Il Palazzo Vescovile apre il piano nobile: un percorso museale "Nel nome di Maria"

Gli affreschi di Teofilo Torri, le opere della prestigiosa quadreria vescovile e le meraviglie, fino ad oggi poco conosciute, di un edificio che torna ad aprirsi al grande pubblico. E’ su desiderio dell’arcivescovo di Arezzo Cortona Sansepolcro...

 

Gli affreschi di Teofilo Torri, le opere della prestigiosa quadreria vescovile e le meraviglie, fino ad oggi poco conosciute, di un edificio che torna ad aprirsi al grande pubblico.

E’ su desiderio dell’arcivescovo di Arezzo Cortona Sansepolcro, Riccardo Fontana, che il Palazzo Vescovile di piazza Duomo apre le porte del piano nobile ai visitatori. Un desiderio che trova realizzazione a pochi giorni dalle celebrazioni per la Madonna del Conforto e che si inserisce nel più ampio contesto del Giubileo straordinario della Misericordia. Proprio su queste due linee si snoda il percorso che ha spinto ancora di più la Diocesi a compiere questo importante passo che permetterà a tutti di fruire di spazi unici.

Grazie alla collaborazione con il Museo nazionale d’Arte Medievale e Moderna, a quella con la Casa Museo Ivan Bruschi e a quella col MUNACS ecco che è stata elaborata la rassegna “Nel nome di Maria”.

Attraverso l’acquisto di un unico biglietto infatti, sarà possibile accedere a tutti i luoghi di un itinerario sulla Mater Misericordie. Quattro esposizioni collocate all’interno del Palazzo Vescovile, al Museo di San Lorentino, dentro Casa Bruschi e nella sede del Museo Nazionale del Collezionismo Storico.

Da piazza Duomo a via San Lorentino – I luoghi della rassegna Oltre alle stanze del piano nobile del Palazzo Vescovile, con l’acquisto del biglietto unico, potrà essere visitato anche l’interno del Museo Diocesano.

Posto al primo piano del palazzo di piazza Duomo, il Mudas Museum offre suggestive testimonianze di arte e fede dell’antica diocesi aretina. Dai primitivi crocifissi lignei, ai codici miniati, affreschi di Spinello Aretino e di Bartolomeo della Gatta, dipinti in tavola e in tela (come l’Annunciazione di Andrea di Nerio e lo stendardo di Giorgio Vasari), sculture in terracotta policroma e legno, oltre a preziose testimonianze di arte orafa.

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Alla Casa Museo Ivan Bruschi invece è stata allestita una rassegna di manufatti che rappresentano la testimonianza della riconoscenza e delle aspettative della devozione umana al cospetto del Divino. Qui verrà custodita ed esposta la straordinaria opera restaurata e raffigurante la Natività di Maria del Sodoma. In aggiunta è stata allestita anche una mostra con una selezione di ex voto, rosari e oggetti devozionali.

Al Munacs invece vengono proposte due delle importanti collezioni italiane di oggetti di devozione popolare: medagliette devozionali, insegne pellegrine, medaglie giubilar, gettoni e medaglie ricordo di importanti luoghi di culto.

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Le origini del Palazzo Vescovile

L'edificio venne eretto nel 1256 per volontà dell'allora vescovo Guglielmino degli Ubertini che lo volle proprio dinnanzi alla prima cattedrale urbana di San Pietro maggiore. Nel 1276 in questo palazzo venne ospitato papa Gregorio X di ritorno dal secondo Concilio di Lione, il quale prima della morte avvenuta in città il 10 gennaio donò 30mila fiorini d'oro per la costruzione della nuova Cattedrale.

I successori di Guglielmino proseguirono nell'opera di trasformazione del Palazzo e a partire dal 1595 il vescovo Pietro Usimbardi ne promosse una radicale trasformazione per assimilare la sua dimora a quella dei palazzi signorili dell'epoca, affidando la decorazione a 'fresco' del piano nobile a Teofilo Torri.

Oggi il Palazzo mantiene in gran parte le connotazioni assunte con le trasformazioni operate tra Sei e Settecento. Nel piano nobile, alle sale affrescate, si susseguono, la Sala della Stufa e le Sale Rossa, Gialla e Verde caratterizzate oltre che dal colore della tappezzeria, dalla prestigiosa quadreria vescovile con opere databili tra il XVI e XIX secolo.

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