Festa a Sant'Andrea. Parlano i protagonisti, Dionigi: "Penso di aver portato un po' di fortuna e clima giusto. I ragazzi sempre forti"

Durante la settimana di prove lo avevano dichiarato entrambi: "Ci piace aprire la piazza, significa dare la prima impronta alla Giostra". E così dalla prima carriera il Quartiere di Porta Sant'Andrea ha messo tutti in riga. Il cinque perfetto di...

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Durante la settimana di prove lo avevano dichiarato entrambi: "Ci piace aprire la piazza, significa dare la prima impronta alla Giostra". E così dalla prima carriera il Quartiere di Porta Sant'Andrea ha messo tutti in riga. Il cinque perfetto di Stefano Cherici, in sella a Sibilla, bissato da quello di Enrico Vedovini nella seconda tornata di carriere ha messo presto fine alla Giostra, complici anche gli errori degli altri, nessun è riuscito a rifare cinque.

E così la festa dei bianco verdi è iniziata ben presto, nelle ultime tre carriere sarebbe servita almeno una lancia spezzata per raddrizzare i punteggi.

Sulla lizza è cominciato il conto delle lance "... 34, 35, 36" e poi i cori dedicati a Porta Santo Spirito che aveva messo la freccia per il sorpasso, ma adesso si ritrova indietro di una lancia d'oro sull'albo della Giostra. Il rettore Maurizio Carboni ha sollevato con forza la pesante lancia che gli è stata consegnata dal sindaco Ghinelli nel terrazzino e sotto a lui è stato un tripudio bianco verde, con tanti abbracci e lacrime di gioia che coinvolgono anche l'ex capitano Marco Fardelli.

La festa è proseguita nella cappella della Madonna del Conforto dove Don Alvaro ha dato il bentornato al popolo di Sant'Andrea con la lancia d'oro. Ai momenti di preghiera si sono alternati i rulli dei tamburi e i cori. Il corteo è andato fino alla sede di via delle Gagliarde dove un fiume immenso di quartieristi ha applaudito la squadra artefice del successo, guidata dal rettore Maurizio Carboni e dal capitano ritornato dopo 20 anni Mauro Dionigi, dall'allenatore Manuele Formelli e dai giostratori Enrico Vedovini e Stefano Cherici.

" Sono emozionatissimo - ha dichiarato a caldo Mauro Dionigi - sono rientrato da capitano e penso di aver portato un po' fortuna e il clima giusto nell'ambiente. I ragazzi sono sempre stati forti, bastava solo sbloccarsi mentalmente e ci sono riusciti. Questa Giostra è stata stupenda, grazie al lavoro fatto dai due giostratori, dall'allenatore Formelli. Questa la vittoria più grande rispetto a quelle di venti anni fa, è anche la lancia più pesante di tutte e sono contento di portarla."

E mentre per il capitano si rispolverano i vecchi cori, il rettore Maurizio Carboni ha gli occhi lucidi:

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"Il lavoro fatto, anche mentalmente negli ultimi tempi è stato l'antipasto di questa splendida cena - ha dichiarato il rettore - stasera festeggiamo il futuro del quartiere. La dedica? A chi ha creduto che Sant'Andrea non fosse morto e sepolto, perché quest'inverno abbiamo vissuto situazioni poco belle, ma poi ho visto che tantee persone si sono riallineate per portare avanti un progetto che per noi era il migliore, insomma un insieme di cose e di persone che ha portato oggi i due leoni a ruggire di nuovo."

Grande gioia nei giostratori:

"Una vittoria che ha un sapore indescrivibile come tutte le vittorie, forse un pizzico in più perché erano due anni che non vincevamo ha detto Stefano Cherici - è la mia decima vittoria, ci tenevo a raggiungerla. Al tiro di Enrico l'apoteosi, solo una lancia rotta poteva portare a qualcosa di tremendo, quindi al tiro di Enrico era già tanta roba." "Una vittoria bellissima raggiunta con un 10, il motivo per cui eravamo in piazza Grande oggi, era difficile, ma è uscito tutto alla perfezione, ora c'è solo da godersi la festa - ha dichiarato Enrico Vedovini - Il cinque è un punteggio difficile, anche in prova se ne fanno molti, ma a volte non arriva, uscire con due cinque dalla piazza è una gran cosa grazie anche a Peter Pan che è un grande cavallo. Intanto Porta Santo Spirito la freccia la tiene ferma, noi siamo ad una lancia di distanza da Porta Crucifera. Con Manuele abbiamo lavorato fianco a fianco in modo meticoloso e abbiamo raccolto i frutti, ringrazio Formelli, ma anche Checcacci, non sarà stato in piazza, ma avrà seguito, in fondo ci ha cresciuto e siamo pur sempre i suoi ragazzi. La dedica? Ai miei tre figli e a mia moglie."

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