Giostra Saracino Centro Storico / Piazza di San Giusto

Martino Gianni di nuovo in biancoverde: "È un ritorno alle origini e non vedo l'ora di incontrare i giostratori"

L'intervista al nuovo responsabile dell'area tecnica di Porta Sant'Andrea: "Per farmi dire sì hanno puntato sulla nostalgia. Metteremo un freno a Santo Spirito"

“Venti anni di lontananza, ma il mio cuore è sempre stato bianco verde. Non l’ho mai nascosto”. Martino Gianni commenta così il suo ritorno, nelle vesti di responsabile dell'area tecnica, ha Porta Sant’Andrea. L’incarico è stato ufficializzato quest’oggi dal quartiere e il popolo biancoverde ha gioito, sull’onda della nostalgia. Perché di Re della piazza per i supporter di Sant’Andrea c’è solo lui, che ha vinto 13 lance ed è a oggi il giostratore più vittorioso del quartiere. 
Come vive questo momento?
“È un ritorno alle origini - dice mostrando tutto l'entusiasmo che deriva da questa nuova avventura -, non ho mai nascosto di essere di cuore bianco verde: sono nato nel quartiere e ho vissuto grandi emozioni con la casacca bianco verde. Adesso vediamo in questa nuova veste cosa riuscirò a fare”.
Cosa si aspetta di trovare a Sant’Andrea?
“Chi ha lavorato in questi anni ha fatto un ottimo lavoro. I giostratori hanno grandi qualità, dalla loro hanno l’età e una grande di forza di volontà. Dietro tutto questo c’è un quartiere solido. Quindi adesso mi aspetto di curare al meglio degli aspetti specifici, dettagli direbbe qualcuno, che possono rendere i cavalieri ancora più competitivi”. 
Cosa l’ha convinto a tornare a Sant’Andrea?
“Da un lato la nostalgia: da tempo mi corteggiavano, ma ho sempre detto di no perché ritenevo di avere troppi impegni. Poi hanno puntato tutto sulle emozioni che avevo vissuto nei miei anni da giostratore: me le hanno fatte rivivere, hanno puntato sull’emotività. Dall’altro lato invece lo sguardo verso il futuro: mi hanno fatto capire che i ragazzi avrebbero voluto conoscermi, che i giovani del quartiere mi avrebbero voluto più vicino. E così mi hanno convinto”. 
L’aspetta adesso una sfida stimolante: quella di arginare la coppia di giostratori di Porta Santo Spirito.
“Si, sono fortissimi. Oltre alla bravura tecnica, Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci hanno due caratteri molto determinati. Un mix di caratteristiche esplosivo, del quale sono perfettamente consapevoli. Sanno cioè che anche se in piazza danno solo il 90 per cento, hanno comunque buone possibilità di vittoria. Ma a Sant’Andrea ci sono giovani davvero in gamba, con grandi qualità, quindi sarà una bella sfida”. 
Ha già parlato con Tommaso Marmorini e Saverio Montini?
“No, non li ho ancora incontrati, ma non vedo l’ora di farlo. Quando io ero un giostratore Tommaso aveva solo 10 anni e Saverio non era nato. Sarà bello conoscersi meglio e confrontarsi”. 
Qual è la prima cosa che farà quando inizierà a lavorare con loro?
“Prima di entrare nel vivo degli allenamenti vorrei testare i binomi giostratore-cavallo. A volte non basta l’affetto che si nutre per il proprio cavallo: può succedere che un esemplare dia il meglio con un cavaliere diverso. Inoltre, in una manifestazione di piazza come la Giostra, nella quel le fonti di distrazione o di tensione possono essere moltissime, il feeling tra cavaliere e cavallo è fondamentale”.
Ci saranno sorprese nella prossima giostra?
“Non lo so, ma spero davvero in un’edizione sorprendente”. 

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