca Ricciarda e Gropina, contribuisce a ricostruire il percorso storico della comunità e degli insediamenti che sino da età antica hanno popolato il Pratomagno e il Valdarno aretino.

"Il San Quirico Project - raccontando ancora Salvatore e Francesca - è stato reso possibile grazie al contributo del Comune e alla Pro Loco di Castiglion Fibocchi. Nel 2012 abbiamo presentato il progetto alla Soprintendenza dei beni archeologici toscana e abbiamo ricevuto il nulla osta. Così in breve tempo ci siamo messi al lavoro e abbiamo fatto partire lo scavo. Oggi, dopo due anni, siamo soddisfatti di quanto raccolto e di quanto studiato. L'area è una continua sorpresa. Il nostro intento è quello di riuscire a trasformare la Pieve di San Quirico in un vero e proprio parco archeologico dove la promozione del territorio si sposa con l'arricchimento culturale. Parte delle ragioni che ci portano a Glasgow - proseguono - sono proprio da rintracciare in questa volontà. Speriamo di riuscire a stringere dei rapporti che ci permettano di far volare ancora più in alto le nostre idee".

Quella di Glasgow sarà l'occasione per mostrare al grande pubblico anche i reperti ritrovati durante le campagne di scavo. san_quirico_archeologia2Tra questi c'è anche l'ormai famosa "Ruota" di San Quirico.

"Ancora oggi ci chiediamo cosa realmente sia - continuano Francesca e Salvatore - abbiamo passato giornate intere a spulciare ogni singola pubblicazione ma non abbiamo trovato niente di simile. Soltanto nell'altare della Pieve di Gropina a Loro Ciuffenna abbiamo visto un'incisione con un disegno simile a quello della "Ruota". Ma fatta eccezione per questo non ci sono altre informazioni. Le supposizioni che si possono fare sono tante. Potrebbe essere la prova di un rosone, una decorazione per una sepoltura, oppure il basamento di una fonte battesimale. Anche in questo caso ci auguriamo che il confronto con archeologi provenienti da tutto il mondo possa esserci di aiuto".

Dunque, da 2 al 5 settembre i due archeologi abbandoneranno la loro amata San Quirico e voleranno in Scozia per una tre giorni di incontri e di visite.

"Sarà interessante confrontarci con altre realtà - concludono - L'obiettivo principale che ci siamo posti è quello di stringere rapporti e far conoscere San Quirico. Al nostro rientro penseremo a mettere in piedi un sacco di nuovi progetti utili sia a reperire fondi per gli scavi che per la promozione del territorio. Abbiamo già in mente di attivare una campagna di crowfounding, laboratori per bambini, giornate di apertura del cantiere e tanto altro ancora".

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