Martedì, 21 Settembre 2021
Giostra Saracino

7 agosto 1931: Porta Burgi vince la prima edizione del Saracino. Così, dopo secoli, Arezzo tornò a veder correr Giostra

I giostratori Giovan Battista Casucci e Duilio Gabrielli quello stesso giorno scrissero inconsapevolmente il loro nome nella storia della manifestazione che ancora oggi accende i cuori degli aretini. Con i colori rosso verde, poi passati a Crucifera, sono stati primi cavalieri ad essere acclamati come eroi dal proprio quartiere

Un'immagine della prima edizione della Giostra del Saracino, 7 agosto 1931 (ph. Facebook Giostra del Saracino)

In 20 giorni venne messo a punto il piano. Al maestro del ferro battuto e al falegname venne chiesto di realizzare il Buratto, allo scenografo Luigi Sapelli fu affidato l’incarico di creare i costumi e ai 5 rioni della città vennero assegnati i colori con i quali avrebbero sfidato il Re delle Indie. Era il 7 agosto 1931 e Arezzo, dopo secoli, vide di nuovo correr Giostra. Sono passati 90 anni dalla prima edizione della Giostra del Saracino dell’epoca moderna. Quasi un secolo di storia fatto di grandi sfide, “polvaroni”, lance spezzate, cavalieri disarcionati, discussioni accese, misurazioni e tempeste improvvise. Un repertorio infinito di avvenimenti, storie, volti al quale da quest’anno si aggiungerà pure il protocollo anti Covid che per la prima volta (e si spera anche ultima) verrà applicato alla manifestazione.

Ma torniamo a quel caldo agosto 1931. A governare Arezzo era il podestà Pier Ludovico Occhini al quale la manifestazione deve la sua ambientazione in piazza Grande. Fu lui infatti che indicò il cuore del centro storico come sede naturale del torneamento. Il ritorno della rievocazione storica invece, secondo quanto narrato dalla tradizione nel più classico dei mix tra verità e leggenda, viene attribuito ad un fortuito ritrovamento fatto da Alfredo Bennati nel 1930 nella biblioteca civica. Costui, forse alla ricerca della ricetta di un dolce, incappò in documenti medievali che descrivevano lo svolgersi di una giostra fra i cavalieri delle nobili casate d’Arezzo e del contado. Una visione romantica anche se, di fatto non si sa se la prima edizione della Giostra contemporanea fosse un semplice rimpiazzo alle corse di cavalli che si disputavano a Campo di Marte. Ma tant’è. L’Opera Nazionale Dopolavoro, nell’ambito dei festeggiamenti del patrono San Donato, dopo giorni di incontri e discussioni venne indicata quale ente promotore della manifestazione che, come detto, venne disputata in piazza Grande.

Cinque i rioni ammessi al torneamento: Porta Burgi (colori verde, rosso e oro), Porta Fori (cremisi e oro), Porta Crocifera (bianco e verde), Porta Santo Spirito (azzurro e oro) e Saione (verde, bianco e rosso). Così come ricostruito nel certosino lavoro di Saverio Crestini, "Arezzo 1931 - La Rinascita del Saracino": “i cinque rioni misero in campo una rappresentanza di tredici figuranti ciascuno: un capitano, un vessillifero, un tamburino, otto fanti e due giostratori: queste formazioni nel pomeriggio del 7 agosto si vestirono presso i locali delle Logge del Grano e alle ore 15 si diressero alle chiese dei loro rioni per la benedizione dei cavalli e dei vessilli. Tutti si ritrovarono in duomo per la benedizione generale del parroco Pietro Severi, insieme a tutte le autorità della Giostra”. Dopo la benedizione il corteo si riversò lungo le strade e piazze del centro storico per poi, alle 17,30 fare il suo ingresso in piazza Grande. “La Giostra - continua ancora Crestini nel suo ultimo lavoro storico-letterario - venne corsa agli ordini del capitano generale Umberto Biondi, coadiuvato da Cesare Bruschi, seguendo l’antico regolamento del 6 dicembre 1677, “I capitoli della Giostra di Buratto”, stampato integralmente nella Cronaca di Arezzo del 4 agosto 1931", capo dei Fanti del Comune fu Raffaello Chiericoni, sraldi Elio Gilardetti e Maurizi, mentre la carica di cancelliere fu ricoperta da Agostino Marcucci”.

Tra gli aspetti inusuali di quella edizione, oltre alle presenza di 5 contendenti, viene ricordata la sistemazione della lizza che si estendeva lungo via di Seteria (all’epoca via Cesare Battisti). Una disposizione mai più utilizzata ben presto rimpiazzata da quella attuale. Nell'occasione della prima Giostra, i quartieri schierarono "due giostratori che corsero due carriere contro il Saracino - si legge ancora nelle pagine di Crestini - queste non furono certo entusiasmanti poiché l’impresa di colpire il Buratto si dimostrò più difficile del previsto: su venti tiri complessivi non ce ne fu uno che ottenne un punteggio superiore al tre. Da questa lunghissima tornata uscì vincitore Porta Burgi, totalizzando nove punti in quattro carriere, due regolari e due di spareggio”. I premi assegnati dal podestà furono: una bandiera amaranto ornata dal cavallo rampante nero, una targa in bronzo e una medaglia d’oro offerta. I giostratori Giovan Battista Casucci e Duilio Gabrielli quello stesso giorno scrissero inconsapevolmente il loro nome nella storia della manifestazione che ancora oggi accende i cuori degli aretini. Con i colori rosso verde, poi passati a Crucifera, sono stati primi cavalieri ad essere acclamati come eroi dal proprio quartiere.

Un'organizzazione approssimata ma non per questo meno esaltate e che, già dall'anno successivo a quel goffo debutto, venne rivista e perfezionata. I quartieri passarono da cinque a 4 e al posto di Saione, confluito in Santo Spirito, e Porta Burgi, inglobata per buona parte in Crucifera, sorse Porta Sant'Andrea. Per quanto concerne i costumi invece, vennero ultimati nel 1934 e per le prime edizioni il vestiario venne preso a nolo dalla sartoria teatrale Cerratelli di Firenze che li preparò sulla base di stampe d’epoca. Dal 1941 al 1947 la manifestazione non venne disputata poiché l'Italia venne travolta dal flagello della seconda mondiale e, dopo la liberazione, Arezzo aveva bisogno di curare le profonde ferite lasciate per tornare a momenti di spensieratezza e festa. Nel 1948 piazza Grande accole di nuovo la competizione. Da allora e fino al 2019 non c'è stato anno in cui i quattro quartieri non si siano affrontati per conquistare la lancia d'oro. Una routine interrotta nel 2020 dall'emergenza sanitaria Covid che ha bloccato i grandi eventi in presenza. Quest'anno invece, per il momento, la Giostra si disputerà il 5 settembre. Un'unica edizione con radicali cambiamenti e con un pubblico più che dimezzato.   

L'albo d'oro della Giostra del Saracino: una storia di successi e delusioni

Albo d'oro della Prova Generale della Giostra

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

7 agosto 1931: Porta Burgi vince la prima edizione del Saracino. Così, dopo secoli, Arezzo tornò a veder correr Giostra

ArezzoNotizie è in caricamento