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Giostra Saracino

Sant'Andrea, continuità e una iniezione di gioventù. Sullo sfondo l'incognita Vedovini

Carboni confermato rettore all'unanimità, il 29enne Gavagni nuovo capitano. Da definire il futuro del giostratore simbolo: il quartiere vorrebbe confermarlo, lui medita l'addio alla Giostra. Il piano B porta alla promozione di Montini

Avanti nel segno della continuità ma con una iniezione di gioventù. Il nuovo consiglio direttivo di Porta Sant'Andrea ha confermato all'unanimità Maurizio Carboni nel ruolo di rettore. Andrea Gavagni, 29 anni, è invece il nuovo capitano. 

Al veterano Gianni Sarrini è stata affidata la carica di rettore vicario e al consigliere Saverio Crestini quella di cancelliere; Erica Canocchi ricoprirà il ruolo di camerlengo, Claudio Guerri sarà il provveditore. Scelte anche le figure apicali dei collegi: presidente dei probiviri è stato eletto Luca Ceccherini mentre Alessandro Mangani presiederà il gruppo dei sindaci revisori dei conti.

Da dieci anni in carica, 8 lance d'oro conquistate, regista del salto di qualità biancoverde in piazza Grande, per Maurizio Carboni comincia quello che potrebbe essere l'ultimo triennio alla guida del quartiere. Già in passato era venuta a galla l'ipotesi di un cambio al vertice, ma poi il rettore aveva sempre vinto la stanchezza e proseguito il suo lavoro. Anche per questo, stavolta, ad affiancarlo ci sarà un uomo di grande esperienza come Gianni Sarrini, che avrà incarichi operativi oltre che di rappresentanza e che a Carboni è legato da un saldo rapporto di fiducia e stima reciproche. 

La novità ha le fattezze di Andrea Gavagni, il quale eredita lo scettro di capitano da Mauro Dionigi. Cresciuto nelle scuderie, nonostante la giovane età è considerato pronto per ricoprire un incarico così delicato e importante. Senza contare che per un quartiere come Sant'Andrea, secondo nell'abo d'oro insieme a Santo Spirito, a una sola lancia di distanza da Porta Crucifera, sulla lizza c'è sempre l'obbligo di vincere.

Andrea Gavagni orizzontale-2

La questione più urgente sul tavolo riguarda il futuro di Enrico Vedovini e non è questione da poco. Uomo simbolo, recordman di vittorie con 12 lance d'oro nel palmarès, protagonista in piazza dal 1997, con i suoi 46 anni è anche il giostratore più anziano. Prima dell'ultimo Saracino aveva confessato la tentazione di mollare e il desiderio di dedicarsi al ruolo di allenatore dei giovani. Dopo la Giostra, con il diciassettesimo 5 colpito e la prima lancia persa in carriera, a sconfitta ancora calda, si era preso un po' di tempo per rifletterci su, anche se la linea non era cambiata.  

Il contratto di Vedovini è scaduto il 31 dicembre, ma il quartiere è intenzionato a chiedergli di restare almeno un altro anno. Sarebbe la soluzione migliore per Sant'Andrea, che potrebbe contare sull'esperienza e il carisma del suo cavaliere top in questo periodo di transizione, e forse per Vedovini stesso, che avrebbe l'opportunità di tornare in piazza e magari vincere di nuovo, arrivando alla quota record di 13 successi come Martino Gianni.

Ma non è scontato che vada a finire così. Anzi. Per questo Carboni, Gavagni e il direttivo tengono caldo il piano B, quello senza Vedovini. Vorrebbe dire affiancare a Marmorini un giostratore giovane (Montini è il favorito) e dare il via a una nuova era. Come fece Santo Spirito nel 2011 quando lanciò la coppia Cicerchia-Scortecci. Come ha già fatto Sant'Andrea quando si trovò a voltare pagina dopo l'addio di Gianni prima e Cherici poi. Difficile ma non impossibile.

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