Giostra annullata, il sindaco: "Ho fatto il possibile ma i quartieri hanno deciso di non correre"

È il primo cittadino di Arezzo ad esprimere la propria amarezza per l'annullamento della 141esima edizione del Saracino. "Io per primo e l’amministrazione comunale tutta abbiamo fatto la nostra parte"

"Peccato che i quartieri abbiano detto no, personalmente, così come il resto dell'amministrazione, ho fatto tutto il possibile". Il sindaco Alessandro Ghinelli non cela affatto l'amarezza per l'annullamento della 141esima edizione della Giostra del Saracino. La decisione di non disputare il torneamento tanto caro agli aretini è arrivata al termine del tavolo tecnico riunitosi in prefettura questa mattina. Alla presenza del prefetto Anna Palombi, il primo cittadino, il vicesindaco e assessore alla Giostra Gianfrancesco Gamurrini e i rettori dei quattro quartieri si sono confrontati sulla possibilità scendere in lizza contro il Re delle Indie.

A detta dei rappresentanti dei quartieri non vi sarebbero state le condizioni minime per garantire il corretto svolgimento di quella che loro stessi hanno definito "non una mera competezione agonistica ma la festa di una città intera". Le limitazioni sul numero degli spettatori, l'assenza del corteo storico prima dell'ingresso in piazza Grande e poi il distanziamento imposto ai figuranti, sarebbero stati giudicati aspetti insormontabili. Un punto di vista che non è stato condiviso dal sindaco Ghinelli il quale, attraverso una nota stampa, esprime tutta la propria amarezza.

“C’è rammarico per la decisione di non consentire lo svolgimento della Giostra di settembre - sottolinea - L’appuntamento per eccellenza per la città, da un punto di vista storico, ma che quest’anno assumeva una veste ulteriore. Si sarebbe infatti trattato di un segnale anche psicologico, una sorta di rivincita della normalità sui difficili mesi appena trascorsi all’insegna del pericolo contagio".

Ed è poi sulle direttive organizzative che torna ad insistere Ghinelli sostenendo che "l’amministrazione comunale non ha lasciato nulla al caso, elaborando un piano puntuale a 360 gradi. Partiamo dalla tribune: sarebbero stati eliminati i posti in piedi e ridotti nel numero i posti delle tribune A, B e C secondo quella che potremmo definire ‘modalità teatro’. Avevamo preventivato 1.100 spettatori seduti circa, certo non quello che si definisce il pubblico delle grandi occasioni ma comunque un buon riscontro. Senza i posti in piedi, avremmo permesso ai figuranti dei 4 quartieri in piazza Grande di disporre di spazio maggiore ai fini del corretto distanziamento. E poi i test sierologici per gli stessi figuranti prima del loro ingresso, misura sulla quale avevo già ottenuto il supporto operativo della direzione generale della Asl. È vero, altre città avevano già preso la decisione di annullare le loro manifestazioni, ma proprio nella consapevolezza che un’eventualità simile potesse verificarsi ad Arezzo, non abbiamo sottovalutato alcun rischio".

Insomma un piano operativo che, secondo il primo cittadino, avrebbe rappresentato il giusto compromesso tra direttive anti Covid e tradizione. "Io per primo e l’amministrazione comunale tutta abbiamo fatto la nostra parte - sostiene - Anche al tavolo in prefettura, riunione preceduta peraltro da un incontro informale tra l’assessore alla Giostra e i quattro rettori negli uffici della manutenzione. In prefettura ho manifestato la disponibilità a modificare la nostra impostazione per venire ulteriormente incontro alle esigenze sanitarie e di sicurezza. In particolare ho convenuto con il prefetto che era impossibile contenere la folla durante il corteo, pensando che poteva invece essere trovata una soluzione positiva per il Saracino in piazza. Invece non è stato così e alla fine di questa vicenda resta soltanto da dire: peccato. Peccato in particolare per chi ha preso una posizione a favore del no, ovvero i quartieri. Chissà se alla suddetta riunione in manutenzione avevano manifestato una simile fermezza”.

L'annucio sui social

A seguito del tavolo per la sicurezza che si è tenuto questa mattina, martedì 14 luglio, in Prefettura, alla presenza del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, del vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini e dei rettori dei quattro quartieri oltre al Prefetto e ai rappresentanti delle forze dell'ordine, è stato deciso l'annullamento, dopo l'edizione del 20 giugno scorso, anche della prossima edizione del 6 settembre.

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Dalla Prefettura

Con riferimento alla Giostra del Saracino di Arezzo ed al Palio dei Rioni di Castiglion Fiorentino, a seguito di approfondita discussione a cui hanno preso parte anche i rappresentati dei quartieri e dei rioni delle due città, è stata concordemente condivisa la decisione che per tali eventi, secondo la loro tradizionale modalità di svolgimento, non ricorrono le condizioni idonee a garantire il doveroso rispetto delle distanze di sicurezza interpersonali ed il divieto di assembramenti, salvaguardando le prioritarie esigenze di sicurezza pubblica e di tutela della salute pubblica. È stato infatti rilevato che le predette manifestazioni vengono a perdere tutta la loro valenza di tradizione e legame popolare, ove attuate limitatamente al solo aspetto agonistico della competizione, con l’eliminazione della partecipazione dei figuranti e delle componenti storiche oltre che con una ridottissima presenza di pubblico

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