I profumi del Natale secondo la redazione. Gli auguri di Arezzo Notizie tra memoria olfattiva e ricordi

L'attesa è finita. Natale è arrivato. Tra tutte le festività quella del 25 dicembre, per un motivo o per un altro, ha un impatto così forte che riesce a toccare il cuore di grandi e piccini. La commistione di sacro e profano. Il clima freddo. La...

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L'attesa è finita. Natale è arrivato.

Tra tutte le festività quella del 25 dicembre, per un motivo o per un altro, ha un impatto così forte che riesce a toccare il cuore di grandi e piccini.

La commistione di sacro e profano. Il clima freddo. La convivialità. Le carole. La corsa ai regali. I litigi familiari attorno alla tavola imbandita. Alberi addobbati. Bambini urlanti. Il ritornello "Siamo tutti più buoni". I panettoni. E renne volanti in ogni dove.

Ingredienti irresistibili che fanno di questo giorno un momento che, nel bene o nel male, attendiamo tutti. E poi ci sono gli odori. Quei profumi che restano indelebili nella memoria olfattiva di ognuno di noi e che ci fanno dire: "Ci siamo, è davvero arrivato Natale". Partendo da questa considerazione la redazione di Arezzo Notizie ha voluto, in via del tutto eccezionale, condividere con i propri lettori uno scritto differente dal solito. Non un articolo ma delle pillole di ricordi. Lo scopo? Augurare a tutti voi un Natale meraviglioso carico di sorprese, risate, litigi sul posto a tavola, piccoli drammi domestici e una valanga di gioia.

Buon Natale.

Claudia Il girarrosto della nonna. Quello che lei prepara con amore e tecnica impagabile la sera prima. Lo stesso che poi viene amorevolmente messo a letto sotto ad un canovaccio di lino la sera della vigilia. Se c'è qualcosa che manda in orbita il mio olfatto il giorno di Natale è proprio questo. L'odore di quella meravigliosa pietanza che cuoce lenta poco distante dall'alare del caminetto.

Le narici si dilatano, la salivazione aumenta, le pupille si dilatano e la pancia inizia a fare le bizze.

Enrica Il rumore della carta dei pacchi aperti la sera della vigilia, il profumo del muschio del presepe al risveglio. Sono questi i miei particolari ricordi, legati al Natale. Ma quest'anno so già che ne tornerà un altro. Quando ero piccola c'era indelebile l'odore di pollo in galantina che si diffondeva all'ora del pranzo. Ebbene, dopo anni in cui l'ho rifiutato, tornerà nella nostra tavola.

Nadia Mandarini. Mandarini e pandoro. Ogni volta che sento questi profumi per me è Natale. I mandarini mi ricordano le sere intorno al focolare, quando mia nonna raccontava - e racconta tutt'ora ai bisnipoti - il suo Natale di bambina in una famiglia di braccianti mezzadri. La notte del 24 dicembre per lei e i suoi fratelli il regalo più ambito erano proprio i mandarini: quelli che il mio bisnonno gettava di nascosto dalla canna fumaria e loro attendevano seduti sul bordo del focolare. E poi il pandoro: perché l'eterna lotta contro canditi e uvette che inondano il Natale vince lui, maestoso e burroso.

Mattia Il Natale è il ritorno alla casa in cui sono cresciuto. Profuma come il vecchio cassettone della nonna: lo apro sempre quando sono lì, forse ho sviluppato una dipendenza. Sa di pellicole in bianco e nero e di erbe d'officina. Ma il Natale profuma anche della cassapanca accanto alla grande stufa di ghisa: dentro c'è un pezzetto di bosco, legna appena spaccata dal babbo. Il resto della macchia d'inverno è nel presepe: c'è l'odore pungente del muschio appena raccolto, quello più lieve di una fogliolina di quercia secca intrisa di terra umida, finita per caso tra i pastorelli. E poi c'è l'odore forte della tinca affumicata della mamma, fatta sott'olio, con aceto, alloro e chicchi di ginepro. Sempre uguale, sempre meravigliosa sul pane abbrustolito. Ci sono i dolcetti di nocciole appena sfornati, l'arrosto sfrigolante. C'è infine l'abbraccio di uno zio, con la sua immancabile acqua di colonia vintage.

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Matteo Per me il Natale è la tavola gigantesca apparecchiata e l’arrivo a scaglioni di parenti e amici nell’arco della giornata. Il menù? Basta sia, l’importante è essere tutti insieme.

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