Giovedì, 17 Giugno 2021
Cultura

Festa al Sasso di Simone tra rimembranze di culti pagani, abbazie benedettine e restauri

Nel cuore della  riserva  naturale del Sasso di Simone,  la seconda domenica di agosto  si è rinnovata la  tradizionale "Festa  al Sasso". Un tuffo nella natura in queste  giornate torride  che non hanno risparmiato nemmeno le vette boscose. A...

SESTINO-13-640x360

Nel cuore della riserva naturale del Sasso di Simone, la seconda domenica di agosto si è rinnovata la tradizionale "Festa al Sasso". Un tuffo nella natura in queste giornate torride che non hanno risparmiato nemmeno le vette boscose. A celebrare la messa ai piedi della croce centenaria, il nuovo parroco di S.Pancrazio di Sestino, don Leonardo. Tanta gente accorsa, come sempre, da molte località e un servizio di trasferimento " a navetta", organizzato dalla associazione "Amo Sestino", che ha provveduto anche a fornire pasti nella restaurata area di sosta. Molti gli appassionati della natura e degli "innamorati" del Sasso di Simone che hanno trascorso nottate in tenda. Questo appuntamento tra tradizioni religiose e bellezze naturali- luogo di culto del dio Semo Sanco poi abbazia benedettina - ha acquistato, attualmente, un significato particolare, sull'impulso delle enciclica "Laudato Sì".

L'occasione è stata propizia per incontri tra amministratori di Sestino e rappresentanti di realtà marchigiane e il presidente del Parco interregionale del Sasso di Simone, Simoncello e Carpegna, ing. Guido. Salucci. Un' area unica, quale quella del Sasso di Simone - viene rilevato - non può essere divisa da confini regionali e gestita con politiche di diversa impostazione e competenza, in modo particolare soffre la parte toscana - che ha al centro l'attrattiva principale, appunto il Sasso di Simone - la quale deve confrontarsi con un parco interregionale, che ricade nelle Marche e nell'Emilia Romagna.

L' appuntamento ha comunque potuto mostrare importanti lavori messi in atto dalla provincia di Arezzo: il restauro e consolidamento della medievale massicciata di accesso alla pianura sommitale fino all'area delle rovine della città/fortezza di Cosimo I e la lunga strada di servizio, diventata indispensabile soprattutto dopo i movimenti franosi che hanno messo in crisi altri, storici percorsi. Al termine dei lavori verrà realizzata una giornata di studi e di informazione - ha anticipato il sindaco di Sestino Marco Renzi, presente con molti amministratori - al fine di illustrare l'impegno economico affrontato dalla Provincia di Arezzo con l'assessore Perferi .

Purtroppo continua il disappunto per i mancati interventi di tutela e di bonifica della pianura sommitale. Una folta vegetazione infestante ha coperto l'intero spazio del Simone, mettendo in crisi la biodiversità dell'area e la possibilità di percorsi panoramici lungo il perimetro esterno e nel cuore della pianura. Da oltre una decennio si parla di questo problema, che è uno degli elementi fondamentali dell'area, frequentata dai naturalisti fin dal Settecento e ora dichiarata SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Differenti visioni dei competenti e burocrazia, da oltre un decennio, non trovano sinergie e pratiche condivise. Anche la festa si realizza con percorsi da "savana" africana.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Festa al Sasso di Simone tra rimembranze di culti pagani, abbazie benedettine e restauri

ArezzoNotizie è in caricamento