"Non c'è Arezzo nella lancia di Leonardo". L'opera firmata Paladino fa discutere

E' in palio nell'edizione 139 della Giostra del Saracino. E' dedicata a Leonardo da vinci e riporta nell'elsa due sculture laterali in bronzo di Mimmo Paladino, la realizzazione è sempre ad opera di Francesco Conti

Un dettaglio della Lancia d'Oro

Il direttore della Fondazione Guido d'Arezzo Barbetti lo ha detto subito alla presentazione: "questa è una lancia difficile da capire, lenta nello scoprire i suoi significati". Ma è davvero così? La Lancia d'Oro dedicata ai 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, realizzata dal maestro Francesco Conti fondendo il legno di tiglio con le due sculture in bronzo di Mimmo Paladino, ha lasciato perplessi in molti. 

La Lancia d'Oro di Paladino dedicata a Leonardo da Vinci - IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE

Può piacere o no, magari è più spoglia e meno colorata delle altre, soprattutto se paragonata a quella di giugno con la riproduzione di facciate di vetro dipinde a mano ad opera dell'artista aretina Olimpia Bruni.

La Lancia d'Oro vinta a giugno dedicata a Pietro Benvenuti

Conti l'ha descritta come quella più difficile: "Ne ho prodotte tante, ma questa è sicuramente una delle più complesse da realizzare, per conto mio ho cercato di rendere la presenza di Leonardo Da Vinci con le linee geometriche nella parte in legno della lancia e della sua elsa, poi ho applicato lateralmente le due sculture di bronzo di Mimmo Paladino, nella parte frontale ho realizzato il basso rilievo del volto di Leonardo, alla fine credo di essere soddisfatto."

Un compito difficile e con i paletti di dover rendere il tutto armonioso. Tra l'altro con il volto di Leonardo che non ha messo tutti d'accordo, qualcuno non lo avrebbe nemmeno inserito.

Quando le foto e i servizi hanno cominciato a circolare in rete sono arrivati i primi mugugni, non tanto sulla bellezza o meno, questione molto più soggettiva, ma sulla rappresentatività di Leonardo e delle sue tracce in terra d'Arezzo. Sulla politica in Giostra e la mancanza di celebrazioni del cinquecentenario si è espresso il consigliere comunale del Pd Donato Caporali:

Ad Arezzo la politica fino a 4 anni fa rimaneva fuori dalla Giostra del Saracino. Poi le cose, a causa di questa giunta, sono cambiate. Io però ho continuato a rimanere fedele al "vecchio stile". Ora però rompo il silenzio, il Comune di Arezzo, non ha aderito alle celebrazioni del 500°anniversario della morte del grande genio di Leonardo da Vinci, il 2019, infatti, è stato in tutta Italia ed Europa l'anno Leonardesco. Voglio ricordare che molti degli sfondi dei quadri del genio riprendono paesaggi dell'agroaretino, in particolare "La Gioconda" e "La Madonna dei Fusi" in cui viene raffigurato Ponte Buriano. Tardivamente, molto tardivamente, a seguito di molte sollecitazioni e critiche, al grande genio vinciano, con quella che è sempre sembrata una toppa, è (ma forse a questo punto meglio dire era) stata dedicata dal Comune di Arezzo la Giostra del Saracino di Settembre 2019. Tutti si sarebbero aspettati, quindi, che la lancia d'oro di questa edizione riportasse collegamenti con il grande artista e magari le sue opere in cui sono state raffigurati i paesaggi del nostro territorio. Nulla di tutto questo, per il capriccio di qualcuno la lancia riporta opere di Paladino, che non essendo esperto in materia artistica non mi permetto di criticare, ma che indubbiamente nulla c'entra ne con l'anno Leonardesco ne con Leonardo da Vinci. Poteva essere l'occasione per porre rimedio ad un occasione mancata, ma la toppa si è rivelata peggiore del buco. Faccio sommessamente notare, infine, che la CNN sarà proprio a Ponte Buriano nel fine settimana, quindi occasione doppiamente persa, per poter collegare la Giostra con i paesaggi leonardeschi e far conoscere Arezzo e il suo territorio nel mondo, con una Tv di importanza planetaria.

Barbetti dal canto suo ha esaltato il fatto di essere riusciti a far realizzare una lancia d'oro con la firma dell'artista Paladino, proprio mentre la sua mostra è in corso ad Arezzo e ne ha sottolineato un aspetto anche economico, sulla falsa riga di quanto avviene a Siena.

"Nel momento in cui nei musei di contrada - ha detto Barbetti - arrivano certi oggetti, questi diventano fonte di patrimonilizzazione, nel momento in cui si va a richiedere un prestito si può mettere a petto del prestito che chiedi la patrimoniliazzazione di oggetti d'arte che hanno senz'altro una loro entità economica che può essere valutata al momento, credo che questo sia il valore aggiunto che questa lancia possiede."

Che piaccia o no, questo sarebbe, quindi un motivo in più per conquistarla da parte dei rettori dei quattro quartieri che, sempre in fase di presentazione, l'hanno osservata, mai toccata per scaramanzia, ma ognugno con le proprie motivazioni la vorrebbe conquistare e posizionare nella rispettiva rastrelliera.

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