Venerdì, 24 Settembre 2021
Giostra Saracino

Il sindaco: "Ultima decisione sulla Giostra a ridosso del 5 settembre in base all'andamento dei contagi"

Il tema è stato affrontato in corso di consiglio comunale. Il primo cittadino ha risposto a una interrogazione del consigliere di maggioranza Vittorio Giorgetti che chiedeva di agevolare la presenza di aretini in piazza Grande

Due tappe, quella del 29 luglio e poi un'altra a ridosso della Giostra del 5 settembre sono quelle a cui è legata la prossima edizione del Saracino, la prima in tempo di Covid. Lo ha ribadito in consiglio comunale il sindaco Ghinelli rispondendo a una interrogazione del consigliere Vittorio Giorgetti che ha chiesto chiarimenti: “I quartieri sono in sofferenza, da un anno e mezzo registrano la perdita consistente di entrate. Arezzo non molla e riparte 2.0 ha dimostrato la sensibilità dell’amministrazione verso il mondo giostresco. Per confermarla, chiedo se sia possibile ridurre la presenza di ospiti istituzionali e assegnare i relativi posti nelle tribune ai quartieri stessi”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il 29 luglio tireremo in prefettura le prime somme su vari aspetti, come ad esempio le metodologie di vaccinazione dei figuranti. Più avanti, sarà evidentemente necessario un ulteriore check-up. Come noto, il governo ha prorogato lo stato di emergenza e se i provvedimenti attuali consentono di correre Giostra, da qui a fine agosto vedremo come si è evoluta la situazione sanitaria. Alcuni punti fermi li abbiamo comunque già messi: solo le tribune A, B e C potranno ospitare il pubblico e non ci saranno posti in piedi. Il numero complessivo di spettatori è ancora aleatorio, non posso dare adesso cifre esatte se non che le tre tribune saranno intorno al 50% della loro piena capacità. Ridurremo gli inviti istituzionali e senza ccompagnatore e lasceremo posti disponibili all’acquisto”.

Le altre interrogazioni 

Altre interrogazioni sono state presentate nella prima parte del consiglio comunale. Sull'Hospice, sul caso del giovane aggredito per la sua identità di genere, sulla sicurezza stradale.

Michele Menchetti ha chiesto chiarimenti sulla futura collocazione dell’hospice, oggetto da mesi di dibattito e riunioni. “Il Movimento 5 Stelle pensa che la struttura debba essere collocata al Pionta e in merito abbiamo individuato una precisa palazzina già esistente, in precarie condizioni e dunque con potenzialità di recupero. Sembrava quella la soluzione ma a seguire ne sono subentrate di nuove, finché non è emerso un quadro poco chiaro. Pare che per l’hospice verrà creato un nuovo immobile al Pionta e di questo ce ne rammarichiamo”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il fatto che per il nuovo hospice la Asl sia passata, su nostra spinta, da 36 mesi, proposta oggettivamente irricevibile a prevederne 24, induce a fare due tipi di considerazioni: la prima è che l’azienda è partita con le idee poco chiare, la seconda che ha dimostrato una certa superficialità nell’approccio al problema, considerando il fatto che della problematica dell’hospice si è fatta carico l’intera politica cittadina senza distinzioni di sorta. La soluzione adesso prospettata, con tempi parzialmente ridotti, si profila mentre stiamo registrando qualche primo segnale di cambiamento nelle politiche regionali in materia di sanità: il ritorno dell’autonomia per la zona socio-sanitaria aretina rispetto a Valtiberina e Casentino, le dichiarazioni di Eugenio Giani sulle aslone per le quali si sta cominciando a prendere atto della loro scarsa funzionalità. Vedremo poi, a breve, su chi ricadrà la scelta di nuovo direttore generale della Asl sud est”.

Ancora Michele Menchetti sulla sicurezza stradale, l’installazione di dissuasori e la realizzazione di marciapiedi nella frazione Le Capannine: “nel centro abitato i veicoli sfrecciano, l’illuminazione pubblica è veramente scarsa, è emersa con gli anni una vera e propria fogna a cielo aperto. A oggi, dopo le prime interrogazioni del Movimento 5 Stelle che risalgono addirittura al 2015, tutti questi problemi sono rimasti irrisolti. È il momento di intervenire con modi e tempi certi, anche grazie a tutor misuratori di velocità”.

Valentina Sileno: “i cittadini di via Papini, via Monti e via Berchet chiedono sostegno e ascolto a seguito dei numerosi furti nelle abitazioni della zona. Verrà posta la questione al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”? Il sindaco Alessandro Ghinelli ha confermato che sarà sua cura portarla dinanzi al primo comitato convocato per discutere di questioni ordinarie.

Donato Caporali ha ricordato come “negli strumenti urbanistici attuali non si fa riferimento al triangolo delle cave: quale progetto ha l’amministrazione per favorire il recupero, la riqualificazione e la riconversione ecologica di quest’area degradata anche ricorrendo a risorse derivanti dai bandi di varia natura”?

Donato Caporali ha chiesto se è intenzione della Giunta tornare a fare parte della rete Re.a.dy anche alla luce di fenomeni di violenza, fisica e verbale, e di bullismo legati all’orientamento sessuale delle persone che anche in città si stanno verificando. “Questa amministrazione comunale è uscita dalla rete e la solidarietà non basta. Servono azioni per il ripristino della convivenza civile e per combattere le radici di odio e intolleranza”. Caporali ha chiesto inoltre chiarimenti sul destino della consulta sulle pari opportunità.

“È la terza interrogazione – ha sottolineato l’assessore Giovanna Carlettini – che mi viene fatta su questo argomento, la prima era stata del Movimento 5 Stelle lo scorso anno, la seconda del Pd il 26 maggio. Ho dato le mie risposte rispetto alle quali nulla è cambiato. Nessuna adesione a Re.a.dy, ci sono già le leggi della Repubblica per condannare e perseguire certi gesti, discriminazioni e violenze, rispetto alle quali questa amministrazione si atterrà sempre. La consulta sulle pari opportunità: tra chi vi partecipa di diritto e le 25 adesioni arriverà a contare oltre 40 componenti. In questo momento sarebbe possibile convocarla solo a distanza ma mi piacerebbe invece riunirla in presenza. A settembre vedremo se sarà possibile, altrimenti ricorreremo alla metodologia online. In quella sede chiunque potrà parlare, avanzare proposte e noi ascolteremo tutti”.

Giovanni Donati ha chiesto chiarimenti sul bando relativo alla quota di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare a edifici di culto e centri civici e sociali. “Quali interventi sono stati realizzati dal Comune con i circa 90.000 euro accumulati negli scorsi anni visto che per il 2019 e 2020 il bando non c’era stato? Chiedo inoltre una commissione consiliare per la modifica del regolamento e disciplinare così i criteri con i quali distribuire tali contributi”.

Giovanni Donati ha chiesto perché non sia stato ancora convocato il tavolo di lavoro con le associazioni per lo studio e l’emissione di ordinanze su aree incolte e abbandonate limitrofe alla città. “Tali fondi possono alimentare incendi e diventare rifugio di animali selvatici che causano, come noto, incidenti automobilistici”.

La prima interrogazione in realtà è stata presentata dal consigliere comunale Francesco Romizi che ha parlato della Casa Pia: “In tempo di pandemia da Covid sono state contagiate 75 persone tra ospiti e personale e sono morte 18 persone. I familiari degli ospiti ci raccontano di servizi sempre più scadenti, a marzo 2020 presso la struttura lavoravano 11 infermieri mentre attualmente sono 3, è sospeso il servizio infermieristico notturno, è dimezzata la presenza di operatori socio-sanitari. Chiediamo che venga convocata dalla giunta una riunione urgente tra la presidente della Asp, il cda, i rappresentanti dei familiari e i consiglieri comunali”. All’interrogazione, firmata anche dal Pd, il vicesindaco Lucia Tanti ha risposto confermando sia l’attenzione dell’amministrazione comunale nei confronti della casa di riposo sia la sua intenzione di convocare la riunione in oggetto. L'audizione si terrà il 2 agosto alla presenza della presidente Debora Testi e del Cda dell'Asp Fossombroni che attraverso una relazione dettagliata faranno il quadro reale della situazione all'interno della casa di riposo anche per rimettere in ordine i numeri di questa vicenda che non sembrano essere stati presentati nella maniera corretta.

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